
Poeta raffinato, giornalista illuminato, civil servant esemplare Davide Leccese è uno di quei foggiani che non si sono mai lasciati tentare dalla possibilità di «fuggire», che hanno consapevolmente scelto di «restare».
Lo racconta nella sua struggente canzone per Foggia emblematicamente intitolata «Resto».
L’amore verso il luogo natio è un sentimento universale, ma l’amore per Foggia cantato da Davide è peculiare: «edera forte che s’abbarbica» al genius loci, a ciò che trovi qui, e non altrove. «Case accarezzate dal vento», l’immancabile favonio, gli «odori casalinghi», i «vicoli d’un tempo».
Ne sono rimasto immediatamente affascinato, quando me l’ha mandata, qualche giorno fa, su whatsapp. A corredo una lapidaria dichiarazione, nella quale mi ritrovo, in tutto e per tutto: «Parlate pure male di Foggia ma è la mia culla.»
In quei versi non c’è solo la sua storia, ma la possibilità di riconoscerci tutti. Un pressante invito a restare, consapevolmente, orgogliosamente.
Se sentissimo tutti la città come «culla», passato che ci avvolge e ci abbraccia, spingendoci a viverla meglio, Foggia sarebbe un posto migliore.
Gli ho chiesto il permesso di trasformare i suoi versi toccanti in una videopoesia. Ha prontamente acconsentito. Potete vedere qui sotto il risultato, impreziosito dall’appassionata interpretazione di Tonio Sereno e dal suggestivo reportage fotografico di Michele Sepalone.
Il tutto ci regala l’identità più vera e profonda di Foggia. Una città da amare. Una città in cui restare.

Foggiano Doc, ottima persona, di grandissimo spessore culturale e morale, che non si è lasciata ….contaminare dalla politica, come purtroppo è successo ad altri valenti professionisti locali. A Leccese docente e giornalista magistrt va il mio plauso incondizionato.