
Conosco poche persone così profondamente innamorate della loro città come Davide Leccese. Integerrimo e lungimirante public servant nei suoi ruoli di amministratore comunale e preside, pensatore illuminato e poco incline al tifo da stadio, raffinato scrittore e poeta, Davide declina il sentimento che lo lega a Foggia soprattutto attraverso la poesia.
È un amore maturo, che si nutre di ricordi senza indulgere a quella nostalgia di maniera, un po’ ruffiana, oggi così di moda. Un amore che traspare in tutta la sua essenza nella lirica «Tetti della mia città», che vi proponiamo nella videopoesia interpretata da Rosa Serra e accompagnata dalle fotografie di Michele Sepalone.
I versi di Davide Leccese sono profondi, a tratti quasi ermetici, e avvincono il lettore in una suggestione che ha qualcosa di magico. Puntando lo sguardo verso l’alto, ai tetti della città, verso «il nostro cielo, caldo di grano e di pazienza», Leccese prova a decifrare «il silenzio degli antichi» per riannodare quei fili, troppo spesso spezzati, che legano l’identità di questa «calda dimora di sogni» al suo passato.
Il suo è anche un monito: ricordare è un atto urgente e necessario, perché solo custodendo la memoria possiamo evitare di disperdere ciò che siamo stati.
Ringrazio Davide Leccese per aver consentito la pubblicazione di questa videopoesia, Rosa Serra per la sua interpretazione intensa e partecipe, e Michele Sepalone, le cui fotografie riescono, come sempre, a cogliere e restituire l’anima più autentica della città.
Buona visione.
Geppe Inserra
Bellissimi versi 👏👏👏❤️
Profondità moderna, ritmata e dolce di versi che , proprio come i tetti, piegano verso i ricordi più cari dei tempi andati…