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Impareggiabile ed infaticabile, Enzo Ficarelli non si stanca di riproporre ad amici e lettori di Lettere Meridiane angoli e pezzi di Foggia che andrebbero riscoperti. Tanto più quando, come nel caso delle cosiddette “fontane virgiliane” che sono al centro della nota odierna, sono tutti i giorni sotto il nostro sguardo, a simboleggiare le tante, piccole, discrete bellezze della nostra Foggia, che meriterebbero uno sguardo più attento.

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Foto a sinistra: con bassorilievi di spighe di grano è riportata la frase
” Limpha quæ facit lætas segetes” ( L’acqua che rende feconde le messi).
Limpha è un’antica divinità romana delle fresche acque delle sorgenti e dei pozzi. Era una delle dodici divinità agricole elencate da Marco Terenzio Varrone.
A lei si doveva vita e nutrimento ed era considerata leader delle aziende agricole perché senza acqua tutta l’agricoltura è secca e povera.

Foto a destra: con bassorilievi di vite e olivo è riportata la frase: “Divini Gloria Ruris” (La gloria della divina campagna).
Nel mondo classico, la ricchezza proveniva dalla terra e dal lavoro dell’uomo che con la sua inflessibile tenacia vince ogni cosa : “Labor Omnia vincit improbus, et duris urgens in rebus egestas” (ogni difficoltà è vinta dal duro lavoro e dal bisogno che preme sulle ristrettezze).
E, vincendo, costruisce. Costruisce anzitutto la gloria della divina campagna, settore primario delle attività produttive dell’uomo e primo fondamento di civiltà.

Le Due Fontane di Piazza XX Settembre furono inaugurate il 28 ottobre 1930.

I foggiani amano chiamarle “Fontane Virgiliane” perché riportano incisi due motti della Prima Georgica del poeta Virgilio Publio Marone.
Sono opera dell’ing. Cesare Brunetti, lo stesso che ha progettato la fontana del Sele.

enzo ficarelli

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