Festa dei nonni e degli anziani, il tesoro che unisce le generazioni

La “Scheggia di pensiero” di questa domenica, 26 luglio, intreccia in modo particolarmente felice il Vangelo con una ricorrenza che mette al centro il valore degli anziani e la trasmissione della memoria: la festa dei santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù. A Sant’Anna, tradizionalmente invocata come protettrice delle madri, la Scheggia dedica infatti un’attenzione particolare, insieme a diverse pagine sul ruolo dei nonni nella famiglia e nella comunità.

Il filo conduttore viene indicato già dall’Angelus di Leone XIV. Commentando le parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa, il Papa ricorda che l’incontro con il Regno di Dio «non restringe, ma allarga la vita»: trovare ciò che conta davvero non significa perdere qualcosa, ma acquistare una possibilità più grande di vita. E quel tesoro, sottolinea Leone XIV, è Cristo, capace di riunire persone diverse e di restituire centralità soprattutto a chi rischia di essere piccolo o scartato. Da qui anche un richiamo molto contemporaneo: imparare a distinguere ciò che conta davvero dai bisogni continuamente prodotti dalla società dei consumi, riscoprendo invece il valore delle relazioni.  

Il tema acquista un significato ancora più forte perché proprio oggi si celebra la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, ispirata alle parole di Isaia «Io invece non ti dimenticherò mai». Dopo l’Angelus, Leone XIV invita a ringraziare per il dono rappresentato dagli anziani per la Chiesa e per la società e, soprattutto, a rispettarne e valorizzarne il ruolo, assicurando loro attenzione e assistenza. 

Su questo stesso terreno si muove il bell’articolo di don Vincenzo Vitale, significativamente intitolato I nonni, colonne solide di affetto incondizionato, esperienza e saggezza. I nonni vi appaiono non soltanto come custodi dei ricordi familiari, ma come protagonisti della trasmissione della fede e dei legami tra le generazioni. Particolarmente suggestiva è l’immagine di Sant’Anna “Metterza”, nella quale sono raffigurati insieme Gesù Bambino, Maria e Anna: tre generazioni raccolte in una sola immagine, quasi una rappresentazione visiva della memoria che si trasmette e diventa futuro.

È forse proprio questa la nota più bella della Scheggia di oggi: nel giorno di Sant’Anna e San Gioacchino, parlare dei nonni significa parlare delle nostre radici, ma anche di ciò che attraverso di loro continua a vivere. Una memoria che non deve trasformarsi in nostalgia, bensì in relazione, cura e responsabilità verso le generazioni che vengono dopo di noi. Potete sfogliare la Scheggia qui sotto, oppure scaricarla cliccando qui.

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