Ogni conferenza di Giacomo Tortorella costituisce un evento culturale importante per il pubblico foggiano. Non ha fatto eccezione quella che metteva a confronto due autori lontani nel tempo ma uniti da una comune attenzione verso l’animo umano, come Sant’Agostino e Luigi Pirandello.
“La crisi esistenziale nella filosofia agostiniana (dal peccato alla redenzione) e nella drammaturgia pirandelliana (dall’individuo al nulla)” il tema dell’incontro, seguito da un pubblico attento e appassionato nella Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte “A. Pazienza” di Foggia.
Nel suo intervento, Tortorella ha evidenziato come, a distanza di quindici secoli, Sant’Agostino e Luigi Pirandello si incontrino su un terreno comune: quello della crisi esistenziale. Se in Agostino essa si configura come tensione tra peccato e redenzione, nella riflessione religiosa, in Pirandello si traduce nella frantumazione dell’identità e nello smarrimento dell’uomo moderno. Elemento di ulteriore connessione, ha sottolineato ancora il relatore, è il tema del perdono, centrale nella visione agostiniana e presente, in forma problematica e drammatica, anche nella novella La veglia.
All’iniziativa, promossa dallo stesso Tortorella con il patrocinio della Città di Foggia e la collaborazione del giornalista Geppe Inserra, sono intervenute la sindaca Maria Aida Episcopo e l’assessora alla Cultura Alice Amatore.
La conferenza è stata accompagnata da letture che hanno dato voce diretta ai testi di Sant’Agostino e Pirandello: Mariangela Nigri ha proposto due pagine delle Confessioni, Geppe Inserra ha letto alcuni brani da La veglia, mentre Giovanni Badanesi ed Elina Miticocchio hanno offerto estratti da Il fu Mattia Pascal.
Nel corso dell’incontro, Elina Miticocchio ha inoltre presentato la sua lirica Stanno i frammenti. Il suo linguaggio poetico, franto, sospeso ed evocativo, ha rivelato una forte assonanza con i temi pirandelliani — la maschera sociale, l’identità frammentata, l’alienazione, il conflitto tra apparenza e verità.

Peccato non averlo saputo prima… 🙄