
Vi svelo un segreto. Il pubblico di Lettere Meridiane è diviso quasi a metà tra mobile e desktop. Il 52% di amici e lettori ci segue utilizzando un dispositivo mobile, il 48% adopera invece il classico computer desktop.
Sembra che non sia cosa che accada spesso, perché la stragrande maggioranza degli utenti delle rete privilegia oggi il «telefonino», spesso «scrollando» velocemente le pagine, più che leggendole.
Una percentuale così elevata di pubblico da pc non è cosa da poco, e denota che chi ci segue ama leggere, approfondire. Del resto, le Lettere Meridiane sono in qualche modo pensate proprio per questo tipo di utenti. Dunque «in orizzontale», per schermi da computer.
Non possiamo però trascurare il numero ragguardevole di persone che ci seguono «in verticale», usando il cellulare, e che sono in qualche modo penalizzate da questo approccio, soprattutto per quanto riguarda le immagini e le fotografie che costituiscono parte fondamentale dei contenuti del blog.
Allora, cercheremo di utilizzare un approccio integrato pubblicando, quando possibile, versioni differenziate dei nostri contenuti, soprattutto quando si tratta di video.
Ci rendiamo conto che guardare su un dispositivo mobile un video orizzontale è un po’ scomodo (certo, basterebbe ruotare il cellulare, ma lo fanno in pochi…).
Riproporremo dunque in versione verticale alcuni dei video più significativi che abbiamo pubblicato sul nostro canale You Tube (a proposito se non vi siete iscritti, fatelo cliccando qui).
Cominciamo da questa struggente «canzone per Foggia» di Davide Leccese, interpretata da Tonio Sereno, con fotografie di Michele Sepalone.
Poeta raffinato, giornalista illuminato, civil servant esemplare Davide Leccese è uno di quei foggiani che non si sono mai lasciati tentare dalla possibilità di «fuggire», e hanno consapevolmente scelto di «restare».
La poesia è emblematicamente intitolata «Resto».
L’amore verso il luogo natio è un sentimento universale, ma l’amore per Foggia cantato da Davide è peculiare: «edera forte che s’abbarbica» al genius loci, a ciò che trovi qui, e non altrove. «Case accarezzate dal vento», l’immancabile favonio, gli «odori casalinghi», i «vicoli d’un tempo».
In questi versi non c’è solo la sua storia, ma la possibilità di riconoscerci tutti. Un pressante invito a restare, consapevolmente, orgogliosamente.
Se sentissimo tutti la città come «culla», passato che ci avvolge e ci abbraccia, spingendoci a viverla meglio, Foggia sarebbe un posto migliore.
Bella la poesia resa più intensa dalla voce di Tonio Sereno e dalle immagini di Michele Sepalone. Se posso dare un suggerimento è quello di pubblicare anche il testo perché una volta finito il video ti rimane un senso di incompletezza per quei versi che ti sono sfuggiti e che è un po’ il limite delle poesie ascoltate nei reading poetici. Manca il supporto cartaceo per poterci ritornare sopra e carpirne le sfumature sfuggite. Gianni Ruggiero