Salvare l’archivio e la biblioteca di don Tonino Intiso

Don Tonino Intiso è stato un infaticabile pastore di anime, un amico fraterno per tanti, un punto di riferimento per le comunità di Foggia, dove ha esercitato il suo ministero, e Troia, che gli ha dato i natali.
Nel corso della sua lunga attività, snodatasi tra la Curia, la Caritas, le parrocchie di San Salvatore e San Filippo Neri, l’Opera Nomadi, ha raccolto un importante patrimonio archivistico, documentale e librario che già da quando era ancora in vita intendeva mettere a disposizione della città, nella speranza che attorno a questa eredità culturale potesse nascere il Pensatoio cui teneva tanto.
Il problema di custodire dignitosamente tale patrimonio, evitandone la dispersione o peggio ancora la distruzione, si pose già alla conclusione del suo ministero sacerdotale a San Filippo Neri.
Venne lanciato un appello pubblico che aprì la strada a soluzioni di fortuna e comunque transitorie, che adesso non possono più essere procrastinate.
C’è il concreto pericolo che questa grande ricchezza di pensiero e di memoria possa andare perduta.
La Confraternita di Sant’Eligio, cui il compianto sacerdote fu particolarmente legato per la comune attenzione verso padre Antonio Silvestri, si è mobilitata assieme ad un gruppo di amici di don Tonino, nella speranza di trovare soluzioni praticabili e durature.
L’obiettivo è da un lato scongiurare la distruzione di questo patrimonio e dall’altro valorizzarlo, proprio avviando la costituzione del «pensatoio» sognato da don Tonino Intiso per educare al pensiero, al dialogo, alla partecipazione, al pluralismo, alla valorizzazione della persona e ad una politica più etica.
La Confraternita Sant’Eligio e gli amici di don Tonino Intiso hanno rivolto alle istituzioni religiose e civili, alle parrocchie, alle associazioni della cultura e del volontariato, un appello affinché vengano reperiti e messi a disposizione gli spazi e i volontari necessari per la messa in sicurezza e il riordino dei materiali.
Per raccogliere e coordinare le disponibilità è stato istituito un indirizzo di posta elettronica (pensatoiodontoninointiso@gmail.com), cui possono scrivere quanti, anche semplici persone di buona volontà, vogliano dare una mano.
I promotori dell’iniziativa annunciano per le prossime settimane un incontro pubblico per mettere a punto le necessarie iniziative.
Si spera in una risposta positiva e corale della città. Non mancheremo di tenere costantemente informati amici e lettori sugli sviluppi della questione.

Author: Geppe Inserra

3 thoughts on “Salvare l’archivio e la biblioteca di don Tonino Intiso

  1. sono stata una amica di Don Tonino da quando non era Don. Ho molti libri di ogni tipo, molti li ho eliminati, se potessi regalare al ” Pensatoio” sarei felice di farlo

  2. Una volta reperiti “i volontari necessari per la messa in sicurezza e il riordino dei materiali” penso sarebbe utile un’introduzione a che cosa vuol dire “riordino dei materiali” nel caso dei libri.
    Suggerirei di prendere contatto con Gabriella Berardi, responsabile della Biblioteca Provinciale di Foggia. Nel caso fosse occupata e non avesse chi provvedesse, sarei disponibile a un breve corso informativo e a progettare insieme il da farsi.

  3. Custodire la memoria, costruire il futuro.
    Caro Geppe ho letto con grande interesse l’articolo.
    L’iniziativa promossa dagli amici di don Tonino Intiso e dalla Confraternita di Sant’Eligio, rilanciata da Lettere Meridiane, rappresenta un segnale importante per la nostra comunità. Salvare e valorizzare il patrimonio di idee, scritti e testimonianze raccolti da don Tonino significa dare continuità a un pensiero che ha educato al dialogo, alla solidarietà e all’impegno civile.

    Questa proposta si inserisce pienamente nello spirito del nostro progetto “Memoria, coesione e futuro” dello SPI ed AUSER di Foggia: non perdere i segni del passato, ma custodirli e trasmetterli come strumenti di conoscenza e responsabilità.
    Essere custodi della memoria, come lo fu don Tonino, è un dovere collettivo e un gesto d’amore verso le generazioni che verranno.

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