I calendari di Lettere Meridiane stanno diventando una tradizione. Pubblicammo il primo nel 2015, undici anni fa. Da allora, anno dopo anno, abbiamo accompagnato i giorni degli amici e lettori del blog, che hanno avuto la bontà di scaricare, stampare e appendere al muro di casa la nostra fatica editoriale.
I calendari hanno però un limite di durata. Certo, trascorso l’anno possono essere conservati: io lo faccio sempre, con le vecchia agende, perché sono in qualche modo un diario del passato. Però non è la stessa cosa, perché il calendario, per sua natura, vive solo nel presente.
Undici anni di calendari costituiscono però un discreto patrimonio. E allora, mi sono detto, perché non provare ad attualizzarli, modificando la loro funzione? Da calendari si trasformano in fotolibri, più facili da conservare, da stampare e da sfogliare, sia nella loro versione cartaceo che in quella digitale.
I fotolibri costituiranno un contenuto premium del blog e come tali, verranno offerti in omaggio agli iscritti alla newsletter e agli abbonati al canale whatsapp di Lettere Meridiane. Se ancora non l’avete fatto, è giunto quindi il momento di iscriversi al canale: l’operazione è semplice, del tutto gratuita, e vi dà diritto a ricevere in omaggio tutti i contenuti speciali (immagini ad alta risoluzione, documenti esclusivi, raccolte di articoli in pdf, ecc,ecc,) del blog. L’iscrizione garantisce la più totale privacy: il vostro numero di telefono non verrà registrato e resterete anonimi.
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Il primo fotolibro, in distribuzione da domani, è dedicato al calendario del 2105, che vide come autore Michele Sepalone.
Appassionato di fotografia da sempre, da quando il colore era una rarità, e i più bravi si sviluppavano da soli le foto in bianco e nero, Michele è stato tra i primi a comprendere la svolta epocale che era alle porte, le potenzialità che le nuove tecnologie offrivano alla fotografia, in termini di racconto della realtà. Rispetto a essa, Sepalone si colloca come testimone partecipe, non distaccato, attento ma comunque sempre in terza persona.
Le sue immagini svelano scelte di campo importanti, consapevoli, che si ritrovano nel fotolibro con cui inauguriamo la serie dei «calendari rivisitati».
Dentro le sue fotografia c’è tutta l’anima di Foggia, o più precisamente le diverse anime della città. C’è soprattutto la sua bellezza, sovente nascosta o disconosciuta. Una bellezza che lo sforzo quotidiano di documentazione e di narrazione che Michele conduce, sta riportando alla luce. C’è anche la cronaca, che dolorosamente attenta a quella bellezza. Ci sono i simboli di sempre, a cominciare da quello calcistico. E poi ci sono i dettagli, gli scorci. Tanti. Sono soprattutto questi a svelare il punto di vista di Michele Sepalone per Foggia e a sublimarne l’amore. Si ama qualcosa o qualcuno, guardando, scoprendo e amandone i dettagli più risposti.
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G.I.

Iniziative culturali ed umane di spessore.
Come sempre e x tutto, grazie.