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La strage di Piazza Loggia, a Brescia, che il 28 maggio 1974 provocò la morte di 8 persone e il ferimento di altre 102, è forse la più perfida nella storia dello stragismo italiano e al tempo stesso la più rappresentativa della strategia della tensione, che resta il più grande e oscuro mistero della storia della Repubblica.
La vittima più giovane dell’attentato fu Luigi Pinto, insegnante foggiano, stroncato dall’esplosione dell’ordigno quando aveva soltanto 25 anni. Si era trasferito da poco in Lombardia per ragioni di lavoro.
Il clima in cui maturò la strage, la figura di Pinto, i diversi aspetti che la collocano nel più ampio contesto della strategia del tensione sono raccontati con maestria e rigore nel film documentario Scene di una strage del regista foggiano Lucio Dell’Accio, che ha recentemente realizzato una nuova versione del suo lavoro, destinata in modo particolare alle scuole e all’Università.
Rispetto al montaggio originale, che aveva una durata di oltre tre ore, il nuovo è più stringato e compatto. Rinuncia alla suddivisione in capitoli per offrire una narrazione più sintetica. Ho visto ed amato entrambe le versioni. La prima è un capolavoro dal punto di vista del cinema. Quest’ultima è un inno alla verità.
Il denominatore comune è che, 47 anni dopo la strage, la ferita non si rimargina, il dolore non è ancora stato elaborato, e giustizia non è ancora stata fatta. Ma Scene di una strage si avvicina alla verità assai più di quanto non siano riuscite a fare le inchieste giudiziarie (ben tre) di questi decenni.
Foggia non ha dimenticato, e non è forse un caso che la prima proiezione pubblica del nuovo montaggio di Scene di una strage segni anche il ritorno della città al cinema condiviso, quello che si guarda insieme, dopo la pandemia e (purtroppo) la perdurante chiusura delle sale nel capoluogo dauno.
Il film sarà presentato martedì 8 giugno, con inizio alle 19, nell’auditorium della Camera del Lavoro (via della Repubblica) per iniziativa della Cgil e della Flc Cgil di Foggia. Interverranno, con l’autore (che verrà presentato e converserà con chi scrive), il segretario generale della Cgil di Foggia, Maurizio Carmeno, e il segretario generale della Cgil di Brescia, Francesco Bertoli.
Scene di una strage prende le mosse dai tragici attimi della mattina del 28 maggio 1974, per diventare una sorta di road movie tra Foggia e Brescia, un racconto corale affidato alle voci e ai ricordi dei parenti delle vittime, tra cui Lorenzo e Nunzia Pinto, Valerio Marchi, autore dei libro La morte in piazza, Paolo Corsini, storico sindaco di Brescia, il senatore Giovanni Pellegrino, ex Presidente della Commissione parlamentari stragi. Tra le testimonianze chiave c’è quella di Vincenzo Vinciguerra, ex militante delle organizzazioni di estrema destra “Ordine Nuovo” e “Avanguardia nazionale”, responsabile della strage di Peteano del maggio 1972 – autore di importanti saggi storici sulla “strategia della tensione”. Dell’Accio lo ho intervistato nel carcere di Opera, dove sta scontando la sua pena.
Nel documentario non c’è la classica voce fuori campo ad annodare le diverse voci: i narratori compongono un vero e proprio coro, come corale fu la tragedia, rievocano le vite perdute delle otto vittime, i drammatici giorni dell’eccidio, la sua intricata vicenda giudiziaria, il contesto politico nel quale il massacro di piazza della Loggia è maturato ed è stato perpetrato.
Scene di una strage è anche un film sul cinema, sul valore della immagine che diventa memoria, come sottolinea un’altra delle voci narranti, Ken Damy, fotografo bresciano e promotore del Museo di fotografia che porta il suo nome, ubicato nei pressi di Piazza Loggia. Ingrandendo pazientemente in laboratorio, in una delle ultime sequenze del film, i fotogrammi che ritraevano le vittime un attimo prima della mortale deflagrazione, afferma: “La fotografia è un problema di memoria. La memoria parlata, espressa, può essere capita, modificata, ingigantita. Ma per un fotografo il negativo c’è, e rimane quello anche dopo tanti anni. Coinvolge l’essenza stessa della vita.” Ken Damy mostra quindi all’obiettivo le persone appoggiate alla colonna poco prima dello scoppio (è l’immagine che illustra il post, n.d.r.): “Le persone sono là, e sono vive, e questo è l’aspetto pazzesco della fotografia”. E di un film bello e importante, come Scene di una Strage, che restituisce memoria, dignità e verità alle vittime di piazza Loggia, e in qualche modo le fa rivivere, impedendone l’oblio.
Per questo, martedì non mancate. Per partecipare all’evento è necessario prenotarsi alla mail: olivieri@cgilfoggia.it.
Geppe Inserra

 

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