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Della splendida veduta della città di Foggia di Antonio Verico (di cui Lettere Meridiane ha reso disponibile la versione digitale dell’originale, in questo post), esiste anche una versione a colori, alla Camera di Commercio.
Nel catalogo del patrimonio artistico dell’ente camerale, curato da Vittorio Marchesiello nel 1997, l’opera viene attribuita  a Zuccagni Orlandini, mentre in un’altra parte del catalogo viene inserita tra le opere non attribuite. La datazione viene fatta risalire al 1845, che è quella della pubblicazione del terzo volume dell’Atlante illustrativo ossia raccolta dei principali monumenti italiani antichi, del Medio Evo e moderni e di alcune vedute pittoriche, edito a corredo alla Corografia fisica storica e statistica dell’Italia di Attilio Zuccagni-Orlandini, che comprende l’incisione di Verico.
Si sa per certo che le tavole dell’Atlante illustrativo vennero realizzate da Antonio Verico, che era uno dei principali incisori dell’epoca. Quindi più che ad Attilio Zuccagni-Orlandini, l’opera va attribuito a Verico. È però possibile che l’incertezza di attribuzione nasca dal fatto che la stampa in possesso della Camera di Commercio è a colori. Quella originale è in bianco e nero, e nel 1845 la stampa a colori era una rarità. Molto probabilmente, si tratta di una edizione successiva, serigrafica o litografica, quindi non databile al 1845.
L’esemplare in possesso della Camera di Commercio reca oltre alla  didascalia Veduta della Città di Foggia Capoluogo di Capitanata nel Regno di Napoli, un timbro a secco, in basso a sinistra, apposto dall’editore probabilmente per attestarne l’autenticità.
Potete scaricare qui l’immagine ad alta risoluzione. Purtroppo il risultato non è eccezionale, in quanto la riproduzione pubblicata sul Catalogo del patrimonio artistico è di scarsa qualità.
La pubblicazione di antiche stampe o di mappe che riguarda Foggia e la sua provincia sta incontrando un eccezionale interesse da parte degli amici e lettori di Lettere Meridiane. Che mi piace coinvolgere nella soluzione di un rebus sotteso alla bella incisione di Verico. Secondo voi, da quale punto, da quale prospettiva, l’autore ritrae Foggia?

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