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Qualche giorno fa ho pubblicato la tenerissima dichiarazione d’amore di Francesco Quitadamo ai Monti Dauni, dalla quale traluce l’immensa risorsa che essi costituiscono per l’intera Puglia e, di conseguenza, per la stessa Capitanata. Una risorsa spesso sottovalutata o almeno sottostimata, che dovrebbe riprendere vigore grazie al progetto di eccellenza turistica che sta per essere cantierizzato da Pugliapromozione, in cooperazione cone Camera di Commercio, Promodaunia e Provincia.
Il progetto è fondato su una brillante intuizione: per il suo patrimonio prima di tutto umano, e quindi storico, culturale, paesaggistico quest’area è in grado di mettere in campo un’offerta turistica fatta di emozioni e di esperienza, che si ritrovano tutte nel contributo di Quitadamo.
Mi è piaciuto molto anche il commento depositato in calce al post da Maurizio De Tullio, che mi pare indichi con molta nitidezza e passione le ragioni per cui i Monti Dauni declinano una identità particolare – forse la più riposta ma al tempo stesso suggestiva – di una Capitanata che proprio nella diversità dei territori che la compongono trae la sua natura di Provincia-Regione.
“Bravo Francesco Quitadamo – scrive De Tullio – a trasmetterci con poche pennellate questo
bellissimo quadro d’insieme, ma ancora nascosto o negato, che sono i
Monti Dauni.


Condivido in pieno il suo sentimento, che non è
fotocopia di un rituale nostalgico, ma testimonianza viva e vivida di
chi svolge il ruolo di “raccontatore” in un territorio che, a differenza
del Gargano, non ha nulla di sfacciato. Lì tutto ti arriva diretto: il
mare, la natura, il sole, l’asprezza di un territorio che da 50 anni ha
saputo conquistarsi le copertine patinate. Qui, un altro territorio
naif, dove nulla (o quasi) ti arriva diretto ma che devi saper scoprire
piano piano, te lo devi conquistare, recuperare tra vicoli sconosciuti o
tra le pieghe della storia. Di là le persone ‘esplicite’, di qua una
compostezza quasi ancestrale. Di là la ricerca continua di una
dimensione per forza altisonante: la megachiesa/palasport di Renzo Piano
a SGR, i grandi porti turistici, il mega-teatro all’aperto, la
mega-statua di Padre Pio; di qua la dolcezza degli ‘sciamboli’, la
quieta bellezza della valle del Cervaro…
Certo, ora occorre far
capire che la Puglia non comincia a Chieuti e finisce nel Salento, ma
vira dentro e a sinistra e s’intrufola in quel mosaico ben tassellato da
Francesco Quitadamo, che è passato presente e futuro di una Puglia
‘altra’ e ancora meravigliosa.
Ma è ora di farlo adesso, con le donne e gli uomini migliori che questa terra sa o saprà esprimere.”

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