
Riportare alla luce una “pagina seminascosta nelle pieghe della storia” e celebrare “eroi che sono uomini comuni che compiono azioni straordinarie in momenti straordinari”.
È questo lo scopo dichiarato del libro “12 Settembre 1943. Il Giorno del Coraggio” di Ivo Castelli e Giampiero Giorgi che sarà presentato domani sabato 20 settembre, alle ore 18.00, nel Castello Ducale De Sangro di Torremaggiore.
La qualificata iniziativa si svolgerà nel cartellone di eventi Autunno Torremaggiorese promosso dal Comune di Torremaggiore. La serata sarà aperta dai saluti istituzionali del sindaco Emilio Di Pumpo. Seguiranno l’intervento dell’autore Giampiero Giorgi e le conclusioni, affidate al generale di brigata Gianni Spaziani, che ha firmato la prefazione.
Un appuntamento di grande interesse, tenuto conto anche dei forti legami che uniscono la provincia di Foggia e quella di Ascoli nella storia della Resistenza.
Furono diversi i partigiani, provenienti da Foggia o da centri della provincia, che si batterono nelle Marche per la libertà, contro i nazisti.
Tra di loro gli eroici fratelli Luigi e Vincenzo Biondi, di soli 16 e 17 anni, che persero la vita durante l’attacco nazista del 3 ottobre al Colle San Marco, proprio in conseguenza della rappresaglia tedesca per quanto era accaduto qualche giorno prima, ad Ascoli Piceno.
Nella città marchigiana, l’armistizio dell’8 settembre non aveva suscitato reazioni particolari, ma l’arrivo dei contingenti tedeschi quattro giorni dopo, il 12 settembre, agì come un detonatore.
La città divenne il teatro di uno dei primi scontri aperti e di successo contro le truppe occupanti: Ascoli fu tra le prime città d’Italia a insorgere attivamente contro il nazismo grazie all’alleanza tra il presidio militare locale e la cittadinanza, che si rivelò determinante per l’esito della giornata.

L’insurrezione rappresentò l’inizio della lotta partigiana nel Piceno, che sarebbe poi proseguita sulle montagne circostanti, fino al drammatico epilogo del 3 ottobre.
Lo scontro più violento che oppose gli antifascisti ai nazisti il 12 settembre si svolse alla Casermette, grazie alla rivolta dei giovani avieri di stanza in quella caserma. Tra i protagonisti, anche l’autore del libro, Ivo Castelli, all’epoca diciottenne, che riuscì ad avvisarli dell’avvicinamento dei tedeschi, permettendo loro di organizzare un’imboscata.
I nazisti, caso più unico che raro nella storia della seconda guerra mondiale, furono costretti ad innalzare la bandiera bianca, ma ben otto persone persero la vita.
Ivo Castelli, che all’epoca degli scontri era un giovane civile, ha mantenuto un ruolo fondamentale nel conservare e tramandare i fatti di quella giornata. La sua partecipazione attiva e il suo impegno nel dopoguerra, culminato anche nella presidenza dell’ANPI cittadina, hanno reso la sua testimonianza una delle fonti primarie e più autentiche di quell’evento.
Subito dopo gli scontri in città, un gruppo di soldati e civili, guidati dal sottotenente degli alpini Spartaco Perini e da noti antifascisti, si ritirarono sulle pendici del Colle San Marco, baluardo naturale che controllava le vie principali di accesso alla città, per contrastare l’imminente e prevedibile rappresaglia tedesca. Su quel colle si formò la “Prima Brigata Patrioti piceni”, primo nucleo di resistenza organizzata nel territorio, cui si unirono, provenendo da Foggia dilaniata dai bombardamenti alleati, i giovanissimi fratelli Luigi e Vincenzo Biondi, negli ultimi giorni di settemobre.
L’umiliazione subita il 12 settembre e la consapevolezza della nascita di un focolaio di resistenza nell’immediato retrovia spinse i comandi nazisti a pianificare un’operazione su larga scala.
All’alba del 3 ottobre, un intero battaglione di esperti paracadutisti della divisione Hermann Goering, assaltarono i partigiani, che resistettero strenuamente.

I combattimenti si portassero per due giorni. I fratelli foggiani furono tra i primi a cadere. Con loro persero la vita altri 11 partigiani, e 14 furono quelli catturati e poi fucilati dai nazisti.
“12 Settembre 1943. Il Giorno del Coraggio” è un grande esempio di storia pubblica, che unisce alla capacità narrativa di Giampiero Giorgi cronista e storico locale, particolarmente attento alla narrazione di eventi e storie radicate nel territorio piceno, la diretta testimonianza di Ivo Castelli, che eleva il libro da una semplice ricostruzione a un documento di storia orale.
La sua presenza come co-autore non è una mera formalità ma garantisce al racconto un livello di autenticità e immediatezza che un resoconto basato esclusivamente su fonti secondarie non potrebbe raggiungere.
L’opera si propone come un veicolo per la voce di chi ha vissuto quei momenti, trasformando l’esperienza vissuta in un testo scritto. La presentazione di Torremaggiore sarà dunque non solo un momento di memoria storica, ma anche un’occasione per rinsaldare il legame tra le comunità locali e una pagina di storia che ha contribuito a costruire la nostra democrazia.

Giusto rilievo ad una pubblicazione e ad un evento di grande rilievo storico e patriottico per ricordare il ruolo degli eroi foggiani nella Resistenza .
Grazie, questo articolo è davvero importante perché ben poco si sa del contributo dei foggiani e della sua provincia alla Resistenza e alla lotta partigiana al nazi-fascismo. Questo libro, che mi rammarico di non aver potuto assistere alla sua presentazione, contribuirà a far luce su una storia che è ancora tutta da ricercare e scrivere, affinché rimanga per sempre nella memoria collettiva.