Ha suscitato parecchio interesse la pubblicazione della copertina del numero natalizio di Foggia Occupator, il settimanale delle truppe americane di stanza nel capoluogo dauno durante l’occupazione.
La toccante foto che ritrae la bambina foggiana con Babbo Natale, interpretato nell’occasione da un soldato del quartiere generale del II Bomb Group, fa parte di un autentico racconto per immagini con cui il giornale celebrò quel Natale così particolare.
Le ho montate in un filmato che potete guardare qui sotto e che costituisce l’odierno gadget natalizio che offriamo ad amici e lettori di Lettere Meridiane, mantenendo la promessa di regalarvi tutti i giorni, per il periodo delle feste, una qualche «chicca».
Di particolare interesse quella illustra il: mostra un gruppo di bambini foggiani, laceri, scalzi ma non tristi (lo dimostrano le “corna” che qualcuno di loro allegramente esibisce davanti all’obiettivo del fotografo), in attesa di ricevere i doni che i soldati americani avevano preparato per loro. Per la cronaca e per la storia: il militare che annuncia il suo fidanzamento è proprio quello che fa la parte di Santa Claus.
La colonna sonora è un libero adattamento di Gabriel’s oboe (The Mission) e C’era una volta in America di Ennio Morricone, nella splendida esecuzione di Pasquale Rinaldi – hümmelchen (cornamusa), che ringrazio molto per aver autorizzato l’utilizzazione del brano.
Grazie, Lettere Meridiane, per questo Documento.
La mia considerazione è molto semplice e spontanea: se non ci avessero liberato gli Alleati, saremmo rimasti sotto il tallone nazista e fascista.
Certo, la libertà costò a Foggia migliaia di Vittime e la devastazione della città, ma fu il “risarcimento” che gli Inglesi vollero per i bombardamenti nazisti su Londra e l’Inghilterra.
Spero che gli italiani traggano oggi un buon insegnamento dalla Storia dei primi decenni del 900.