Online il disegno dimenticato del Palazzo Imperiale di Foggia

Non capita spesso che dagli archivi emerga un documento capace di arricchire la lettura della storia urbana. È quanto è accaduto con la veduta del Palazzo Imperiale di Foggia ora pubblicata online dall’Archivio di Stato di Roma. Potete ammirarla qui sopra, oppure, direttamente alla fonte, cliccando qui.

Conservato nella Collezione di disegni e mappe e databile tra Settecento e Ottocento, di autore ignoto, è un documento poco noto ma di straordinario interesse, perché consente di aggiungere elementi utili alla definizione della fisionomia della domus, grazie a un particolare che non compare in altre rappresentazioni.

Come ha scritto Francesco Gangemi, il primo studioso ad occuparsene, «il disegno mostra gli elementi superstiti inseriti in un caseggiato ove è riconoscibile un lembo murario di dimensioni poderose: si tratta con ogni probabilità dell’originario recinto della domus, se è giusta l’ipotesi di attribuire all’arco la funzione di ingresso monumentale del balium» (vale a dire il cortile interno fortificato, uno spazio di pertinenza del palazzo destinato alla difesa e alle attività di servizio).

Esistono altre riproduzioni dell’arco e della posizione in cui si trovava prima che venisse danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Ma quello conservato a Roma è l’unico che mostri, oltre all’arco e all’epigrafe, altri elementi della struttura originaria del palazzo, almeno per quanto era sopravvissuto ai terremoti e alle distruzioni dei secoli precedenti.

Il punto di vista del disegnatore è lo stesso utilizzato da Victor Baltard per l’incisione che potete vedere sopra. L’evidenza del lembo murario è attenuata, ma forse più per scelta artistica che per effetto dei mutamenti intervenuti nella scena raffigurata.

Il disegno conservato nell’Archivio di Stato capitolino sembra essere più antico di quello di Baltard, mentre sicuramente successivo è quello di Giuseppe Ventura, datato 1856. Pur trattandosi di un elaborato tecnico — gli venne commissionato dall’ingegner Felice Ravillion, incaricato dal Comune del restauro del monumento — risulta molto particolareggiato e attesta evidenti rimaneggiamenti rispetto a quello analizzato da Gangemi.

Tutte e tre le rappresentazioni collocano il palazzo nello stesso punto. Il disegno di Ventura offre un indizio decisivo: sulla sinistra si scorge Palazzo Arpi, attuale sede del Museo Civico e all’epoca sede del Comune, con la scalinata che da piazza Nigri conduce in vico della Pietà.

Il Palazzo Imperiale sorgeva lungo l’attuale via della Pescheria.

Fonte: Francesco Gangemi, Il palazzo di Federico II a Foggia: la testimonianza epigrafica, in Il potere dell’arte nel Medioevo. Studi in onore di Mario D’Onofrio, Campisano Editore. Le immagini che illustrano il post sono a media risoluzione. Vengono offerte in omaggio ad alta risoluzione agli abbonati al canale whatsapp di Lettere Meridiane. Se ancora non vi siete iscritti, fatelo cliccando qui, spuntando la campanella per non perdere neanche un aggiornamento. L’iscrizione è completamente gratuita e viene garantita la privacy (il vostro numero di telefono non viene registrato).

Author: Geppe Inserra

4 thoughts on “Online il disegno dimenticato del Palazzo Imperiale di Foggia

  1. Molto molto interessante, e poi nel disegno di Ventura deliziosa rappresentazione della bottega del fabbro, con fucina all’aperto e mantice con i suoi contrappesi; gli oggetti appesi all’ingresso forse altri strumenti del mestiere? I miei antenati abruzzesi nel settecento esercitavano questa arte a San Demetrio ne’ Vestini

  2. Purtroppo come tanti hanno scritto nel recente passato, ci sarebbe tanto da scoprire se di decidesse di scavare nelle zone di via Pescheria. bisognerebbe sfasciare il nuovo con palazzi ed esercizi commerciali. Resta cosa difficile di attuare per tante ragioni. solo agendo da un punto neutro si potrebbe tentare.

  3. Merito del Santollino, direttore del museo, il salvataggio dei resti federiciani sopravvissuti ai bombardamenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *