I nomi contro l’oblio. La poesia necessaria di Yuleisy Cruz Lezcano

La poesia come strumento di resistenza e di memoria civile. Ne è un’altissima interprete Yuleisy Cruz Lezcano, poeta, scrittrice ed attivista di origine cubana, che vive da tempo in Italia e che da qualche anno dedica i suoi versi alla denuncia del fenomeno delle morti sul lavoro.
«La mia poesia – dice – non è un gesto letterario astratto né un esercizio estetico ma un atto necessario. È un modo per stare accanto a vite spezzate che rischierebbero, altrimenti, di essere ridotte a numeri, a brevi di cronaca, a statistiche destinate a scorrere via. Ogni morte sul lavoro ha un nome, un volto, una storia che chiede di essere ricordata. Ho iniziato quasi in silenzio, scrivendo versi dopo l’ennesima notizia di un operaio morto. Poi è diventato un cammino consapevole. Non scrivo “per tutti” e non scrivo “in generale”: scrivo per qualcuno. Ogni poesia nasce da una singola vicenda, da una persona precisa. Per questo nelle mie poesie il nome non è un dettaglio, ma il cuore del testo. Dare un nome significa restituire identità, rompere l’anonimato della morte industriale, sottrarre quelle vite all’oblio.»
Dedicata a Giovanni Cosci, tecnico ospedaliero in pensione, morto a 78 anni mentre riparava un letto in una RSA, la poesia che Yuleisy ha voluto affidare ad amici e lettori di Lettere Meridiane getta luce su un aspetto del già tragico fenomeno su cui non si riflette abbastanza: nel 2025 oltre il 30% delle morti sul lavoro ha interessato persone ultrasessantenni, e addirittura il 17% ultrasettantenni, come Giovanni. La poesia vuole ricordarlo e dare voce a tutte queste vite fragili, segnate dal lavoro, e far riflettere sull’urgenza di protezione e sicurezza per chi continua a lavorare in età avanzata.
I versi lancinanti di Yuleisy Cruz Lezcano riescono a trasformare una nuda cronaca di morte in alta poesia, in una poesia necessaria. Ci ricordano che ogni morte sul lavoro è una sconfitta per l’umanità. La denuncia della coraggiosa poeta è netta, senza appello: «Non si vede più che il profitto / mentre l’uomo soffocato / dai rantoli scompare».
Yuleisy Cruz Lezcano  è autrice di diciotto raccolte, alcune bilingui, e di un’intensa produzione dedicata alla poesia civile. I suoi versi, tradotti in più lingue, hanno ottenuto numerosi riconoscimenti in premi letterari nazionali e internazionali. Il libro Di un’altra voce sarà la paura (2024) è stato candidato al Premio Strega. Collabora con riviste e testate culturali e partecipa a festival e iniziative pubbliche in Italia e all’estero. (g.i.)

Ombre di normalità

Tutto è in una camera d’attesa,
le briglie del rosario sgranano
settantotto anni,
e il tempo si piega
sulle ginocchia vecchie,
sul respiro pesante
di chi ha dato troppo.
Tra polsi rugosi e sospiri
pesa il piombo delle lancette
e la rete dei fiori di ghiaccio
sulla pelle congelano
fibre di elementi paralizzati
su due occhi stanchi.
Sotto il letto cerca il guasto,
disteso tra pistoni schiaccianti
che lo travolgono.
Il corpo pare una corolla di budella
sul riflettore che mette un mare
di colpe nella nebbia.
Le ossa schiacciate
si contraggono contro
il suolo castigato.
Non si vede più che il profitto
mentre l’uomo soffocato
dai rantoli scompare.
Restano costellazioni nebbiose,
ombre silenziose
abbandonate sulla mimica ingrigita
che riga il viso pagato di livore.

Questa poesia è dedicata a Giovanni Cosci, operaio di settantotto anni, morto mentre riparava un letto in una RSA. Racconta una vita di lavoro e dedizione, fino all’ultimo gesto, e insieme vuole dare voce a tutte le morti silenziose che colpiscono uomini e donne oltre una certa età, ancora attivi e vulnerabili. Non è solo cronaca: è memoria, empatia, monito. La poesia cerca di trasmettere il peso del tempo, della fatica, e della fragilità umana, e di rendere visibile ciò che troppo spesso resta nascosto: la brutalità di incidenti evitabili e la necessità di proteggere chi lavora, a qualunque età.

Yuleisy Cruz Lezcano

1 commento su “I nomi contro l’oblio. La poesia necessaria di Yuleisy Cruz Lezcano”

  1. Niente di più facile che questo lavoratore di 78 anni risultava tra quelli neoassunti con contratto di tipo professionale senza garanzie e diritti di cui questo governo è pieno. Altrimenti il diritto alla sicurezza che viene prima del lavoro va a farsi benedire e sono solo chiacchiere.

    Rispondi

Lascia un commento