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Non ci piace, questa campagna elettorale che si trascina stancamente tra
salotti televisivi, spot ed affissioni selvagge, senza che finora si
siano sentite proposte serie per la Puglia e in particolare per la sua
provincia Cenerentola, che è la Capitanata.
Sarà anche colpa del sistema elettorale regionale che, polarizzando la
battaglia attorno ai candidati presidenti, pone oggettivamente in
secondo piano sia le liste (ovvero i partiti) sia i candidati. È infatti
il candidato presidente che ottiene più voti a trascinare la
coalizione: i candidati sono dunque preoccupati più di strappare voti
(di preferenza) ai loro diretti concorrenti che non a toglierli alla
coalizione avversaria. Ne scaturisce una campagna elettorale fondata più
sulla ricerca di visibilità a tutti i costi dei candidati, che non su
un autentico confronto sui temi politici, e soprattutto sulle cose da
fare.
Ci piacerebbe un confronto politico in cui ogni candidato dicesse cosa
intende fare per il territorio, ma concretamente, senza discorsi sui
massimi sistemi. Che esprimesse un giudizio sull’operato del governo
regionale uscente su quelli che l’hanno preceduto, per quanto riguarda
in particolare la Capitanata. Vorremmo conoscere l’opinione dei
candidati sulle cose da fare a livello regionale e nazionale per dare un
futuro al comparto agricolo, vessato da una crisi senza precedenti, che
minaccia la stessa sopravvivenza delle aziende agricole.
E poi vorremmo impegni seri. Ai quali tutti però sfuggono, stante anche
la prevedibile leggerezza delle posizioni che i nostri consiglieri
andranno ad occupare, una volta eletti.
La legislatura regionale che si è appena conclusa ha rappresentato,
quanto a questo, un record negativo: soltanto un assessore, la
cerignolana Elena Gentile. Gradiremmo impegni su cose che riguardano
direttamente l’ente regione: per esempio in materia di trasporto e di
viabilità, con particolare riferimento alla tuttora irrisolta questione
della nuova pista del Gino Lisa, su cui nicchiano tanto in via Capruzzi
quanto nella società di gestione dello scalo, Aeroporti di Puglia, e al
progetto di alta capacità ferroviaria, Napoli-Bari. È ancora in piedi
l’idea del by pass. che escluderebbe dal percorso la stazione di Foggia,
sostituita da una stazione nei pressi di Borgo Cervaro? E che ne è del
progetto alternativo che prevedeva la realizzazione di uno scalo merci
nei pressi di Borgo Incoronata? (Senza lo scalo merci il by pass.
sarebbe navigabile, perché comunque la stazione di Foggia non potrebbe
sopportare i maggiori volumi di traffico che scaturiranno dall’alta
velocità).
Per non parlare della viabilità, che da sempre in Puglia funziona alla
rovescia. Generalmente, i progetti stradali vengono attuati cominciando
dalle zone più vicine al centro del Paese (che nel caso della Puglia è
la Capitanata)  e procedendo verso le zone più periferiche. In Puglia
invece succede il contrario. Il raddoppio della statale 16 è cominciato
dal Salento e poi da Bari.
Allo stato dell’arte è finanziato soltanto il completamento della
Cerignola-Foggia. Non ci sono invece finanziamenti per il tratto
Foggia-San Severo-Termoli. E lo stesso dicasi per altre arteria di
importanza nevralgica, come la Superstrada del Gargano, o la Strada
Regionale n.1 (che, come dice il nome è un’arteria regionale…) che la
Regione Puglia ha lasciata a se stessa da ormai più di vent’anni, come
se non facesse parte del suo demanio.
Ci piacerebbe sentire parlare di queste cose, nei salotti televisivi
dove invece a domande scontate seguono risposte altrettanto scontate.
Verremo esauditi?
* pubblicato su Il Quotidiano di Foggia

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