James Senese? È stato lanciato da Foggia

Una volta a Foggia si producevano dischi, e che dischi! Il merito è stato della casa discografica Daunia, che riuscì a ritagliarsi uno spazio originale e importante nel panorama musicale meridionale, svolgendo un ruolo incisivo nell’affermazione di quel fenomeno, a metà tra genere musicale e movimento culturale, che fu il Neapolitan Power.
Tra i suoi protagonisti indiscussi c’è stato James Senese che fu lanciato, discograficamente parlando, proprio dall’etichetta foggiana che con la scena musicale partenopea mantenne solidi legami.
Fondata da Carmine Battiante ed affidata alla direzione artistica di Enzo Barile e tecnica di Corrado Banchieri, la Daunia Edizioni faceva parte dello sparuto gruppo di etichette indipendenti meridionali che cercavano di contrastare il dominio delle major, producendo 45 giri a basso costo, rivolti principalmente al mercato dei juke box. Aveva una sede anche a Napoli e scelse con successo la strada dell’ibridazione beat-napoletana, grazie soprattutto all’incontro con Vito Russo e il suo gruppo I 4 con, all’interno del quale suonava James Senese, che allora si faceva chiamare James King.
Musicista poliedrico e arrangiatore visionario, Russo, di origine aversana, è considerato uno dei padri nobili del Neapolitan Power. Fondato nel 1962, il gruppo rappresentava un’eccelelnza musicale di quel periodo, fondendo la tecnica strumentale con una presenza scenica magnetica.


Fu proprio la Daunia a produrre i primi dischi della formazione. Ben tre 45 giri, tra il 1963 e il 1964: Twist sulla luna / Nu’ poco ‘e te, La bottiglia / Ce l’hai o non ce l’hai e Brivido / Relax.
Allora James Senese aveva appena 18 anni: sentirlo come suona il sax tenore in Nu’ poco ‘e te è sorprendente, un’autentica anticipazione del suo genio musicale. Qualcuno azzarda che la definizione «dunie rock» con cui il brano viene presentato sul 45 giri sia una sorta di storpiatura della parola Daunia… un esperimento di marketing territoriale ante litteram? Sta di fatto che il brano è delizioso e vale la pena ascoltarlo.
Con Vito Russo al piano e James Senese al sax, nel complesso militavano Nicola Mormone (chitarra), Gigi Taglialatela (basso e voce), Enrico Lugani (batteria). Alla fine del 1964, Taglialatela fu costretto ad abbandonare il gruppo per ragioni di studio, gli subentrò il grande Mario Musella che qualche anno dopo, proprio assieme a James Senese, avrebbe dato vita al celebre gruppo degli Showmen. Che storia, eh? Bello pensare che, in qualche modo, è partita da Foggia…


Il catalogo della Daunia Edizioni era suddiviso in due serie piuttosto distinte tra loro. Una era dedicata al beat e alla canzone napoletana moderna, l’altra a Foggia. In quest’ultima, spicca il primo inno del Foggia Calcio, Foggia Cha Cha Cha. Ma di questo, torneremo a parlare. Intanto, guardate e ascoltate, qui sotto Nu’ poco ‘e te.
Geppe Inserra

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