Quel sottile filo di memoria che ci lega a Brigitte Bardot


Quando viene a mancare un personaggio importante, mi domando sempre se, come e quando Foggia o la Capitanata possano essere state legate a quel nome. È successo anche nel caso di Brigitte Bardot, icona del cinema francese e mondiale.

Vi dico subito che al momento non ho trovato elementi che la colleghino direttamente alla nostra terra. Ma, cercando cercando, alla fine qualcosa è spuntata, almeno quale collegamento indiretto.

I meno giovani ricorderanno la canzone Brigitte Bardot che infuriò negli anni del maggior successo cinematografico e mondano della brava e bellissima attrice. Composto da Miguel Gustavo, l’allegro brano invase inizialmente i Paesi latino-americani a ritmo di cha-cha-cha.

A far conoscere la canzone in Italia e poi in Europa, ripetendo l’incredibile successo ottenuto oltre oceano, ci pensò Michele Gramazio. Ed è grazie a lui che spunta il tenue filo di memoria che lega in qualche modo l’indimenticabile diva alla nostra terra.

Una foto di Michelino e il suo complesso

Oggi lo ricordano in pochi, ma Gramazio, universalmente noto come “Michelino”, era nato a Lucera. È stato un bravo batterista, cantante e caporchestra. Per meglio descriverlo – andando ben oltre le poche cose reperibili sul web e pubblicate solo in date successive alla sua morte (avvenuta nel 2010) – devo riprendere le numerose informazioni che pubblicai su di lui nel mio “Dizionario Biografico di Capitanata 1900-2008” (Edizioni Agorà, Foggia, pp. 320), e che qualcuno ha consultato per averlo citato in bibliografia nella scheda bio-discografica su Michelino pubblicata sul sito di Wikipedia (l’altro citato è il grande Gino Castaldo).

Quando intervistai telefonicamente la moglie di Gramazio nel 2007 (il musicista stava già molto male), la gentile signora mi disse che suo marito era nato a Lucera il 9 settembre 1926. Sul web, invece, è riportato un anno diverso, il 1937. Tendo a difendere il mio dato perché un articolo del quotidiano di Como, che annunciava nel 2010 la sua morte, gli attribuiva 84 anni, e se così fosse non poteva esser nato nel 1937 ma, come sostengo, nel 1926.

Michelino si avvicina alla musica suonando inizialmente nella banda della sua città, dove resta fino all’età di 17 anni. Appassionato di ritmi latino-americani, col fratello Natalino, di cinque anni più grande e discreto contrabbassista, si trasferisce a Roma l’anno dopo la fine della guerra, in cerca di fortuna in campo musicale. Fonda un primo gruppo ma senza sfondare. Esordisce in una vera formazione in Grecia come batterista in una orchestra. In seguito si mette in proprio e impianta un complesso col quale gira l’Italia e nei locali notturni, proponendo una musica intrisa di ritmi e sonorità “esotiche”.

A metà degli anni ’50 nasce il fortunato complesso che porterà il suo nome. Oltre ai due fratelli lucerini, Michele e Natalino, la formazione include il bravo cantante solista milanese di origine foggiana Sandro Delle Donne, l’organista e pianista di Prato Joe Fraternale, il sassofonista e clarinettista di Conversano Renzo Ruggieri e il chitarrista Roberto Pozzi. La formazione, nel tempo, si avvarrà di altri innesti, come Mario Capodieci e il novarese Rudy Migliardi, entrambi alla tromba.

In seguito emigra col suo gruppo in Brasile dove effettua una lunga tournee, grazie all’interessamento di un talent scout brasiliano conosciuto a Roma. Si tratterà di una esperienza che oggi definiremmo “alternanza scuola lavoro”. In questo lungo periodo in Brasile, Michele e il suo complesso affinano la conoscenza e le tecniche per una migliore esecuzione di vari ritmi sudamericani. Qui, infatti, ha modo di farsi una propria idea su come portare al successo brani orecchiabili e ballabili. Al loro ritorno, dopo incisioni a sfondo pubblicitario per la Coca Cola, la grande occasione che lancia definitivamente “Michelino e il suo complesso” sulla scena internazionale.

All’inizio degli anni ’60 porta al successo una sua versione del brano “Cha cha cha della segretaria”, aiutato anche dal nascente interesse per i balli latino-americani e in particolare per questo ballo che lui stesso contribuisce a divulgare in grande stile nel nostro Paese. Il disco esplode tanto da portarsi fino ai primi posti nell’allora Hit Parade.

Michelino firma altri successi, sempre attraverso cover di brani con ritmi e balli sudamericani e viene presto identificato come “il signore del cha cha cha”. Ma i suoi meriti vanno oltre: sarà il primo a introdurre e lanciare in Italia balli come il merengue e la pachanga e a far conoscere, suonandoli, nuovi strumenti in voga soprattutto a Cuba e in Brasile.

E… Brigitte Bardot, vi starete chiedendo?

Il suo secondo successo, in ordine di grandezza, arriva nel 1961 e lo si deve proprio alla cover del brano di cui abbiamo già detto, e che andava per la maggiore oltreoceano: “Brigitte Bardot“, appunto. Firmata pochi mesi prima dal brasiliano Miguel Gustavo – un controverso conduttore radiofonico, giornalista e compositore – diventa l’anno dopo un brano cult nella versione del musicista lucerino! Potete ascoltare e guardare la clip alla fine dell’articolo.

Brigitte Bardot” fu preceduta un anno prima dal brano salsa “La pochanga”, che nella sua versione originale ebbe uno straordinario successo negli USA. Del 1961 è anche “Fidel”, canzone dedicata a Fidel Castro, dal tono irriverente e tutt’altro che politica. Nel 1962 canta “Bikini e tamurè”, scritta ufficialmente da Adriano Celentano e Mogol. In realtà il vero autore della musica dovrebbe essere Alessandro Celentano, fratello maggiore del “molleggiato”.

Nel 1963, ancora sull’onda dei successi, Michelino lancia un nuovo ballo di sua ideazione, il “4 marce” che si basa su una partenza lenta per poi, via via, innestare tempi sempre più veloci. Tre anni più tardi prova a lanciare un nuovo ballo, il “Quattro ruote”, nel quale confluiscono quattro ritmi diversi: lo swing, il rock’n roll, il twist e ovviamente l’immancabile cha cha cha. La cosa si rivela, però, di scarso successo.

Dopo la metà degli anni ’70 Michelino e il suo complesso scompaiono. Suo fratello maggiore, Natalino, morirà anzitempo. Il solo Sandro Delle Donne, invece, avrà successo come cantante in RAI.

Michele Gramazio vivrà gli ultimi decenni a Corsico, nell’hinterland milanese, e morirà il 27 dicembre del 2010 a Como, dove vive sua figlia Norma. Con la moglie, signora Lopez, anche lei di origini foggiane (era di Trinitapoli), porterà avanti una vita non facile, praticando vari mestieri, tutti diversi e lontani dalle opportunità che la musica gli aveva offerto per un dorato quarto di secolo.

Michelino e il suo complesso meritano di essere ricordati, ed è quanto farò occupandomi di loro più diffusamente in un prossimo numero della rivista foggiana “Diomede”.

Maurizio De Tullio

Author: Maurizio De Tullio

3 thoughts on “Quel sottile filo di memoria che ci lega a Brigitte Bardot

  1. Grazie x le preziose informazioni culturali e di vita che ci riportano a tempi lontani e felici che non torneranno mai più

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