
I feroci bombardamenti che si accanirono su Foggia nell’estate del 1943 hanno cancellato tanta bellezza, tanti simboli, come nel caso della stazione ferroviaria, che venne completamente distrutta. Non si potè far altro che costruirla ex novo, e di quella storica non rimase che il ricordo.
La riproponiamo in questa tappa del nostro «tour della nostalgia», con una serie di splendide immagini, che ne mostrano la facciata, l’interno con la possente tettoia di acciaio che copriva sei binari, e il lussuoso bar ristorante gestito dalla ditta Sarti.
Pensate a come doveva essere e a cosa doveva rappresentare quando venne inaugurata il 9 novembre 1863. Fu la prima stazione ferroviaria a nascere in Puglia. Bari avrebbe dovuto aspettare il 1865, Brindisi e Lecce il 1866.
A bordo del primo treno che giunse da Torino percorrendo la tratta adriatica e inaugurando la tratta Ortona-Foggia c’era il re Vittorio Emanuele II. Fu una giornata di orgoglio e di festa, ma non mancarono episodi rocamboleschi.
Qualche mese prima, ad agosto, per permettere l’arrivo a Foggia della prima locomotiva, non essendo stati ancora posati tutti i binari, si scelse il mare. La pesante motrice arrivò a Manfredonia, e da lì fu trasportata a Foggia su un enorme carro, trainato da 40 coppie di buoi.
Il viaggio inaugurale fu piuttosto avventuroso perché alcune parti della strada ferrata erano ancora provvisorie, come lamentarono i cronisti della Gazzetta dell’Emilia, che parlarono di «circa 10 km di via ferrata provvisoria costruita sul lido e sostenuta da palizzate che ti fanno solo spavento a pensare che si possa dalla locomotiva trascorrere, mentre un’ondata può da un istante all’altro far crollare l’instabilissimo suolo.» (Devo l’interessante notizia e la citazione all’amico Enzo Ficarelli, che ne ha scritto in questo interessante articolo).
Lo stesso edificio della stazione era ancora incompleto. Sarebbe stato ultimato il 25 aprile 1864, data dell’apertura ufficiale all’esercizio pubblico del tronco Ortona-Foggia, che rese la stazione pienamente operativa per i viaggiatori e le merci. Si estendeva per ben 208 metri: un record, per l’epoca.
La stazione ferroviaria segnò un autentico salto di qualità per la città, che assunse una dimensione metropolitana.
Di seguito le foto originali in bianco e nero, restaurate digitalmente, e in versione colorizzata, quella della facciata anche in versione artistica. Le immagini sono pubblicate in risoluzione media, adatta alla visione sul blog.
Gli abbonati al canale WhatsApp di Lettere Meridiane le riceveranno in regalo in alta risoluzione, come avviene per tutti i contenuti premium del blog.
Se non vi siete ancora iscritti, fatelo cliccando qui. L’abbonamento è gratuito, la privacy è garantita (il vostro numero di cellulare non verrà registrato né reso visibile) e, se all’atto della sottoscrizione attivate l’icona della campanella, sarete avvisati in tempo reale della pubblicazione di ogni nuovo articolo.






Le precedenti puntate del «tour della nostalgia»:
