Il Foggia è retrocesso in Serie D. Non era mai successo. Nelle due precedenti occasioni in cui i satanelli erano stati costretti a giocare tra i dilettanti, non avevano subito l’onta della retrocessione sul campo.
La prima volta fu nel 1952. Anche allora la squadra concluse il torneo al terzultimo posto, ma per effetto dei 14 punti di penalizzazione comminati per illecito sportivo (tentata corruzione del portiere della Casertana). Sul campo, di punti ne aveva conquistati 34, che le avrebbero garantito la nona piazza. Non sufficienti comunque per la permanenza in Serie C, perché quello fu l’anno del cosiddetto Lodo Barassi, che ristrutturò drasticamente i campionati. Delle 18 squadre che disputarono il torneo se ne salvarono solo 4: le altre 14 retrocessero tutte.
La seconda volta accadde nel 2012. Dopo un deludente campionato di C, l’U.S. Foggia di Pasquale Casillo non si iscrisse al campionato e fu costretta a ripartire dalla Terza Categoria. Nell’estate fu fondato un nuovo sodalizio – l’Associazione Calcistica Dilettantistica Foggia Calcio – che ottenne l’iscrizione al campionato di Serie D, scongiurando la scomparsa del capoluogo dauno nel calcio che conta e acquisendo di fatto il titolo sportivo del Foggia.
L’ultimo campionato di D il Foggia lo ha giocato nella stagione 2019-20. Anche in quel caso, non si trattò di una retrocessione sul campo, ma delle conseguenze del fallimento della società. Il Foggia era sì retrocesso, ma dalla serie B. Non avendo rispettato i parametri previsti per l’iscrizione, venne escluso dal campionato di serie C. Il titolo sportivo venne assegnato al Foggia Calcio 1920 guidato dall’imprenditore sardo Roberto Felleca, che venne iscritto al campionato di serie D. La stagione si concluse con la promozione in C, per la penalizzazione inflitta al Bitonto che aveva vinto il campionato.
Fin qui il passato, veniamo all’amaro presente. Cosa ha determinato il disastro? Cercheremo di dare una risposta attraverso inoppugnabili numeri, analizzando i dati statistici, che raramente si sbagliano (utilizzeremo in proposito il sito Transfermarkt).
La maggior parte degli osservatori è concorde nel ritenere che tra le cause vi siano stati investimenti societari non adeguati, che hanno prodotto una rosa leggera. L’impressione non è confermata dai numeri. Secondo Transfermarkt, infatti, il valore complessivo della rosa ammontava a 4,73 milioni, con una media per giocatore di 182.000 euro. Non tantissimo, intendiamoci, ma abbastanza per collocare i satanelli all’11° posto di questa particolare classifica, guidata dall’Atalanta U23, con un valore di 17,13 milioni.
Il Foggia schierava, almeno sulla carta, una formazione, se non competitiva per i vertici, quantomeno in grado di conquistare una dignitosa salvezza. Ma gli investimento non hanno funzionato, come viene confermato dal dato statistico che mette a confronto il bilancio del mercato con la posizione in classifica. Secondo il sito, il Foggia ha chiuso il mercato con un bilancio quasi in pareggio (-40.000 euro), ma è la società che registra la performance peggiore, con 13 posizioni in meno rispetto a quella fotografata dal mercato.
Cosa non ha funzionato? Facciamo parlare ancora i numeri, guardando adesso alla performance complessiva della squadra. Il Foggia è la compagine che ha totalizzato il minor numero di punti sul campo (27), tenendo presente che le altre due retrocesse, il Siracusa (26 punti) e il Trapani (24), sono state penalizzate rispettivamente di 11 e 24 punti per violazioni amministrative e che avevano quindi conquistato sul campo 47 e 48 punti.
Come se non bastasse, i satanelli fanno registrare anche il peggior attacco (28 gol), la peggior difesa (60 gol incassati), la peggior differenza reti (-32), la peggior serie negativa (10 sconfitte, dalla 23ª alla 32ª giornata) e il maggior numero di sconfitte (23). In 16 delle 38 partite disputate non sono riusciti ad andare a rete, segnando una media di 0,73 gol a partita.
Probabilmente è proprio nella sterilità dell’attacco che va cercata la chiave per comprendere le ragioni del disastro rossonero. Né il mercato estivo né quello di riparazione sono riusciti a portare a Foggia l’attaccante in grado di fare la differenza, anche se forse una maggior prudenza nelle cessioni invernali avrebbe potuto cambiare le cose, come vedremo…
Per capire meglio dove si è inceppato il meccanismo offensivo, analizziamo ora, uno per uno, i profili degli attaccanti che hanno concluso la stagione, dopo il mercato invernale.
Gianmarco Cagiano, ala sinistra. Arrivato a gennaio dal Pescara; valore di mercato attuale, € 350.000, max valore di mercato € 1 mln; partite giocate 12, reti 1. Si era distinto nei campionati primavera, indossando anche le maglie delle nazionali under 18, 19 e 20. In serie C aveva giocato 70 gare, segnando 7 gol.
Luca Nocerino, ala sinistra. Arrivato in gennaio dal Campobasso; valore di mercato attuale, € 75.000; max valore di mercato € 150.000; partite giocate 12, reti 1, assist 1. Prima di arrivare a Foggia, aveva giocato tra serie C e serie D 4 partite, segnando 7 reti.
Michael Liguori, ala destra. Arrivato a febbraio dalla Salernitana; valore di mercato attuale, € 500.000 (il maggiore nella rosa attuale), max valore di mercato € 550.000; partite giocate 24, reti 2, assist 3. Prima di arrivare a Foggia aveva giocato, tra serie C e serie D 217 partite, mettendo a segno 59 reti e 47 assist. Era l’attaccante che si presentava con il palmarès più interessante.
Felice D’Amico, seconda punta. Acquistato nell’estate scorsa dal Team Altamura. Valore di mercato attuale, € 250.000, max valore di mercato € 275.000; partite giocate 30, reti 5, assist 5. È stato l’attaccante più prolifico del campionato. Si era distinto nella squadre giovanili, giocando nell’Inter primavera e nelle nazionale Under 16, 17 e 18. Prima di arrivare a Foggia aveva giocato 135 partite, con 16 reti e 6 assist. Aveva giocato anche 2 partite di B con il Chievo Verona e due di A con la Sampdoria.
Christian Tommasini, punta centrale. Arrivato a gennaio dal Gubbio. Valore di mercato attuale, € 200.000, max valore di mercato € 250.000; partite giocate 13, reti 1, assist 1. È uno dei giocatori più esperti della rosa. Ha giocato 217 partite in serie C con 48 gol e 9 assist.
Marco Bevilacqua, arrivato nel mercato estivo dalla Civitanovese. Valore di mercato attuale, € 100.000, max valore di mercato € 100.000; partite giocate 33, reti 2. Non aveva mai giocato in serie C. In seria D aveva disputato 53 gare, mettendo a segno 7 reti, con due assist.
I dati sono impietosi. Con la sola eccezione di Tommasini, nessuno degli attaccanti approdati a Foggia poteva vantare un palmarès significativo né un rendimento consolidato: profili senza numeri alle spalle, incapaci di garantire continuità e peso offensivo in una stagione che richiedeva ben altro.
Non ha prodotto i risultati sperati — ma, numeri alla mano, era difficile aspettarsi il contrario — il mercato invernale voluto dalla nuova proprietà, che ha completamente rivoluzionato il reparto offensivo, accompagnando gli innesti con alcune cessioni che forse sarebbe stato opportuno evitare.
Lo dimostra il caso, passato quasi sotto silenzio a Foggia, di Miroslav Iličić, centravanti croato arrivato da svincolato la scorsa estate, con un valore di mercato di circa 200 mila euro. Con la maglia rossonera ha collezionato 10 presenze in campionato e una in Coppa Italia, mettendo a referto un gol e un assist.
A gennaio è stato ceduto al NK Orijent 1919, formazione della seconda divisione croata. Lì è letteralmente esploso: 6 gol in 11 partite. Se fosse rimasto, e avesse garantito lo stesso rendimento a Foggia, chissà come sarebbe andata.…
Resta il fatto che, tra scelte di mercato discutibili, rendimento individuale al di sotto delle attese e un attacco incapace di incidere, il Foggia ha progressivamente smarrito sé stesso. I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: questa retrocessione non è figlia del caso, ma l’esito annunciato di una stagione sbagliata.
l’opinione da me maturata è che la proprietà Canonico ha programmato la stagione affidandosi troppo a giovani dalle scarse garanzie, poi Petermann è rimasto troppo tempo infortunato, infine, la coppia Casillo-De Vitto, che ha rilevato il sodalizio, troppo in fretta ha scaricato l’allenatore Barilari.