PugliaPartecipa? No, PugliaEsclude.

Cosa pensereste di un parroco che invita i fedeli alla Messa di Pasqua suonando le campane a distesa e poi fa trovare la porta della chiesa sbarrata? Non un gran bene, probabilmente.
Nella storia di cattiva digitalizzazione che sto per raccontarvi, il parroco è la Regione Puglia — o più precisamente il portale PugliaPartecipa — nato proprio per attivare processi partecipativi e coinvolgere i cittadini nelle decisioni che li riguardano. La Messa pasquale mancata è il VI Piano regionale delle Politiche sociali, per la cui definizione il Dipartimento Welfare della Regione aveva annunciato «un percorso articolato, blended e partecipato, orientato al coinvolgimento attivo di tutti i soggetti istituzionali, sociali e civici interessati».
Una scelta che potremmo definire copernicana: affiancare alle complesse procedure burocratiche che accompagnano piani di questa portata la raccolta di «proposte, contributi progettuali o riflessioni libere», per orientare insieme le scelte future della Regione in tema di inclusione, cura e giustizia sociale, attraverso la compilazione di questionari strutturati, ospitati, come tutto il «percorso partecipativo», sul portale di cui si è detto.
Quando ho visto l’elenco dei questionari, quasi non credevo ai miei occhi: mi è sembrato davvero sentire suonare le campane a festa della partecipazione. Ma quando ho provato a compilarli, ho trovato la porta sbarrata.
La procedura prevede, giustamente, l’accesso tramite SPID oppure la registrazione sulla piattaforma. Il problema è che nessuna delle due strade conduce realmente all’ingresso.
Il link “registrati”, presente accanto a quello per l’accesso, non consente in realtà di creare un nuovo account: cliccandolo si viene reindirizzati alla pagina di login. Quanto allo SPID, l’autenticazione va regolarmente a buon fine sul sistema regionale, ma al rientro su PugliaPartecipa compare un messaggio kafkiano: «C’era un problema con il nostro server. Ti preghiamo di riprovare più tardi». Tradotto: sei stato identificato, ma non puoi accedere lo stesso.
Al danno del diniego si aggiunge la beffa di quell’imperfetto, «c’era». Un tempo verbale che colloca il problema nel passato, quasi fosse già risolto. Purtroppo il problema non “c’era”: c’è. Eccome.
Non si tratta infatti di un disservizio momentaneo. Dopo alcuni giorni di tentativi vani, il 17 febbraio scorso ho inviato un reclamo formale all’URP della Regione Puglia, in quanto referente per l’accessibilità dei servizi digitali.
Nello stesso giorno l’URP ha trasmesso la segnalazione ai responsabili di PugliaPartecipa, chiedendo «un competente riscontro» e «di inviare la risposta per conoscenza anche allo scrivente URP per procedere alla chiusura del ticket».
A tutt’oggi, però, nessuna risposta è pervenuta e il malfunzionamento continua.
Tra qualche giorno, il 27 febbraio, si concluderà la procedura partecipativa, senza che la partecipazione sia stata resa effettivamente possibile.
Con tanti saluti alla «costruzione condivisa del VI Piano Regionale delle Politiche Sociali» promessa da PugliaPartecipa.
Geppe Inserra

2 commenti su “PugliaPartecipa? No, PugliaEsclude.”

  1. anch’io ho provato quando mi ha chiesto lo spid ho rinunciato .i dirigent* regionali sono bravi a scrivere buoni intenzioni sulla partecipazione, sul coinvolgimento dei cittadini* ma nella realtà è un disastro.
    Geppi, a Taranto le relazioni annuali sul piano di zona 2022_2024 si sono fermate al 2022
    solamente alcuni giorni fa abbiamo ricevuto quella del 2024.bisogna avvisare il presidente de caro

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