Non c’è strumento migliore della poesia popolare e dialettale per rappresentare le atmosfere, i colori, perfino i sapori di un piatto tradizionale. Traendo spunto dall’articolo che qualche giorno fa ho pubblicato sul Galluccio di Ferragosto, Gianni Ruggiero ha composto ed interpretato una deliziosa poesia, che ha poi regalato agli amici e lettori di Lettere Meridiane (lo ringrazio affettuosamente, per questo).
Raffinato chansonnier, oltre che poeta, Gianni Ruggiero è uno di quei rari autori che riescono a declinare insieme poesia, musica e memoria, senza mai perdere leggerezza. Dentro i suoi brani il dialetto non è colore locale: è lingua della comunità, capace di far emergere coscienza, storie, e come nel caso de U gallucce di 15 d’Agust, sapori che ci parlano di passato, di festa, di tenerezza.
Guardate ed ascoltate la poesia qui sotto, amatela, condividetela.

Bellissima la storia del galluccio, un giusto omaggio all’amico Geppe Inserra 🤗❤️👏👏
Sono di origine d’ischitella sul Gargano mia madre mi ricordo che lo faceva anche lei al sugo però non era ripiene .
Bisognava prenotarlo parecchi giorni prima per averlo.
Con i ziti spezzati.
Buono e grazie per questo ricordo.