Comune e Lions Club insieme per salvare l’ultima fossa granaria

Verrà salvata, recuperata e restituita alla memoria collettiva la fossa granaria di Piazza della Croce, ultima testimonianza del Piano delle Fosse che Giuseppe Ungaretti paragonò alla grotta di Alì Babà per l’enorme quantità di grano che vi veniva custodita. Era uno dei più grandi sistemi di stoccaggio cerealicolo d’Europa.

Quando nel 1934 visitò Foggia e la Daunia quale inviato del quotidiano torinese La Gazzetta del Popolo, quella che definì «una piazza ovale che non finisce più, a perdita d’occhio» ospitava oltre mille fosse.

Oggi ne sopravvive una sola, in condizioni di pesante degrado. Ieri abbiamo dato notizia dell’ennesimo atto di vandalismo che ha costretto l’amministrazione a mettere l’area in sicurezza, delimitandola con transenne.

La buona notizia è che il Lions Club Foggia «Umberto Giordano» e l’assessora alla Cultura Alice Amatore hanno avviato una proficua sinergia che consentirà il recupero funzionale della fossa, risolvendo anche un problema strutturale che si era aggravato nel tempo.

L’effetto serra indotto dalla copertura in vetro aveva infatti favorito la proliferazione di vegetazione spontanea, riempiendo progressivamente la cavità e rendendo la fossa di fatto invisibile.

Il Lions Club — che aveva già sostenuto il restauro del reperto alcuni anni fa — provvederà alla sostituzione della copertura, mentre il Comune realizzerà un telaio amovibile che consentirà periodiche operazioni di pulizia e manutenzione, migliorando la fruibilità di questo simbolo della storia economica e sociale della città.

«La fossa granaria è un monumento fondamentale per la storia e l’identità della nostra città — commenta l’assessora Amatore —. L’amministrazione è grata al Lions Club di Foggia per la sensibilità dimostrata verso il nostro patrimonio culturale. La collaborazione tra istituzioni e associazioni rappresenta un modello che auspichiamo possa essere applicato anche ad altri beni culturali, meritevoli di maggiore tutela e valorizzazione.»

2 commenti su “Comune e Lions Club insieme per salvare l’ultima fossa granaria”

  1. Gran bella notizia, ma servirebbe molto di più per tutelare una memoria destinata all’oblio, che sarà ancora più grande rispetto ad oggi.
    Noi abbiamo ancora la fortuna e il privilegio di poter parlare con chi tra quelle fosse giocava, ci passava accanto ogni giorno e assisteva alle operazioni di riempimento e sfossamento.
    Ma domani? Domani nulla; tutto verrà dimenticato e quelle erbacce che oggi riempiono l’ultima fossa, copriranno anche l’identità e il ricordo di una comunità.
    E pensare che il silos di viale Fortore è lì che grida vendetta sulla cecità e l’insipienza di TUTTI!

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  2. oltre al telaio servirebbe un’illuminazione consona, un faretto, delle transenne fisse tipo catene, ma soprattutto, un progetto complessivo di valorizzazione del Piano delle Fosse, dall’ epitaffio fino a Via XXV Aprile.
    Appena insediatasi l’amministrazione, si parlò di un protocollo con il Politecnico di Bari per produrre ricerche e ipotesi di valorizzazione. cosa ha prodotto tale protocollo fin adesso? ho paura nulla, sono modi per posporre nel tempo la questione e non occuparsene. Ma siamo sempre in attesa di idee vere, di vera rigenerazione dello spazio più importante per la storia e l’identità della città. invece di interventi cosmetici su slarghi e fazzoletti di asfalto chiamate piazze…

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