L’inaugurazione di un’opera d’arte è sempre una buona notizia per una città, soprattutto quando contribuisce a rafforzarne l’identità e la memoria collettiva.
A Cerignola, città natale di Giuseppe Di Vittorio, cinquant’anni dopo il celebre murale realizzato da Ettore De Conciliis e Rocco Falciano, è stato inaugurato un nuovo affresco dedicato al grande sindacalista, che guidò la Cgil e la Federazione Sindacale Mondiale.
L’iniziativa, promossa dallo Spi Cgil Puglia nell’ambito del progetto In cammino con Di Vittorio, si inserisce in un percorso di valorizzazione dei luoghi e delle esperienze che segnarono la formazione politica e culturale del dirigente sindacale. A firmare l’opera – anzi, le opere, perché sono due i murales vincitori ex aequo del concorso bandito dal sindacato dei pensionati della Cgil – sono stati gli studenti del Liceo Artistico Sacro Cuore di Cerignola.
Lavorare per vivere è il titolo del murale inaugurato qualche giorno fa, realizzato da Maria Minervini della V/F (progetto diretto e coordinato dalle docenti Rosita Basta e Tommasa Scommegna): una potente metafora del pensiero di Di Vittorio, tra papaveri e spighe di grano che richiamano la Resistenza e la campagna del Tavoliere, articoli della Costituzione che si librano come farfalle, e la rappresentazione di una famiglia LGBTQ+, a sottolineare il valore del lavoro – non vivere per lavorare, ma lavorare per vivere – come strumento di affermazione della dignità e dei diritti della persona.
Tra qualche mese, il murale – dipinto su un muro esterno della Camera del Lavoro – sarà affiancato dall’altra opera vincitrice, Il peso del lavoro, il cui bozzetto è stato realizzato da Angela Novelli, Maria Elena Cariello, Noemi Ladogana e Giada Romano (IV/F, progetto diretto e coordinato dalle docenti Antonia Guerra e Tommasa Scommegna).
Davanti a una bandiera rossa che sventola fieramente, si erge una bilancia sorretta idealmente dalla grande mano del popolo: nel piatto sinistro sono raffigurati i braccianti, ispirati alle opere di Guttuso; in quello destro, rotoli di banconote, il cui peso non riesce tuttavia a bilanciare quello del lavoro.

Menzioni di merito sono andate agli autori di altri bozzetti partecipanti all’iniziativa: Anna Laura Borea, Alessandro Ciubatariu, Maria Alessandra Cotugno, Francesco Di Pasquale, Miriam Fiorenti, Domenico Leone, Mariangela Saccinto, Giorgio Sapia, Yi Ting Xu, Flavia Tortorella, Desirè Luisi.
Come ha annunciato la dirigente scolastica Maria Carbone, i bozzetti partecipanti daranno vita a una mostra itinerante che sarà esposta nelle diverse scuole di Cerignola.
Il valore artistico e l’impegno delle studentesse e degli studenti sono stati evidenziati, a nome della giuria, da Nicola Affatato, che ha ringraziato lo staff tecnico del liceo artistico (Grazia Cipollino, Luigi Mantuano, Giuseppe La Vacca) per la collaborazione prestata.
Secondo Michele Tassiello, segretario generale dello Spi Cgil Puglia, l’entusiasmo con cui i ragazzi hanno partecipato conferma l’attualità del pensiero e della testimonianza di Di Vittorio: «È un pensiero che dura. Con questa iniziativa intendiamo ravvivarlo e trasmetterlo alle nuove generazioni.»
A scoprire il murale è stata la segretaria generale nazionale dello Spi Cgil, Tania Scacchetti, per la prima volta a Cerignola: «Sono emozionata e commossa. Questo concorso tra studenti ci ha permesso di raccogliere tante opere significative, che porteremo in giro per raccontare il valore del lavoro e dell’impegno civile. Di Vittorio è e resta un simbolo di emancipazione, e del legame profondo tra la lotta e la partecipazione democratica.»
Alla manifestazione hanno partecipato anche Maria Dibisceglia, vicesindaco di Cerignola, Gigia Bucci, segretaria generale Cgil Puglia, Gianni Palma, segretario generale CGIL Foggia, Giovanni Marinaro, coordinatore della Camera del Lavoro di Cerignola, Carlo D’Andrea, segretario generale Spi CGIL Foggia.
Durante i lavori è stato proiettato il bel cortometraggio di Fabrizio Pastore Giuseppe Di Vittorio, voci e strade senza tempo, prodotto da De Vision Communication e interpretato da Fabio Salerno su testi di Gianni Forte.
