La lunga e gloriosa storia della locomotiva-monumento

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo la nota con cui Enzo Ficarelli, cultore di storia locale e in particolare della storia ferroviaria, ricostruisce la storia della locomotiva 880.009, recentemente trasferita dalla Villa comunale a piazzale Vittorio Veneto e finalmente sottratta al degrado in cui era precipitata dopo l’improvvido spostamento dalla sua sede originaria.

Rendiamo omaggio a questo pezzo di memoria collettiva pubblicando una rara immagine della collocazione iniziale, che la mostra in tutto il suo splendore, e il bozzetto progettuale di Mario Soro, vincitore del concorso di idee indetto dall’amministrazione comunale, che ben rendeva la dimensione monumentale dell’opera.
In seguito la locomotiva venne posizionata in un’area marginale della villa, decentrata e poco consona. Il suo ricollocamento in un sito più significativo è stato a lungo auspicato da Pasquale Cataneo, il cui sogno è infine diventato realtà.

Grazie a Enzo Ficarelli per il prezioso contributo e a Tommaso Palermo per la foto del “luogo di nascita” della locomotiva. (g.i.)

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Il trasferimento della locomotiva a vapore del gruppo 880.009, oggi in piazzale Vittorio Veneto, ha una storia che parte da lontano. Fu collocata inizialmente nella Villa Comunale il 10 maggio 1985 per onorare la memoria dei ferrovieri caduti in guerra.  Dopo decenni trascorsi in quel luogo, è stata trasferita e ricollocata il 4 agosto 2025 nel piazzale della Stazione. Lo spostamento della locomotiva rappresenta l’atto finale di un lungo percorso di riqualificazione, reso possibile grazie all’interessamento della sindaca prof.ssa Maria Aida Episcopo. Il reperto storico fa così ritorno nel cuore pulsante del nodo ferroviario dove ha svolto il suo servizio per anni, tornando a essere un simbolo vivo e autentico della storia ferroviaria della città.  È un pezzo di memoria collettiva che rappresenta un’epoca passata, quella della rivoluzione industriale, un’icona di un’era in cui il treno era al centro della vita sociale ed economica. Simbolo di connessione tra città e persone, la sua importanza non risiede solo nel suo valore storico e culturale, ma anche nel fatto che incarna l’identità di Foggia come “città di ferrovieri”, un modo per raccontare alle future generazioni l’importanza che il lavoro e la dedizione dei ferrovieri hanno avuto per lo sviluppo urbanistico, sociale, economico e culturale della città.

Sesto San Giovanni – Società italiana Ernesto Breda per costruzioni meccaniche (Sieb) Officine di montaggio delle locomotive a vapore – Reparto fotografico Breda

Foggia, infatti, è stata per decenni un nodo ferroviario cruciale del Sud Italia, un vero e proprio crocevia, dando vita a una comunità ferroviaria forte e coesa. Il legame si fa ancora più forte quando si pensa ai bombardamenti del 1943. Gli Alleati scelsero Foggia come bersaglio strategico proprio per la sua importanza ferroviaria, oltre che aerea. La Stazione, le Officine di Grande Riparazione, la Squadra Rialzo, Il Magazzino Approvvigionamenti, il Deposito e tutti gli impianti furono presi di mira con grande violenza causando distruzioni immense e, purtroppo, la morte di migliaia di persone, tra cui moltissimi ferrovieri che si trovavano al loro posto di lavoro.

La Locomotiva rappresenta, pertanto, la comunità dei ferrovieri foggiani che ha costituito una parte vitale del tessuto sociale ed economico della città e il tributo di sangue pagato da Foggia e dai suoi figli durante la furia devastatrice della guerra. È un monumento che rende onore a quei ferrovieri e a tutti i cittadini che persero la vita in quegli anni terribili. La sua presenza in piazzale Vittorio Veneto rimarrà un punto di riferimento luminoso, nei ricordi di un passato che ha plasmato l’identità della città. 

La locomotiva 880.009 è stata costruita a Milano presso le Officine Breda nel 1916 ed è entrata subito in esercizio, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, come una “locomotiva a vapore” guidata da un Macchinista responsabile della guida, della velocità e della frenatura, mentre il fuochista si occupava di mantenere alta la pressione del vapore alimentando la caldaia con carbone.

Come tutte le locomotive del gruppo 880, quella che oggi è esposta in piazzale Vittorio Veneto, era una locomotiva a vapore del tipo “locotender”. Questo significa che le scorte d’acqua e combustibile erano a bordo della locomotiva e non su un tender separato. Il suo ruolo originario era quello di Locomotiva per servizio misto, passeggeri e merci, con un modesto numero di carri su linee secondarie. La sua struttura compatta e la capacità di marciare in entrambe le direzioni, senza necessità di essere girata, la rendeva efficiente su linee poco trafficate e con scarse infrastrutture. Era piccola e veloce, capace di affrontare senza problemi linee dall’armamento precario e raggi di curvatura stretti. 

Il bozzetto del progetto di Mario Soro, per la iniziale collocazione della locomotiva nella villa

Le locomotive del gruppo 880 inizialmente trasportavano sia passeggeri che merci. Tuttavia con il progresso tecnologico e con l’evoluzione delle ferrovie hanno iniziato a svolgere nel tempo ruoli diversi. Pertanto anche la nostra 880.009, come le altre dello stesso Gruppo, è stata ritirata dal servizio di linea e ha trovato una nuova vita all’interno del nostro Deposito Locomotive, quello di Foggia, dove veniva utilizzata come macchina di manovra e guidata da un Manovratore.

Questa locomotiva oggi immobile in piazzale Vittorio Veneto non vuole essere solo un ricordo, ma un ponte tra passato e futuro, un simbolo che ricordi il valore della nostra storia e delle nostre radici. Ora che è lì a far bella mostra di sé, è come se ascoltassimo con la mente l’eco del suo ciuf ciuf cadenzato, il lento ansimare, le improvvise esplosioni di vapore, i gemiti metallici delle ruote, fantasmi sonori che vibravano nell’aria di un tempo che non c’è più. 

E anche se il mondo moderno viaggerà sempre più ad Alta Velocità, con poche fermate, la sua presenza in quel piazzale rimarrà un promemoria visivo che potrà accendere nei giovani la scintilla della passione per il mondo affascinante dei treni e ispirarli a intraprendere carriere nel campo della meccanica, dell’elettronica, dell’elettrotecnica, dell’ingegneria o della gestione dei trasporti, mantenendo viva la tradizione ferroviaria della nostra amata Foggia.

Enzo Ficarelli

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