La lettera d’amore a Gesù di don Tonino Intiso

A chi può scrivere un sacerdote una lettera d’amore, il giorno di San Valentino, festa degli innamorati, se non a Gesù? Lo ha fatto, qualche anno fa, don Tonino Intiso, scrivendo “una lettera aperta a se stesso, inviata a Gesù” come si legge nel frontespizio della “scheggia”, datata 13 febbraio 2016.
Per chi non lo sapesse, le “schegge” sono una sorta di diario, di brogliaccio, in cui don Tonino, che due anni fa ha festeggiato il 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, annota riflessioni, pensieri, preghiere, raccoglie ritagli di giornale…
La “scheggia” che raccoglie la lettera a Gesù è particolarmente corposa: otto pagine scritte in bella calligrafia, che svelano pensieri profondi sulla “amicizia” con Gesù. Un’amicizia non facile perché “la verità salvante è esigente“. “Avendo a che fare con Te, difficile amico, si diventa “amico difficile” per tutti, parenti, amici, confratelli”, scrive don Tonino.
La lettera è, in realtà, una riflessione sull’essere sacerdote, nella chiesa di Foggia-Bovino, che si conclude con una vera e propria offerta di servizio pastorale: l’essere operatore di misericordia di fronte alle tante sfide poste che la contemporaneità pone a quanti vogliono essere testimoni di Cristo. Don Tonino le elenca e le analizza dettagliatamente. Si va dal “sottile accattivante linguaggio dei mezzi di comunicazione di massa che tende a demitizzare sminuire, strumentalizzare”, alla differenza negata tra desideri e diritti, dall’analfabetismo di ritorno culturale, sociale e religioso, alla “ricerca spasmodica della gratificante d’apparenza.”
Una lettera non facile ma profonda, che offre tanti spunti di riflessione. Suggeriamo di leggerla lentamente, parola dopo parola, per trovarne il significato profondo.
Potete scaricarla nella versione originale, cliccando qui.
Buon S. Valentino.

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Autore: Geppe Inserra