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Sono veramente tante le reazioni al grido d’allarme lanciato
dal presidente della Camera di Commercio di Foggia, Fabio Porreca, sulla possibilità che la
stazione di Foggia venga bypassata dal progetto di alta capacità ferroviaria
Napoli-Bari. 
Lo stato d’animo degli amici e dei lettori di Lettere Meridiane si
suddivide, più o meno equamente, tra sdegno, amarezza, rabbia.
Estraggo dai numerosissimi commenti quelli che meglio
rappresentano questo malessere che sta serpeggiando tra l’opinione pubblica e
che aggiungono ulteriori contorni ad una storia amara, che potrebbe risolversi – o forse si è già risolta –
in un’altra beffa per la Capitanata.
Tra le prime a condividere il link è stata Marialuisa d’Ippolito,
presidente del FAI e portavoce del Comitato Vola Gino Lisa, che ha postato l’articolo
di stamattina sulla bacheca di Basta Chiacchiere Aeroporto, con questo
significativo commento: “anche in questo caso non si sentono le voci dei
rappresentanti della Capitanata…Consiglieri, Onorevoli, Senatori.”
Marialuisa commenta più tardi su Gargano Libero, osservando
laconicamente: “Porreca …e gli altri ?” Non si fa attendere la risposta altrettanto
laconica del responsabile del gruppo, Raffaele Vigilante: “Dormono.”

La questione è seria. Stante anche il commissariamento alla
Provincia e la lunga vicenda elettorale che ha interessato l’amministrazione
comunale della città capoluogo, da alcuni mesi tocca al giovane e combattivo
presidente della Camera di Commercio, Fabio Porreca, rappresentare le esigenze
e le istanze di un territorio ha assolutamente bisogno di un salto di qualità
per evitare di imboccare la china di un degrado irreversibile.
Porreca lo ha fatto molto egregiamente per l’aeroporto,
andando ad incontrare perfino il Ministro per impedirne il declassamento. Che
si muova il mondo dell’impresa e dell’economia è una bella notizia. Ma non
basta. La politica deve fare la sua parte.
Tanto più in questa vicenda. Che viene da lontano perché la
politica che stravolge la geografia in Puglia non è un fatto nuovo, come
giustamente scrive Luca Marinacci, commentando il temuto bypass: “Non ci vedo
nulla di strano. Dovendo andare da Napoli a Bari chi penserebbe di passare da
Foggia? A16 docet. Bisognerà lottare per l’AV che arriverà tra 50 anni per non
farsi buggerare da Termoli e Barletta.”
La vicenda del tracciato dell’autostrada A16, che taglia
fuori Foggia passando da Canosa è stata un campanello d’allarme, negli anni Sessanta. Lo stesso
copione si sta ripetendo con la Ferrovia.
Alfredo Signorile, ex dirigente dell’azienda ferroviaria,
conosce vita, morte e miracoli della stazione di Foggia. I suoi diversi
commenti sono particolarmente illuminanti, perché confermano che negli ultimi
decenni c’è stato un continuo, inarrestabile processo di declassamento della stazione foggiana.
Sintetizzo i diversi, appassionati ed interessanti commenti dell’amico
Signorile.
“Era prevedibile, sono anni che noi ferrovieri ed ex
protestiamo. Sono anni che non viene ascoltato il mio “grido di
dolore”. Insieme all’Ing. Scelsa presentammo al Comune un progetto per non escludere
la stazione di Foggia dal tracciato. Purtroppo i nostri politici per
anni sono rimasti indifferenti allo scippo continuo di 34 uffici trasferiti
dalla nostra stazione a quella di Bari.  L’attuale Amministratore Delegato del Gruppo FS è di Bari e
ha tutto l’interesse affinché l’opera venga compiuta al più presto.”
Signorile aggiunge che “la linea
che stanno costruendo è tutta nuova e fuori dal vecchio tracciato. Da tempo
sull’attuale Foggia-Napoli a semplice binario non circolano più la maggior
parte di regionali per Napoli . L’alta capacità, a differenza della TAV,
consente anche il transito di regionali e merci, non solo frecce. Ma il
progetto FS è quello di far circolare prevalentemente le frecce che rendono di
più. Durante l’ultima riunione presso la Sala AMGAS indetta da una delegazione
di dirigenti romani protestammo vivamente, ma a nulla è servito. Ora l’opera
subirà una accelerazione, dal momento che l’attuale Amministratore Delegato del
Gruppo FS è di Bari. Faranno il “baffo” che escluderà il fabbricato
viaggiatori per risparmiare 7 minuti a Foggia di regresso(giro banco). Minuti
che si guadagnerebbero agevolmente nelle tratte successive. Andremo a prendere
il treno nei pressi di Cervaro. Foggia diventerà stazione di transito per
l’Adriatica.”
Nei diversi commenti si discute anche se esistano margini
per scongiurare la beffa. Gianni Ferramosca osserva: “Perdonatemi, è da molti
anni in costruzione la nuova linea ferroviaria che arrivando da Bari si dirige
svoltando verso Napoli, escludendo così, la stazione di Foggia. E’ davvero
strano che vi accorgiate oggi di questa situazione…”
Recandosi a Cervaro si ha in effetti l’impressione tangibile che,
forse, la frittata è stata già fatta, nonostante che le intese a suo tempo
raggiunte prevedessero una concertazione tra le parti interessate sul progetto.
Michele Carlo invia una foto del passante, che è quella che potete vedere in
alto.
C’è però anche di guarda al problema da un punto di vista completamente diverso: se a questo punto convenisse far buon viso a cattivo
gioco, e valorizzare in qualche modo il progetto della nuova stazione
ferroviaria? E’ una tesi suggestiva, quella sostenuta da Fabrizio Ferrazza che
scrive: “A ben pensare però si potrebbe cogliere l’occasione, ovvero spostare
la stazione ferroviaria a via Ascoli, costruendola magari sotto l’aeroporto e
contemporaneamente sistemare l’aeroporto stesso. I due tronchi ferroviari,
quello per Roma e quello per Milano, sarebbero molto ben raccordati, infatti il
tronco Nord potrebbe ricongiungersi all’attuale tracciato all’altezza di via
San Severo. Detta così sembrerebbe fantascienza, in realtà risolverebbe diversi
problemi e darebbe un’enorme quantità di lavoro alla città e alla provincia. E
la vecchia stazione? potrebbe rimanere per il traffico locale, compreso quello di
una eventuale metropolitana.”
Sarebbe bello. Almeno parlarne. Ma – detto tra noi –
occorrerebbe una visione del futuro e una classe dirigente che al momento
Foggia non sembra possedere.
Francesco Paolo Turri la butta sull’ironia: “La mia proposta
l’ho fatta.. Visto che ormai tutto è in mano ai baresi, rinunciamo al nostro
stato di comune e facciamo un referendum per diventare un quartiere di Bari … Foggia
Bari nord… Voglio diventare cittadino di Bari visto che noi foggiani nun
sapime fa nun vulime fa e non vulime fa fa… Ed è inutile dare colpa ai nostri
politici… Sono espressione della nostra incapacità .. Scusate il post
provocatorio ma da abitante di questo angolo di Puglia sono avvelenato…”
Turri è uno stimatissimo medico ospedaliero. E’ stato
discepolo ed amico di un grande foggiano come Antonio Pellegrino. L’ultimo
amministratore che abbia saputo sognare. Antonio Pellegrino sulla storia del
passante che avrebbe danneggiato la sua città ebbe un alterco violentissimo con
Antonio Di Pietro, allora ministro e segretario dell’Italia dei Valori, partito
in cui militava lo stesso Pellegrino.
Dopo quella lite, l’ex presidente della Provincia di Foggia strappò la tessera. Altri
tempi. Altre storie. Altri uomini.
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