Maccheroni ben cotti e cactus: istruzioni per viaggiare a Foggia nell’800

La parola «baedeker» è entrata nell’uso comune, diventando sinonimo di guida, vademecum. In realtà trae origine da una persona in carne ed ossa, Karl Baedeker, autore ed editore, nel XIX secolo, delle prime guide turistiche mai pubblicate. A leggerle si resta colpiti per la loro modernità: il buon Karl è stato a tutti gli effetti l’antesignano del turismo moderno.
Confesso che non sapevo che, tra le tante località che attraversò e raccontò, c’erano anche Foggia e la Capitanata. Devo la preziosa segnalazione all’amico Franco Parisi, che mi ha inviato un prezioso estratto dal 3° volume di Italy: handbook for travellers (Italia, manuale pratico per i viaggiatori) pubblicato nel 1880, con il sottotitolo Southern Italy and Sicily, with excursions to the Lipari Islands, Malta, Sardinia, Tunis, and Corfù.
L’idea del manuale permea in effetti l’intera pubblicazione. L’autore fornisce indicazioni precise sulle distanze, i mezzi di trasporto, gli alberghi e le trattorie, i relativi costi cosa vedere e cosa mangiare.
Una serie di «istruzioni per l’uso» che comprende anche una dettagliata lista dei prodotti agro-alimentari e qualche curiosa raccomandazione come quella di ordinare i maccheroni ben cotti perché sono «generalmente duri».
Le distanze sono espresse in miglia inglesi (1 km=0,621 M; 1 M=1,61 km). I prezzi sono espressi in franchi, che all’epoca equivalevano alle lire (1 fr=1 l). Al cambio dell’epoca, un dollaro valeva 5 franchi (lire), una sterlina inglese 25.
Nelle tariffe alberghiere talvolta l’autore distingue tra R. (Room, camera), L. (Light ,luce, illuminazione) e A. (Attendance, servizio, cameriere).
Gli itinerari della guida che riguardano Foggia sono diversi: da Ancona a Foggia (l’indicazione 201 M. che precede Foggia si riferisce alla distanza da Ancona, espressa come si è detto in miglia inglesi), Foggia-Manfredonia, Foggia-Lucera, da Foggia a Candela, da Foggia a Napoli, da Foggia a Brindisi. È curioso che la prima immagine evocata nell’autore dal Tavoliere sia quella del cactus. Evidentemente si riferisce ai fichi d’india che costituisce effettivamente un elemento tipico del paesaggio meridionale. Potete scoprire, di seguito, i diversi itinerari (g.i.)

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DA ANCONA A FOGGIA

Da Termoli, dove il cactus fa la sua prima comparsa, il paesaggio perde progressivamente fascino. Il treno attraversa il Biferno — l’antico Tifernus — toccando Campomarino, 152 M., e Chieuti 158 M., ex colonie albanesi, per poi varcare il Fortore, l’antico Frento.
Le Isole Tremiti, 25 M. a nord-est di Termoli, le Insulae Diomedeae della mitologia antica, la maggiore delle quali è S. Domenico, sono usate, come nei tempi antichi, come luogo di prigionia.
165 M. Ripalta.
Nei pressi di questo borgo, il 15 giugno 1053, i Normanni sbaragliarono e catturarono Papa Leone IX, e quindi, inginocchiatisi davanti al pontefice implorarono la sua benedizione. Leone, cedendo, gliela concesse, conferendo poi ai fratelli Humfredo e Roberto il Guiscardo le terre di Puglia, Calabria e Sicilia — una concessione destinata a segnare per sempre le sorti di Roma e dei Normanni stessi.
A nord-est si estende il Lago di Lesina, che comunica con il mare. La ferrovia piega quindi verso l’interno per aggirare il promontorio del Monte Gargano, bastione degli Appennini che si getta in mare con vette che sfiorano i 5.000 piedi (1500 metri, n.d.t.).
Si toccano poi Poggio Imperiale (174 M.), Apricena (177 M.), e infine San Severo (184 M.): cittadina di 17.000 anime che, dopo una strenua resistenza, fu presa e quasi rasa al suolo dai Francesi nel 1799. Il colera vi mieté vittime spaventose nel 1865. 191 M. Motta (è l’antica denominazione dell’attuale stazione di Rignano Scalo, n.d.t.)
201 M. : Foggia. Ristorante, con diverse buone camere, alla stazione. La città dista 1/3 M.; vettura ½ franco. — In città: ALBERGO CENTRALE e Trattoria Cavour, all’ingresso della città, R. 2, L e A. 1 franco. (camera: 2 franchi, luce e servizio: 1 franco, n.d.t.) LOCANDA E RISTORANTE DI ROMA, nella via principale.
Foggia, capoluogo dell’antica provincia della Capitanata e nodo ferroviario strategico tra la linea costiera e quella per Benevento e Napoli, si presenta al viaggiatore come una città ordinata e vivace, con 38.500 abitanti. Posizione commerciale privilegiata, è il cuore pulsante della grande pianura pugliese.
Uscendo dalla stazione, a sinistra, si incontra subito il colonnato d’ingresso del Giardino Pubblico, abbellito da diversi busti. Oltre il parco si estende un giardino botanico. Il corso principale prende il nome di Corso Vittorio Emanuele. Sulla piazza alberata a sinistra sorge il monumento a Vincenzo Lanza (1784-1860), medico e patriota nato a Foggia. Proseguendo per cinque minuti si attraversa il Corso del Teatro per raggiungere Piazza Federico II, impreziosita da una fontana — il Pozzo dell’Imperatore — nel cuore del quartiere antico. Il nome evoca Federico II, che amava e frequentava Foggia. Nel vicolo laterale a destra si nasconde un portale dell’antico palazzo imperiale, con un’iscrizione del 1223 relativa alla sua fondazione.
Svoltando a sinistra dalla piazza si raggiunge la Cattedrale, eretta originariamente dai Normanni, semidistrutta dal terremoto del 1731 e ricostruita in stile moderno. Dell’antica facciata sopravvive solo una parte.
Gran parte della vasta pianura senza alberi che circonda Foggia è destinata al pascolo ovino (Tavoliere della Puglia). D’estate le greggi risalgono verso i monti; in ottobre scendono di nuovo in pianura percorrendo tre grandi vie storiche, i Tratturi delle Pecore. Questi movimenti — durante i quali centinaia di greggi possono essere avvistate in un solo giorno — risalgono all’epoca romana. Fu Alfonso I a trasformare i pascoli in dominio regio nel 1445: all’epoca vi trovavano sostentamento ben 4,5 milioni di capi. Oggi, con il progresso dell’agricoltura, il numero è sceso a meno della metà.
A circa 5 M. a nord di Foggia si trovano gli sparuti resti dell’antica Arpi, o Argyripe, che la leggenda vuole fondata da Diomede, in seguito soppiantata da Foggia stessa.

DA FOGGIA A MANFREDONIA, 25 M.
La diligenza copre il tragitto una volta al giorno in quattro ore (3 franchi); la ferrovia è in progetto. Il territorio attraversato è brullo e monotono, ma offre diversi spunti di interesse per gli appassionati di architettura.
La strada tocca San Leonardo, a 19 M. da Foggia: una chiesa e un convento trasformati in commenda dell’Ordine Teutonico ai tempi di Hermann von Salza, oggi adibiti a masseria, con due bei portali ma in stato di abbandono. Poco prima di Manfredonia, a 2 M., si incontra la Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Siponto, splendido esempio di romanico pugliese con cripta. L’interno, purtroppo malamente restaurato, custodisce una Madonna “miracolosa” e numerose tavolette votive. La chiesa sorge sui resti dell’antica Siponto, colonia romana del 194 a.C.; recenti scavi hanno riportato alla luce altri interessanti resti. Questo territorio soffre di malaria.
Manfredonia (Locanda di Donna Peppina), città tranquilla di 8.200 abitanti, fu fondata da re Manfredi intorno al 1263 e distrutta dai Turchi nel 1620. Non conserva edifici di rilievo, ma parte delle mura medievali è ancora ben visibile. Grazie alla posizione riparata a sud del Monte Gargano, la vegetazione è rigogliosa, con un carattere che ricorda la Sicilia.
Una strada — inizialmente tra uliveti, poi in ripida salita — conduce a Monte Sant’Angelo (10,5 M., 865 metri di altitudine), con un pittoresco castello e il celebre antico santuario di San Michele, meta di un grande pellegrinaggio l’8 maggio. La cappella è scavata in una grotta a cui si scende per 55 gradini: qui, secondo la tradizione, San Michele apparve a San Lorenzo, arcivescovo di Siponto, nel 491. Nell’XI secolo i Normanni, ancora guerrieri, compivano pellegrinaggi a questo luogo sacro prima di diventare padroni del paese. I battenti di bronzo del portale, con scene della Scrittura recano l’iscrizione: «Quest’opera è stata compiuta nella città regia di Costantinopoli, con l’aiuto di Pantaleone Duo, che ne ordinò l’esecuzione, nell’anno dell’Incarnazione di Dio 1076.»
Da questo punto Monte Calvo, il punto culminante tra Monte Sant’Angelo e Monte Sacro, si eleva sulla vasta e bellissima foresta chiamata Bosco dell’Umbra, che si estende verso il mare. Più a nord si trova Ischitella; verso est, sulla costa, Vieste. Le strade sono cattive e adatte solo a cavalcare e a camminare.

DA FOGGIA A LUCERA

10½ M., diligenza due volte al giorno in 1½ ora (tariffa 1½ fr.); vettura andata e ritorno circa 10 fr. — La strada, animata da traffico intenso, sale gradualmente attraverso terreni coltivabili. Ferrovia progettata.
Lucera (Albergo d’Italia), 14.200 abitanti, l’antica Luceria, era considerata la chiave della Puglia per la sua posizione strategica. Citata per la prima volta durante le guerre sannitiche, divenne colonia romana nel 314 a.C. e rimase città prospera fino al VII secolo, quando fu distrutta nel 663. Fu Federico II a ridarle vita nel 1223, insediandovi una colonia di Saraceni provenienti dalla Sicilia, ai quali concesse piena libertà religiosa. Fedeli alla casa degli Hohenstaufen, i nuovi abitanti accolsero la moglie e i figli di Manfredi dopo la battaglia di Benevento. Furono però sottomessi da Carlo d’Angiò nel 1269 e, dopo un tentativo di rivolta contro Carlo II nel 1300, costretti ad abbracciare il Cristianesimo.
La città sorge su un altopiano elevato, che degrada quasi impercettibilmente verso sud ed est e più bruscamente verso nord e ovest. Sul lato occidentale il pianoro si protende come una sorta di penisola, su cui si erge il Castello, ottimamente conservato (chiavi presso il Municipio), fatto costruire da Federico ma nella forma attuale risalente all’età di Carlo I. Si tratta di un notevole esempio di fortezza medievale, edificata sul sito dell’antica Arx.
Il panorama abbraccia la pianura delimitata dagli Appennini e dal Gargano; a nord si trova San Severo, mentre a est si apre il mare. A sud si distingue il massiccio isolato del Monte Vulture, presso Melfi, dalla cui vetta si domina l’intera Puglia.
L’antica cattedrale, già in rovina ai tempi di Federico II, fu restaurata in stile gotico dopo la conversione dei Saraceni ad opera degli Angioini. I pilastri della navata sono in verde antico. Nel transetto destro si conserva una pregevole statua marmorea della Madonna, su un monumento del 1605. Sotto il coro si trova una cripta.
Alcune iscrizioni dell’antico municipium, un tempo ben più esteso dell’attuale centro abitato, sono conservate nella biblioteca del Municipio. Sul lato orientale della città si notano infine modeste tracce di un anfiteatro.
Sulla strada per San Severo, a 6 M. da Lucera, si trova Castel Fiorentino, dove Federico II, dopo un regno di 38 anni come re dei Tedeschi, morì nel 1250, nel suo 56º anno di vita.

DA FOGGIA A CANDELA VERSO MELFI
La ferrovia secondaria copre i 61 chilometri in un’ora e un quarto (4 fr. 40, 3 fr. 10, 1 fr. 80 c.). Si toccano Cervaro, Ordona — l’antica Herdonia con ponte romano, anfiteatro e tombe — e Ascoli Satriano (Albergo di Roma, pulito), a un chilometro e mezzo dalla stazione, incantevolmente situata è l’antica Ausculum Apulum, celebre per la vittoria di Pirro sui Romani nel 279 a.C. Infine, Candela.
Da Candela la diligenza parte due volte al giorno in quattro ore e mezza per Melfi.

DA FOGGIA A NAPOLI
Il treno (i panorami migliori sono a sinistra) attraversa il Tavoliere di Puglia. A 5½ M., a Cervaro si dirama la linea secondaria per Candela.

A 17 M., a Giardinetto c’è la stazione per Troia, 7 M. a nord (diligenza 1½ fr.), colonia fondata nel 1017 dal prefetto greco Bugiano (p. 200); allo stesso XI secolo appartiene anche l’interessante cattedrale con le sue antiche porte in bronzo. A Ponte di Bovino il treno attraversa il Cervaro.

A 21 M. Bovino, l’antica Vibinum, i cui abitanti erano un tempo noti per il brigantaggio, si trova sul colle a sinistra. Il treno segue la riva sinistra del Cervaro. Tre gallerie. A 29½ M. Montaguto-Panni. Montaguto si trova sulla riva sinistra del Cervaro; Panni è situato in alto tra i colli a sinistra.

A 33 M. Savignano-Greci, due villaggi posti in alto sui lati opposti della valle di Bovino, o gola del Cervaro. Segue una lunga galleria. A 39½  M. Ariano; la città non è visibile dalla linea. Tre gallerie, oltre le quali si attraversa lo spartiacque tra il Mar Tirreno e l’Adriatico.

DA FOGGIA A BRINDISI
A destra si estende un’ampia pianura, il Tavoliere di Puglia. Oltre essa, verso sud, si innalza il Monte Vulture presso Melfi.

A 12½ M. Orta Nova. A 22 M. Cerignola, con 26.100 abitanti, poco interessante. La pianura circostante è riccamente coltivata, ma del tutto priva di alberi, che di solito costituiscono un elemento importante nei campi italiani e accrescono la bellezza del paesaggio. Qui iniziano le piantagioni di cotone.

A 32½ M. Trinitapoli. Il treno attraversa poi l’Ofanto, l’antico Aufidus, l’ultimo fiume della costa orientale, con rive coperte di boscaglia. Tra due catene di colline sulla destra si apre la vasta pianura sulla quale si combatté la battaglia di Canne.

 

 

Author: Geppe Inserra

1 thought on “Maccheroni ben cotti e cactus: istruzioni per viaggiare a Foggia nell’800

  1. Fa piacere scoprire le ” bellezze” di una volta. l’ importanza di Foggia e la presenza di Federico ll. Ora invece percorriamo un periodo di ” OSCURANTISMO” che ci penalizza ben poco. Sopporteremo.

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