Il Natale resiliente di Rosa Serra

Per la prima volta, quest’anno, nelle strade e nelle piazze addobbate per l’occasione, dagli onnipresenti amplificatori che irradiano a tutto volume musica natalizia ormai quasi esclusivamente angloamericana, non ho mai ascoltato, dico mai, Tu scendi dalle stelle.
Neanche l’ombra degli zampognari che una volta l’intonavano sui pianerottoli dei condomini popolari (a dire il vero uno solo, sparuto, che si aggirava smarrito per il centro storico).
Il Natale di una volta ha ceduto il passo al fracasso e, diciamola tutta, alla volgarità: un insopportabile rumore di fondo che si mescola agli odori di hamburger, pettole, caciocavalli impiccati e hot dog al ritmo dell’immancabile Jingle Bells sparata a ritmo di rock.
Ma per fortuna c’è un altro Natale. Il Natale resiliente di Rosa Serra, che si nutre di silenzio come accadde 2025 anni fa, in quella notte di Betlemme che avrebbe cambiato il corso della storia.
La poeta foggiana questa volta si supera. L’intimismo dei suoi versi diventa occasione di riflessione accorata. I suoi versi celebrano il “Natale nel silenzio”, denunciano il quotidiano oltraggio che nei suoi confronti viene perpetrato dalle “macerie sanguinanti e dal filo spinato”. Ma nello stesso tempo esaltano la sua perdurante, insopprimibile attualità, aprendo squarci di luce e di speranza.
L’invito implicito è a ritrovare la magia del Natale proprio attraverso il silenzio, a non avere paura del futuro, a desiderare la luce, a ricordare chi non c’è più, a gioire per chi arriva, a cogliere le opportunità che la vita ci offre. Un inno alla speranza, scandito dal verso finale dedicato a quel numero della tombola che aspettiamo da tanto. Prima o poi arriverà.
La videopoesia che potete guardare ed ascoltare qui sotto è impreziosita da una colonna sonora di eccezione, che si situa sulla stessa lunghezza d’onda dell’autrice di questi versi che trasudano e regalano emozioni. È il Canto di Natale composto dal grande musicista foggiano Franco Valentini Vista, di cui abbiamo parlato proprio ieri. L’esecuzione è di Roberto De Nittis. La riscoperta e la valorizzazione del brano si deve a Ciro Inicorbaf, che da grande presepista qual è ha dentro il suo dna, il senso più profondo ed autentico.
Guardate la videopoesia, interpretata dalla stessa autrice. Poi spegnete televisione, radio, cellulari. Affacciatevi alla finestra e guardate il cielo, ascoltate il silenzio. Ritrovate il senso del Natale che non c’è più.
Geppe Inserra

5 commenti su “Il Natale resiliente di Rosa Serra”

  1. Il mio Natale è un natale che deve permettere all’Emanuele di far respirare il cuore e metterci in pace con noi stessi. Non ci sono rumori assordanti e se qualche rumore c’è non deve essere un rumore che disturba non già l’atmosfera della nascita del bambinello, ma, un magico suono come quello che conosciamo tutti dedicato proprio a Lui “all’Emanuele” può restituirci la vera gioia.

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