Come Martone ha raccontato Giordano (di Cinzia Rizzetti)

La straordinaria scommessa culturale di portare il monumentale allestimento dell’Andrea Chénier, che ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala, direttamente nel cuore di Piazza Cavour a Foggia è stata presentata questa mattina sul palco del Teatro Giordano. Davanti a una platea attenta composta da cittadini curiosi e giornalisti, Mario Martone ha dialogato con i direttori artistici Gianna Fratta e Dino De Palma, e i cantanti protagonisti dello spettacolo, il soprano Maria Agresta e al tenore Jorge de León.

Il grande regista non ha nascosto la complessità tecnica di un’operazione definita a tutti gli effetti uno sforzo titanico, spiegando che lo spettacolo originale vive di un impianto scenico imponente e di complessi cambi di scena che nascono per l’interno di un teatro, elementi difficilissimi da riprodurre all’aperto. A far scoccare la scintilla è stata una lettera appassionata e consapevole di Gianna Fratta, che questa sera guiderà l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari in veste di direttrice d’orchestra, le cui parole hanno convinto Martone a tentare l’impresa. Il regista ha infatti confidato al pubblico: «L’idea comunque di portare quest’opera che è ambientata durante la rivoluzione francese in una piazza mi sembrava una cosa giusta da tentare».

Una volta arrivato a Foggia, l’ispirazione urbana ha cambiato radicalmente i piani originari, portando a un’intuizione artistica inedita che Martone ha spiegato così: «Arrivando qui, appena ho visto la piazza e i suoi elementi urbani, ho subito deciso di eliminare i fondali: alle spalle della scenografia, quindi, non ci sarà alcuna barriera, ma gli elementi stessi della piazza che si fondono direttamente con lo spettacolo». Questo trasforma l’opera in un allestimento totalmente nuovo e vivo rispetto alla “scatola” del palcoscenico milanese, impreziosito dall’intesa artistica con Maria Agresta, Jorge de León e il resto del cast, con cui il regista ha ricordato di aver lavorato già in passato «sempre con una gioia immensa».

A suggellare questo storico momento di connessione tra arte e territorio, proprio sul palco del Teatro Giordano è stata consegnata al Maestro Mario Martone una targa celebrativa congiunta a nome dell’Amministrazione Comunale di Foggia, guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo, e della Camera di Commercio di Foggia, rappresentata dal presidente Giuseppe “Pino” Di Carlo. Così le due istituzioni hanno celebrato il valore di un grande intellettuale che ha saputo reinterpretare il capolavoro giordaniano, trasformando la città in un palcoscenico a cielo aperto, dove la grande lirica è diventata volano d’identità, orgoglio e sviluppo per l’intera comunità.

Cinzia Rizzetti

[Le fotografie sono dell’autrice]

2 commenti su “Come Martone ha raccontato Giordano (di Cinzia Rizzetti)”

  1. Un ottimo articolo che ha sintetizzato e spiegato magistralmente i retroscena di questa grande operazione artistica che ha reso grande la nostra città. Immagino quante e quante volte i protagonisti parleranno di questa esperienza ogni volta che ne avranno occasione.

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    • Hai spiegato molto bene i retroscena di questa meravigliosa messa in scena di Andrea Chenier! Grazie agli organizzatori e agli artisti stupendi per questo grande regalo a Foggia ! <3

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