Foggia, 19 agosto 1943: la tragedia che segnò la città

«Il 19 agosto, verso le ore 12, si abbatté su tutta la città un’incursione che, a detta degli stessi inglesi, è stata la più terribile da essi operata nell’Europa meridionale. Molte centinaia di apparecchi, in sei ondate successive, per lo spazio di due ore e mezzo, scaricarono su tutti i punti della città migliaia e migliaia di bombe. La rovina della nostra povera città è indescrivibile. Non c’è via che non presenti cumuli di macerie ed edifici squarciati». Così, il vescovo di Foggia, mons. Fortunato Maria Farina, descrisse nella Relazione inviata al Vaticano il martirio di Foggia.

Il bombardamento del 19 agosto fu il più cruento di quella tragica estate e forse quello che maggiormente incarnò la filosofia dei bombardamenti strategici propugnata soprattutto dagli inglesi. Sia l’aeroporto che la stazione ferroviaria erano stati smantellati dalle precedenti incursioni. Quell’attacco ebbe soprattutto lo scopo di terrorizzare la popolazione che non era ancora sfollata, costringendo i foggiani a lasciare la città.

Nel suo bel volume Foggia – dalle Tenebre del ’43 alla rinascita (Editrice Parnaso, Foggia, 2013), Tommaso Palermo riporta i comunicati ufficiali emessi dalle autorità. Sono agghiaccianti:

  • 19 agosto — Comando Protezione Antiaerea Foggia: «Popolazione quasi al completo fuggita attraverso campagna ai Comuni vicini in preda al panico».
  • 19 agosto — II Comitato Protezione Antiaerea Foggia: «Popolazione al completo fuggita campagne terrorizzata».
  • 20 agosto — Il Questore: «La popolazione è terrorizzata e fin da ieri nel pomeriggio ha lasciato la città cercando scampo nelle campagne e nei Comuni viciniori, recandosi con ogni mezzo ed anche a piedi».

Nell’82° anniversario di quella tragica giornata, Lettere Meridiane celebra la ricorrenza con un ebook e un podcast, all’interno dell’esperimento che vi abbiamo presentato qualche giorno fa: utilizzare l’intelligenza artificiale per scandagliare il patrimonio di storie e di memoria che il nostro blog ha accumulato negli anni, facendole generare un approfondito report e un podcast sonoro. La speranza è che questi materiali possano rappresentare un ponte tra la memoria storica e le nuove tecnologie. Attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, vicende dolorose come quella di Foggia vengono rielaborate e rese nuovamente accessibili, non solo agli studiosi ma anche alle nuove generazioni che prediligono formati digitali e multimediali.

«La Tragedia di Foggia del 1943 nel racconto di Lettere Meridiane» è il titolo dell’ebook: quattordici pagine dense di memoria che potete leggere e scaricare cliccando qui. Per ascoltare il podcast, invece, cliccate sul triangolino del player.

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9 commenti su “Foggia, 19 agosto 1943: la tragedia che segnò la città”

  1. Io c’ero. il 19 agosto 1943 avevo 1 anno e 4 mesi e avevo un gemello. Vivevamo a Foggia. Non ricordo nulla e i miei Genitori hanno cercato di dimenticare non raccontandoci nulla.
    Da ragazzo ho notato che ho odiato i fuochi di artificio. il sentire i rumori dei botti mi procura ansia insopportabile. Il mio gemello (eterozigota) invece amava i fuochi di artificio.
    il 18 agosto a Francavilla al mare, per la Festa di San Franco, fanno a mezzanotte dei grandiosi fuochi artificiali e per me è sempre stata una sofferenza. Quando sono diventato più grande ed autonomo li ho evitati.
    Non sopporto i botti di Capodanno…….
    Ora che i miei Genitori non ci sono più vorrei sapere cosa abbiamo fatto in quel frangente tragico….
    Ciao.

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  2. Sempre toccante, specie in un momento storico cruciale e triste come quello che stiamo vivendo.
    Scopriamo come l’essere umano non riesca ad imparare nulla dal dolore e dall’orrore della guerra…

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    • No, l’uomo non impara mai, non vuole farlo e soprattutto “oggi” non lo vogliono fare coloro che hanno la possibilità di non cominciare una guerra o di farla cessare. Si inventano nemici invece di parlare di popoli in sofferenza di gente che sta morendo senza neanche comprendere perché.
      E i recenti incontri stanno svelano ahimè molto bene tutto ciò

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  3. I miei genitori hanno vissuto quella terribile storia, mia madre aveva due figli e mio padre era prigioniero degli inglesi.I racconti di mia madre mi echeggiano sempre: povera gente che si trova al centro di una guerra,(paura,fame, freddo e… ),come si può ancora oggi facendo memoria del passato, fare la guerra e uccidere mamme e figli? che mondo cattivo 😭🙏💓

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