Civico 120: la memoria come redenzione e come catarsi

Per redimere una città bisogna saper scrutare nel suo dolore profondo, portarlo alla luce, raccontarlo. Foggia sta affidando questo percorso di catarsi al cinema di Lorenzo Sepalone, che con i suoi film ha fatto memoria delle più atroci tragedie vissute dalla città negli ultimi decenni: i feroci assassinii di Giovanna e Francesco Traiano nel cortometraggio … Leggi tutto

Un requiem foggiano (di Savino Russo)

Ricorre oggi il 25° anniversario del tragico crollo di viale Giotto: il più grande disastro edilizio mai verificatosi in Italia, che costò la vita a 67 donne, uomini e bambini, stroncati mentre dormivano. Lettere Meridiane ricorda quell’amara giornata pubblicando le toccanti riflessioni che Savino Russo  scrisse per Gli amici del museo qualche giorno dopo il … Leggi tutto

Foggia ha bisogno di raccontarsi, e di essere raccontata

Le città sono come si raccontano e quelle che si raccontano. A Foggia mancano narrazioni della città: quella che era, quella che è. Soprattutto in riferimento agli eventi che hanno maggiormente influenzato il corso della sua storia. Il rischio è di affogare nella cronaca, essere sommersi dallo stillicidio dei fatti che nella migliore delle ipotesi … Leggi tutto

L’inverno di San Martino, ricordando viale Giotto

Ho sempre qualche difficoltà a definire Bruno Caravella: poeta, musicista, cantautore, musicoterapeuta, cantastorie, fotografo? Bruno è un po’ tutte queste cose insieme, e lo dimostra in maniera toccante ed efficace nella “cantata” che ha scritto per ricordare le vittime del crollo di viale Giotto, di cui ricorre oggi il 21° anniversario. I versi, serrati e … Leggi tutto

Le voci di dentro (di Bruno Caravella)

Diciannove anni fa, alle prime ore del mattino di quell’infausto 11 novembre 1999, si verificò la più immane tragedia vissuta dalla città di Foggia dopo i bombardamenti dell’estate del 1943.
Il palazzo di sei piani situato al civico 120 di viale Giotto crollò improvvisamente, uccidendo 67 persone.
Sessantasette vite spezzate. Sessantasette storie interrotte.
Poeta, cantautore, musicoterapeuta e tante altre cose ancora, Bruno Caravella ha scritto per gli amici e i lettori di Lettere Meridiane il brano che segue, sospeso tra disperazione e speranza, tra morte e vita che verrà. Bellissimo, struggente.
Così Lettere Meridiane ricorda quelle 67 anime volate in Cielo.

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FOGGIA, 11 NOVEMBRE 1999 ORE 3.32 NOTTE

Mamma! Mamma!
Sono qui, tranquilla piccina!
Ma cos’è, dove siamo?
Calma, calma, vieni qui,
abbracciati a me!
Non senti il silenzio?
Non vedi, è tutto buio.

FOGGIA 11 NOVEMBRE 1999 ORE 3.45 NOTTE

È solo un sogno, amore!
Ah, meno male,
che spavento, mammina!

FOGGIA 11 NOVEMBRE 1999 ORE 4.10 NOTTE

Che sogno strano, però.
I sogni sono tutti strani,
meravigliosi, misteriosi.
È vero, mammina!

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