Le voci della ricostruzione

La guerra e i bombardamenti su Foggia non distrussero soltanto vite umane e palazzi: misero in ginocchio anche il sistema culturale ed editoriale. Molte tipografie andarono perdute, il costo della carta salì alle stelle e per i giornali furono anni durissimi.

Un coraggioso gruppo di giornalisti e scrittori, in gran parte garganici, non si arrese e scelse di guardare oltre i confini della provincia, dando voce alla Capitanata in quello che può essere definito un autentico miracolo editoriale: il mensile «Le nostre regioni».

Stampato ad Ascoli Piceno per iniziativa di Checco Bonelli – fondatore e direttore – il periodico si distingue per la sua modernità e per l’intuizione, quasi visionaria, che ne fu alla base: raccontare l’arte, la storia e il folclore delle Marche, degli Abruzzi, del Molise e delle Puglie dando forma all’idea di un comune «homo adriaticus».

Giornalista di razza, drammaturgo, poeta, attore e umanista, Bonelli era stato allontanato dall’insegnamento al liceo classico di Ascoli perché inviso al regime. Finita la guerra, sarebbe stato eletto nel primo consiglio comunale della città. L’esperienza editoriale de «Le nostre regioni» fu anche un modo per dare voce alla ritrovata libertà.

Non si può non restare colpiti e ammirati leggendo i nomi di quella compagine di intellettuali che sulle colonne del mensile contribuirono alla ricostruzione culturale della provincia di Foggia.

A guidarla fu Giovanni Tancredi, insigne storico e cultore di storia locale di Monte Sant’Angelo che firmò anche l’articolo di apertura del primo numero del periodico, dedicato ai presepi del Gargano. Con lui due grandi scrittori come Giuseppe Cassieri di Rodi Garganico e Antonio Manuppelli di Bovino. Sempre dalla Montagna del Sole, Cristanziano Serricchio, poeta, scrittore e drammaturgo, Ciro Angelillis, ricercatore, lo xilografo Emiddio Armillotta. E poi, da Foggia, il musicologo Daniele Cellamare, da Lucera Vincenzo Ciampi, giornalista, e l’avvocato Oreste Frisoli, da Troia Pompilio de Santis e Luigi Savino.

Questi autori marcarono una costante presenza nel giornale ascolano regalando ai lettori deliziosi articoli, che vi regaleremo uno per uno, grazie alla preziosa opera di digitalizzazione della testata promossa dall’Accademia marchigiana di scienze, lettere ed arti che li ha resi disponibili sul web.

Li proporremo in versione testuale nel blog, mentre gli abbonati al canale whatsapp o alla newsletter li riceveranno anche impaginati in A4 in modo da poterli raccogliere, stampare e conservare.

Bello vero? Allora state in campana, da domani si parte.

I nostri contenuti premium vengono offerti in omaggio agli abbonati al canale whatsapp di Lettere Meridiane e alla newsletter. Se ancora non vi siete iscritti, fatelo cliccando qui, spuntando la campanella per non perdere neanche un aggiornamento. L’iscrizione è completamente gratuita e viene garantita la privacy (il vostro numero di telefono non viene registrato).

1 commento su “Le voci della ricostruzione”

Lascia un commento