
Enzo Ficarelli non smette di stupire i suoi (e i nostri) lettori regalandoci un’altra delle sue folgoranti intuizioni: il filo sottile che lega Foggia alla Magna Charta, suggellato da Isabella d’Inghilterra, terza moglie di Federico II, morta di parto proprio a Foggia, che – come giustamente lamenta Enzo – ha però del tutto dimenticato la «sua» imperatrice. Sono dunque del tutto d’accordo con la proposta di sanare questo debito di memoria dedicandole almeno una strada. Buona lettura (g.i.)
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Qualche settimana fa è stato celebrato l’810° anniversario della «Magna Charta Libertatum», il primo riconoscimento dei diritti e delle libertà su cui si fondono le moderne democrazie.
C’è un filo sottile che collega la Magna Charta a Foggia.
IL 15 novembre 1234 Federico II, rimasto vedovo di Jolanda di Brienne, spedisce da Foggia una lettera, con l’aureo bollo, al pontefice Gregorio IX (Salutem et reverentiam filialem) con la quale lo informa di aver inviato a Londra Pier delle Vigne a chiedere la mano della principessa Isabella al fratello Re Enrico III, divenuto sovrano di Inghilterra alla morte del padre Giovanni Senza Terra.
Il matrimonio tra Federico II e Isabella viene celebrato solennemente nella cattedrale di Worms la domenica del 20 luglio 1235, mentre “lo stupor mundi ” dieci anni prima aveva impedito che la stessa Isabella si fidanzasse con suo figlio Enrico.
Isabella di Inghilterra, divenuta terza moglie di Federico II, in qualità di Imperatrice del Sacro Romano Impero giunge in Italia e dimora a Ravenna, a Padova, a Parma e infine nel palazzo imperiale di Foggia.
Ed è proprio nella nostra città che il 1°dicembre 1241 l’Imperatrice, nel dare alla luce una bambina (Margherita di Sicilia: Foggia 1.12.1241- Francoforte sul Meno 8.8.1270) muore di parto all’età di ventisette anni. (Chronica di Riccardo di san Germano ).
Da Foggia la salma viene trasportata ad Andria per essere tumulata nella Cattedrale dov’era stato già sepolto il corpo di Jolanda di Brienne , seconda moglie di Federico II, morta anche lei di parto.
La Magna Charta Libertatum redatta interamente in latino dall’arcivescovo di Canterbury, Stephen Langton, fu accettata e firmata dal re d’Inghilterra, Giovanni Senza Terra, il 15 giugno 1215 a Runnymede nei pressi di Windsor.
È il primo documento istituzionale ad aver concesso diritti ai cittadini e posto le basi degli ideali della democrazia occidentale.
Ebbene, Isabella d’Inghilterra, morta a Foggia il 1° dicembre 1241, era la figlia del re Giovanni Senza Terra.
Peccato! La toponomastica avrebbe potuto intitolarle una strada, una stradina, un cortile, un vicolo.
Enzo Ficarelli
Io vedo un accostamento tra la Mangna Carta e Foggia un pò azzardato! Federico II ha sposato la figlia di Giovanni che ha concesso su pressione dei baroni inglesi la carta. Mica la figlia Isabella ha avuto una qualche merito su questa attività legislativa? In ogni caso è bello che lei abbia ricordato la terza moglie dell’imperatore svevo. Sono personaggi spesso dimenticati dai più. Accostare Isabella a Foggia è utile e storicamente corretto visto che ci ha vissuto e vi ha reso l’anima a Dio. Grazie
Utilissimo articolo per la storia della nostra città, “sconosciuta” ai più.
Intestiamo una piazza a Isabella e divulghiamo la sua storia.