Un anno fa si spegneva Gino Scauzillo, architetto, docente, uomo di spettacolo e pioniere delle televisioni locali foggiane. Aveva novant’anni e da tempo conduceva una vita ritirata, ma nella seconda metà del secolo scorso le sue scenette, le canzoni di cui è stato paroliere, i programmi televisivi di cui è stato autore e conduttore hanno conquistato il pubblico di quelle che venivano allora definite emittenti locali.
Ho avuto il piacere di essergli amico e di collaborare con lui occupandomi della regia di alcune trasmissioni di cui era autore. Militavamo insieme nella redazione di Video Foggia, la televisione di Matteo Tatarella che affiancò Radio Foggia 101, tra le più antiche radio locali foggiane.
Un programma particolarmente apprezzato dal pubblico era «Caccia al talento», che Gino presentava emulando Mago Zurlì (lo ricordate?): indossava un costume da Guglielmo Tell che aveva egli stesso disegnato.
La trasmissione proponeva al grande pubblico talenti locali che volevano intraprendere la carriera artistica. Gino li selezionava accuratamente e insieme riprendevamo le performance che sarebbero state poi mandate in onda durante la trasmissione e sottoposte al voto popolare.
Curiosamente dell’episodio che state per leggere non c’è traccia nelle note biografiche del Nostro, ma ne sono stato testimone in prima persona e mi piace raccontarlo per ricordare il primo anniversario della scomparsa del caro Gino.
Grazie a «Caccia al talento» si esibì per la prima volta in televisione Wladimiro Guadagno, che più tardi sarebbe diventato Vladimir Luxuria.
Gli studi di «Video Foggia» non erano sufficientemente grandi per potervi registrare esibizioni dal vivo. Così andavamo con Gino a registrarle in location scelte dai concorrenti, che nel caso di Luxuria era l’abitazione in cui viveva con la sua famiglia, in viale Ofanto.
Restammo subito colpiti dal suo straordinario talento artistico. All’epoca non era neanche maggiorenne, ma ballava, cantava, suonava con l’istinto di una navigata icona pop.
Conquistò anche il pubblico della nostra emittente, che gli tributò la vittoria della puntata.
Qualche anno dopo Scauzillo bissò il successo di «Caccia al talento» inventandosi a Video Sud, l’emittente diretta da Michele Campanaro che aveva raccolto l’eredità di Video Foggia, «Tombolone quiz», che faceva giocare gli spettatori e li invitava a votare per cantanti locali.

La storica foto che vedete qui sopra, tratta dal sito artelagonigro.com, si riferisce alla finalissima vinta da Corrado Lagonigro. A consegnare il trofeo sono Clemente Santangelo e Ottavio De Stefano. Al loro fianco, a destra nella foto, Gino Scauzillo e il vincitore. La giuria era composta dal fior fiore dei musicisti foggiani dell’epoca. Con Santangelo e De Stefano c’erano Alfredo Amatruda, Giovanni Chiappinelli, Rico Garofalo, Pasquale Inglese.
Ma Gino non è stato solo un autore e un presentatore televisivo. Rico Garofalo e Alfredo Amatruda sono due autori con cui il Nostro ha lavorato spesso come paroliere.
Scauzillo è l’autore del testo della celeberrima «Canzone di Padre Pio», musicata da Garofalo, recentemente riscoperta e consegnata alla notorietà internazionale dal tenore Luciano Lamonarca, che, interpretandola in versione inglese, ha conquistato i Catholic Music Awards e poi l’ha riproposta nientemeno che al Columbus Day a New York.
«La canzone di San Pio» è anche la colonna sonora di un recente docufilm realizzato dall’americana Saint Pio Foundation, che ha ufficialmente adottato il brano nel suo sito (potete vederlo e ascoltarlo qui).
Il buon Gino è stato anche l’autore di gustosissime scenette, fortunatamente recuperate da Alberto Mangano nel suo prezioso sito Manganofoggia.it (potete ascoltarle qui). Da ragazzo le ascoltavo ripetutamente, in quanto vennero incise su 45 giri, ormai introvabili.
Gino Scauzillo è stato un esponente di primo piano di quel gruppo di uomini di spettacolo che alla fine del secolo scorso hanno fatto sorridere e cantare la città. Ormai sono rimasti in pochi. Ci manca. Ci mancano.
Geppe Inserra

Caro Geppe, con tristezza mi hai confermato una notizia che giusto ieri avevo appreso dalla cassiera del minimarket dove, vicino casa, facciamo la spesa. Gino abitava a due passi dal minimarket e a tre da casa mia. L’ultima volta che ci siamo visti fu due anni fa, all’edicola di Gigi, in via della Repubblica. Comprava “Diomede” e l’apprezzava e, come sempre, mi suggeriva temi o personaggi di cui occuparci. Più volte ho citofonato al suo indirizzo ma inutilmente. Una delle figlie mi negava l’accesso così come la possibilità che mi rispondesse al telefono. Gino è stato tante altre cose, oltre quelle importanti e puntuali che hai ricordato. Lo conobbi anche io a “Radio Fg 101”, nel 1976, lavorandoci insieme. Ha sempre tenuto uno stile professionale nei suoi programmi e aveva grande stima dei suoi ospiti. Ricordo l’intervista che fece a mio padre, il virtuoso della chitarra Filiberto De Tullio proprio quell’anno, che fece commuovere mia madre!
Gino in gioventù fu un eccellente giornalista e un bravo disegnatore satirico, per i settimanali foggiani degli anni ’50 e ’60. Poi, col boom delle radio e tv locali la sua presenza mediatica si moltiplicò, finendo a lavorare anche nelle tv del Barese. Mi lasciò, anni fa, la sua scheda biografica e un paio di dischi, tra cui quello famoso di Padre Pio e uno dei primi inni del Foggia Calcio. Non vi dico quanto materiale c’era in quel suo CV!
Lo ricordo con affetto, compreso il suo unico difetto: se iniziavi a parlarci… non la smetteva più! Spero che almeno suo figlio Antonello non disperda il grande archivio del suo caro papà.
Con questo articolo e con il commento di Maurizio ho conosciuto una figura preziosa della cultura della nostra città.
Non conoscevo nulla di tutto questo perché proprio a quegli anni risale il mio allontanamento da Foggia. Pertanto molto di quel periodo mi è sfuggito.
Ma attraverso queste preziose pillole, recupero, seppur in maniera postuma, qualcosa del passato che non ho vissuto.
Grazie.