
Natale 1920. Giuseppe Di Vittorio, Peppino per amici e compagni, è ormai un esponente di primo piano del movimento sindacale pugliese. Grazie al suo impegno e alle sue capacità di dirigente, nelle campagne e nei cantieri si respira un’aria nuova. I lavoratori hanno conquistato salari migliori e maggiori diritti.
Il giorno della vigilia bussa alla porta della sua umile casa di Cerignola, dove Peppino vive con sua moglie Carolina Morra e sua figlia Baldina, di soli due mesi, un emissario di Giuseppe Pavoncelli, ricco agrario e latifondista che consegna a Carolina un ricco cesto natalizio, pieno di ogni «ben di Dio».
Quello di Pavoncelli è un attestato di stima, non certo un tentativo di corruzione, ma al suo ritorno a casa, quando vede il regalo, Peppino prende carta e penna e scrive a Pavoncelli una lettera con cui respinge il regalo, nel nome di una «onestà esteriore» da difendere.
Un gesto d’altri tempi, ma ricco di significato morale e politico.
La lettera, ritrovata soltanto qualche anno fa, è al centro del monologo teatrale «La dignità» scritto e interpretato da Marcello Colopi che verrà rappresentato domani sera, 16 luglio 2025, nell’arena di Parcocittà, con inizio alle ore 21, all’interno del cartellone di Foggia Estate 2025.
La narrazione, intensa e coinvolgente, è accompagnata da voci e testimonianze originali di braccianti compagni di lotta del grande sindacalista e dalla musica live di Antonio Piacentino.
Sociologo, intellettuale, militante impegnato e coraggioso, Marcello Colopi è autore, tra l’altro, del libro «Controra. Storie di carcere, di droga, di mafia e di speranza» (Nicorelli Edizioni) e del podcast «Sotto il segno del no» presentato anche a Villa Torlonia, a Roma. Ha collaborato con «Lettere Meridiane» con una serie di articoli di «libero pensiero», che potete sfogliare cliccando qui.
«La dignità», che ha esordito a Natale dell’anno scorso per iniziativa di Casa Di Vittorio ed è stato replicato con successo qualche settimana fa, a Cerignola, in una serata organizzata dal Club Unesco, è uno splendido esempio di teatro civile, da guardare assolutamente. L’ingresso è gratuito. Vi aspettiamo.
Geppe Inserra
