Foggia, com’era una volta il rione Caprai

Come amici e lettori di Lettere Meridiane sanno, tra le cose che mi piace fare di più, c’è quella di frugare negli archivi fotografici per scovare vecchie immagini della città e della sua gente. Trovarle regala emozioni profonde, soprattutto quando mostrano angoli di Foggia ormai scomparsi.
La cartolina, la fotografia è tutto quanto rimane di quell’epoca, e il fatto che giunga a noi, e torni in qualche modo a vivere con la digitalizzare e la pubblicazione on line, impedisce che quella strada, quel palazzo, che oggi non ci sono più, vengano dimenticati per sempre.
La foto che pubblico oggi mi ha regalato davvero un’emozione profonda perché mostra com’erano via Capozzi e via della lupa alla fine negli anni ’40. È il rione Caprai, davvero com’era una volta, prima che venisse completamente urbanizzato.
In quel pezzo di città ci sono nato, e la foto mi ha colpito, perché non era stato ancora costruito il palazzo di via della lupa all’angolo di via Capozzi nel quale, al terzo piano, ho emesso il mio primo vagito.
È stata davvero una scoperta inattesa.
L’identificazione del luogo rappresentato e del punto di vista dell’autore non sono state immediate. Pensandoci un po’ su, è stato però facile arrivare alla conclusione: la fotografia è stata scattata dal campanile della chiesa di San Michele Arcangelo (che era stato dunque già realizzato) e mostra, in primo piano, l’angolo tra via Capozzi e via del Risorgimento.
Quando, da bambino, mi affacciavo al balcone della mia casa natale che dava su via Capozzi, di fronte a me c’era la stessa fila di casupole che si intravede nella foto, sulla destra, andando verso le Marcelline. Sullo sfondo si ergeva l’edificio della scuola elementare De Amicis, ed altre sparute case basse fino a viale Ofanto. Lo stesso panorama offriva il panorama dall’altro balcone di casa, che affacciava su via Bengasi: un cortile circondato da botteghe artigiane e poi tutti pianterreni.
Nella immagine alla fine dell’articolo trovare i diversi riferimenti toponomastici.
Più complicato stabilire l’anno preciso dello scatto. La chiesa di San Michele Arcangelo venne completata nel 1936. La fotografia mostra il volto di una città non ancora mutilata dagli orrendi bombardamenti. Dovrebbe trattarsi dunque di una data compresa tra la seconda metà degli anni Trenta e il 1943. Voi che ne pensate?
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