È una storia senza fine, quella del restauro di San Lorenzo in Carmignano, l’antica chiesa ubicata all’estrema periferia di Foggia, nei pressi del Salice, bene culturale di nevralgica importanza per l’identità del capoluogo dauno. I lavori sono ormai in avanzata fase di realizzazione. Potrebbero essere completati nel giro di un mese, ma sulla scadenza pende la richiesta formulata dal responsabile unico del procedimento e dal tecnico progettista per la realizzazione di opere suppletive (la sistemazione dell’area esterna e l’impianto di riscaldamento a pavimento), che farebbero lievitare i costi e slittare la data di chiusura del cantiere.
Dario Iacovangelo, consigliere comunale nonché coordinatore del comitato di cittadini del Salice che si sono tenacemente battuti per sottrarre San Lorenzo dallo stato di degrado in cui versava, non ha dubbi: il cantiere va chiuso appena possibile, senza opere aggiuntive rispetto a quelle previste dal progetto originario.
Sulla questione si pronuncerà il consiglio comunale in quanto Iacovangelo ha presentato una mozione in cui ricostruisce l’intera vicenda. Come si ricorderà, per il restauro di San Lorenzo c’erano già stati dei lavori, che vennero però bloccati dalla Soprintendenza ai Beni Culturali in quanto non coerenti con il progetto. I lavori sono così stati riappaltati e, come si apprende dalla mozione presentata da Iacovangelo, che riferisce quanto affermato dal RUP durante un’audizione in commissione consiliare, è stato perfino necessario rimuovere quanto era già stato fatto, con un ulteriore esborso di soldi pubblici.
Secondo Iacovangelo, “ulteriori ritardi dei lavori di consolidamento statico e recupero architettonico della chiesa di San Lorenzo in Carmignano e dell’area circostante riporterebbero il sito (di elevata importanza storica e culturale) ad uno stato di abbandono e degrado.”
Proprio qualche settimana fa, Lettere Meridiane aveva pubblicato alcune fotografie scattate da Romeo Brescia (quella che illustra il post ne fa parte) che mettevano in evidenza la criticità della situazione. I lavori di restauro hanno permesso di sottrarre San Lorenzo in Carmignano dai rischi di crollo che incombevano sulla storica chiesetta, ma il solo modo per ridargli veramente vita è restituirlo alla comunità. Quanto prima possibile.
Iacovangelo teme che “ulteriori richieste finanziarie, che oltre a ritardare l’ultimazione degli interventi, possano mettere a rischio la conclusione dei lavori stessi, proprio come avvenuto in passato.”
La mozione impegna il consiglio e la giunta municipale a disporre perché i lavori vengano conclusi senza opere suppletive per procedere “una volta completati i lavori, verso una soluzione definitiva per la custodia e la valorizzazione di un bene così importante che è testimonianza preziosa dell’urbanizzazione del territorio nel quale sorse Foggia.”
Forse per San Lorenzo in Carmignano è davvero arrivato il momento della rinascita, ma non bisogna commettere errori.

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