Per il TGR Puglia Foggia fa notizia solo quando c’è il sangue

L’articolo sul silenzio del TGR Puglia sulla memorabile rappresentazione do Andrea Chénier di Umberto, Giordano, firmata da Mario Martone e diretta da Gianna Fratta, andata in scena a Foggia sabato 20 giugno scorso, ha suscitato numerose e indignate reazioni da parte dei nostri lettori. Vi torneremo in maniera più approfondita e dettagliata per darne compiutamente conto nei prossimo giorni.

Per il momento è il caso di soffermarsi su un aspetto del problema che accomuna la maggior parte delle reazioni: la propensione del TGR Puglia, quando parla di Foggia, a privilegiare sistematicamente le notizie di cronaca nera, relegando in secondo piano quelle che riguardano la cultura, proprio mentre tutte le istituzioni sostengono che essa rappresenta il principale fattore di crescita civile, sociale ed economica del territorio.

Per una curiosa coincidenza, una delle vittime più illustri di questa impostazione editoriale è proprio Umberto Giordano.

Cercando sul sito del TGR Puglia le notizie che riguardano il più grande compositore pugliese (non solo foggiano…), il primo risultato non riguarda una sua opera né il festival che porta il suo nome, ma la cronaca nera, ovvero il vile episodio di vandalismo che lo scorso anno ha colpito il gruppo scultoreo della piazza a lui dedicata. Seguono due notizie sul Giordano Festival, ma nessuna traccia dell’Andrea Chénier, l’evento culturale più importante degli ultimi anni per Foggia.

I numeri confermano che non si tratta di una semplice impressione. Cercando le notizie culturali suddivise per provincia emergono squilibri difficili da giustificare: Bari totalizza 2.688 articoli o servizi, Brindisi 1.861, Taranto 910, Lecce 775, Foggia appena 361 e la BAT 248.

Ancora più eloquente è il rapporto tra cronaca e cultura. Per Bari il TGR pubblica 6.230 notizie di cronaca contro 2.688 di cultura: circa 2,3 notizie di cronaca per ogni notizia culturale.

Per Foggia il rapporto diventa semplicemente impressionante: 3.402 notizie di cronaca contro appena 361 di cultura, cioè 9,4 notizie di cronaca per ogni notizia culturale.

Il dato rivela qualcosa di più di una sproporzione: è un modello editoriale.

Il risultato è che Bari viene raccontata anche attraverso i suoi teatri, i festival, i libri, i concerti e le mostre. Foggia, invece, continua a essere rappresentata soprattutto attraverso omicidi, rapine, incidenti, arresti e operazioni di polizia. Come se questa provincia non producesse cultura, non avesse artisti, non organizzasse eventi degni di interesse regionale.

Il caso dell’Andrea Chénier è emblematico. Un nuovo allestimento firmato da uno dei maggiori registi italiani, diretto da una delle più autorevoli direttrici d’orchestra italiane, dedicato all’opera più celebre del più importante compositore pugliese, rappresentato nella sua città natale, avrebbe meritato non solo un servizio, ma un’attenzione particolare da parte del servizio pubblico regionale. Non dedicargli neppure un minuto significa compiere una precisa – anche se imcomprensibile – scelta editoriale.

E le scelte editoriali, soprattutto quando riguardano il servizio pubblico, non sono mai neutrali. Perché decidono che cosa esiste e che cosa può essere ignorato. Decidono quale immagine della Puglia consegnare ogni giorno ai telespettatori. E, ancora una volta, l’immagine restituita della Capitanata è quella di un territorio in cui la cronaca merita le prime pagine e la cultura può tranquillamente essere lasciata dietro le quinte.

Geppe Inserra

3 commenti su “Per il TGR Puglia Foggia fa notizia solo quando c’è il sangue”

  1. Ho notato anch’io con indignazione questo particolare. Credo,ci vogliano rappresentare solo per fatti negativi finanche sulle reti nazionali.Ora,bisogna capire perché tutto questo accade nonostante gli ultimi sforzi fatti dall’amm.ne.Eppure, non lo meritiamo perché è pieno di bella e brava gente. Vedremo..Tina De Michele

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  2. A mio parere il territorio e la mentalità del comprensorio pugliese è ancora succube del recondito e miope pensiero …che la notizia rappresenta occasione di scambio di favore tra chi gestisce l’emittente e i singoli rappresentanti degli EVENTI.
    I dati raccolti dimostrano inconfutabilmente la mancanza di obiettività da parte della Rai …a cui bisognerebbe chiedere (anche se con ritardo) “chiarimenti” in forma ufficiale.

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  3. La cronaca rimane e rimarrà sempre l’élite delle informazioni, attira di più, fa più audience, fa più click, con la contropartita che ammalia chi investe in pubblicità, che è core business per entrambe. Tuttavia la cultura non va assecondata, specie se questa fa business, ma i media la pongono sempre in secondo piano. Ciononostante il focus del problema attuale, a parer mio ovviamente, non è tanto l’attrazione bensì la sottrazione di un territorio che ormai da sempre è a margine delle altre “consorelle” province pugliesi, in tutto. Conferire colpe è ormai superfluo giacché i territori sono amministrati dalla politica, qualunque colore abbia, pertanto è più che logico capirne la matrice. Piuttosto ogni tanto analizziamo anche chi si occupa di comunicazione che, nel nostro cerchiamo di dare spazio a eventi che alzano l’asticella della nostra cara amata città di Foggia, nel loro di chi ha il mandato a informare, un mandato spesso indirizzato dalla stessa politica, preferisce canali nazionali e solo quelli più letti locali, dimenticando tutti gli altri che contribuiscono all’informazione di Foggia e provincia. E se anche si comunica solo sul nazionale, la notizia poi è “lavorata” dalla redazione per inserirla in quella scaletta che la relega ai margini perché non è cronaca, non è del territorio preferito da chi investe in sponsor, da logiche “politiche” che antepongono ahinoi eventi unici, importanti, attrattivi ma solo per la provincia foggiana. In altre parole Foggia e tutta la Capitanata deve cambiar passo e con esso chi l’amministra, chi decide chi deve e come comunicarla, giacché le tessere sono anche nelle tasche di chi ne ha già una ma non partitica. E ciò è il cancro dell’informazione. Lo dico da foggiano, ma soprattutto da giornalista e direttore di giornale online che anche per questo evento di caratura nazionale ha subito la totale indifferenza di chi doveva comunicare, ricordando che anche un giornale online locale che non ha i click dei più blasonati ha il diritto di informare. Ad Maiora!

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