La nave più bella del mondo salpata da Foggia

A far bella una città non sono solo i monumenti, i paesaggi, ma anche le persone migliori che l’hanno abitata e la abitano, che l’amano, che ne scolpiscono l’identità.
Questa bella Foggia si è ritrovata domenica sera, al teatro Giordano, per rendere onore alla memoria di una di queste persone, Francesco Rotundi, ammiraglio, ingegnere, padre di quel miracolo di eleganza ed ingegneria navale che è la Amerigo Vespucci.
La manifestazione è stata promossa dalla Città di Foggia, dalla Società di Storia Patria per la Puglia e dalla rivista di storia e cultura Diomede di Foggia. Una serata ricca di emozioni che ha consolidato il rapporto tra Rotundi e la sua terra d’origine, dando ragione alla brillante intuizione degli organizzatori che avevano scelto un tema coraggioso: «L’ing. Francesco Rotundi e la Amerigo Vespucci, la nave più bella del mondo salpata da Foggia». Il 140° anniversario della nascita e l’80° della morte sono stati celebrati come meglio non si sarebbe potuto.
Lo meritava Rotundi che, tra i diversi foggiani che hanno dato lustro internazionale alla città, vanta una peculiarità che lo rende speciale: Foggia non solo gli ha dato i natali, ma ospita anche le sue spoglie mortali, che furono traslate nel cimitero cittadino un anno dopo la sua morte, con una cerimonia cui parteciparono tantissimi cittadini. Ad avere questo legame profondo con la città non fu solo Francesco, ma tutta la sua famiglia. Suo padre, Leonardo Rotundi, imprenditore edile, ampliò a sue spese il convento di Gesù e Maria costruendo cinque celle per i frati. Il figlio Francesco offrì un generoso contributo affinché il progetto paterno potesse essere portato a compimento.
È una storia tutta foggiana e dauna, quella dell’ammiraglio Rotundi che mentre frequentava l’Istituto Giannone a Foggia, in una gita scolastica a Manfredonia, si innamorò del mare, dedicandogli tutta la sua vita.
Fu il progettista di navi che hanno fatto la storia della Marina Militare italiana e mondiale: la nave scuola a vela Amerigo Vespucci, la sua gemella Cristoforo Colombo, e poi la posamine Legnano, la cannoniera Lepanto, la posamine-dragamine Dardanelli. Francesco Rotundi è stato un autentico genio. Era bravissimo non solo a progettare e costruire, ma anche a recuperare e dirigere cantieri. Quando la Royal Navy britannica silurò nella celebre Notte di Taranto tre navi da battaglia della Regia Marina – la Littorio, la Duilio e la Conte di CavourRotundi fu parte attiva nelle operazioni di recupero delle unità. Grazie al suo apporto fu possibile recuperare la Duilio in soli due mesi.
Fu anche un uomo e un militare tutto d’un pezzo. L’armistizio dell’8 settembre 1943 lo colse mentre si trovava a Trieste. Ma rifiutò fin da subito ogni collaborazione con la Repubblica Sociale Italiana, e se ne tornò a Roma, dove stabilì la sua residenza.
A certificarne in maniera inoppugnabile la competenza e l’enorme statura tecnica è un documento burocratico. Quando raggiunse l’età della pensione i vertici della Marina Militare proposero di trattenerlo in servizio scrivendo: «La prontezza di intuito, la vivacissima intelligenza, il grande senso pratico, la profonda cultura tecnica e scientifica, e principalmente l’attitudine a progettare del Generale Rotundi, fanno ritenere che costituirebbe una vera perdita per la Marina, l’abbandono da parte sua del Servizio Permanente Effettivo.»
Quanto mai nutrita, come si è già detto, la scaletta della manifestazione commemorativa di domenica sera, allestita dagli impareggiabili organizzatori della serata Maurizio De Tullio (Diomede) e Giuseppe Trincucci (Società di Storia Patria per la Puglia). Dopo i saluti di Italo Pontone, presidente della Commissione Consiliare Cultura, dell’assessora alla cultura, Alice Amatore e della sindaca Maria Aida Episcopo, Maurizio De Tullio ha presentato una serie di slide su Rotundi e la storia dell’Amerigo Vespucci, con alcune foto inedite della traslazione delle spoglie a Foggia e il video del varo della nave scuola. Dopo alcune interessanti «chicche», De Tullio ha letto il commosso messaggio di Luisa Celentano Ungaro, nipote diretta di Rotundi. Potete leggere il suo interessante contributo (assieme a tanti altri) nella brochure ufficiale dell’evento, che trovate alla fine dell’articolo o che potete scaricare cliccando qui.
Alla serata ha partecipato anche un nutrito gruppo di familiari dell’indimenticabile personaggio. Una targa ricordo è stata consegnata a Ilde Rotundi, nata a Foggia, ma residente a Latina, che ha ringraziato visibilmente emozionata.
Le iniziative promosse dal Circolo Filatelico Numismatico di Foggia (un foglietto erinnofilo e un annullo speciale) per celebrare Francesco Rotundi sono state illustrate dal presidente, Luigi Russo.

Il foglietto erinnofilo promosso dal Circolo Filatelico Numismatico di Foggia


Particolarmente toccante l’intervento del Delegato regionale per la Puglia settentrionale della Lega Navale Italiana, Marcello Zaetta, che ha illustrato, con il supporto di immagini molto suggestive, l’iniziativa Mare di legalità con cui la Lega utilizza barche confiscate alla criminalità organizzata con finalità educative ed inclusive per promuovere la cultura della legalità. Una di queste barche, la Helena, è stata intitolata alla piccola Stella Costa, la bambina di San Severo rimasta vittima innocente della criminalità.
A sorpresa, è stato quindi intervistato in un collegamento telefonico il Capitano di vascello Nicasio Falica, comandante della Amerigo Vespucci, che ha raccontato la sua emozione nel guidare una nave così prestigiosa: «Prendere il timone della Vespucci è stato per me un grande onore: sono salito su una nave che è simbolo di storia, bellezza e scuola: porteremo avanti con orgoglio quelle vele che hanno raccontato il nostro paese nel mondo.»
Giuseppe Trincucci, in rappresentanza della Società di Storia Patria, ha sottolineato il ruolo nevralgico della Lega Navale per promuovere un «mare senza barriere» attraverso la «flotta della legalità» che annovera oggi 29 barche impegnate in attività di inclusione sociale, in favore di associazioni che si occupano di disabilità. Trincucci ha ribadito l’importanza della Helena dedicata a Stella Costa, sottolineando come quella barca sia diventata simbolo di riscatto sociale e di legalità lungo le coste del Gargano e dell’Adriatico.
Molto apprezzato l’intervento, in video collegamento da Roma, di Cristiano Bettini, ammiraglio, storico e scrittore (è autore del libro Amerigo Vespucci, orgoglio italiano). Il relatore ha chiarito le ragioni per le quali la Vespucci è diventata una leggenda, svelando anche l’episodio con cui il veliero si è guadagnato l’appellativo di nave più bella del mondo. Nel 1962, la portaerei USS Independence incrociò la Vespucci in Mediterraneo. I marinai italiani si presentarono con il segnalatore luminoso: Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana. L’Independence rispose con lo stesso mezzo lodando la Vespucci come The Most Beautiful Ship In The World.
Applauditissimo il concerto della Fanfara di Presidio del Comando Interregionale Marittimo Sud di Taranto, diretta dal Maestro 1° Luogotenente Michele Di Sabato, che ha concluso la serata. Dopo l’Inno di Mameli, i musicisti hanno eseguito brani di Fucik, Puccini, Morricone, Munoz, Lara, Blues Brothers, Modugno e Mario entusiasmando il pubblico presente.
Così, ricordando Francesco Rotundi e la sua straordinaria eredità, la serata ha celebrato Foggia come la città da cui salpò la nave più bella del mondo, la Amerigo Vespucci, simbolo di ingegno, passione e orgoglio italiano che continua a solcare i mari portando con sé l’anima della nostra terra.

Geppe Inserra

La brochure ufficiale dell’evento

Author: Geppe Inserra

1 thought on “La nave più bella del mondo salpata da Foggia

  1. Carissimo amico Geppe, colgo l’occasione per ringraziarti pubblicamente non solo per questo rigoroso e completo resoconto ma, soprattutto, per la professionalità e il garbo con cui hai condotto la bella serata di domenica al teatro Giordano, con la quale Foggia ha celebrato uno dei suoi più illustri – e dimenticati – figli, Francesco Rotundi. E hai condotto la Commemorazione, documentandoti come si conviene, a titolo gratuito. Cosi come a titolo del tutto gratuito abbiamo alacremente operato io e Peppino Trincucci, essendo stati invitati a collaborare dalla Commissione Cultura sin dal 15 settembre, producento contenuti, attivando contatti e acquistando finanche documenti con cui rendere l’evento più attraente possibile.
    Questo grande evento celebrativo cittadino – credo il primo di un certo livello da quando è in carica questa Amministrazione – meritava a mio avviso un vero scatto d’orgoglio plurale, a cominciare dalla assente platea consiliare e dai giornalisti.
    Sbaglio a immaginare che se domenica Foggia avesse celebrato un qualunque calciatore rossonero, l’evento avrebbe riscosso una attenzione personale e mediatica di gran lunga superiore?
    Grazie Geppe, per esserci sempre.

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