Luigi Pinto ancora e sempre nel cuore della città

Il 4 giugno del 1974 fu per Foggia una giornata memorabile. Tutta la cittadinanza si strinse attorno al corpo senza più vita di Luigi Pinto, giovane docente foggiano che era rimasto ucciso nella strage di Brescia. Non mancarono momenti di tensione e di aperta contestazione. Ma in tutti quelli che c’erano restò la sensazione di stare vivendo una pagina di storia che sarebbe rimasta indelebile.

“Una folla enorme – ricorda Paolo De Caro, all’epoca professore e dirigente del Partito Comunista, oggi scrittore -. Sembrava che tutta la città si fosse riversata per le strade e le piazze del percorso. Quel pomeriggio, come pochi giorni prima a Brescia e come in tante città italiane, non si assisteva soltanto al compianto che si tributa ad una morte ingiusta e repentina, o all’umanità dolente per il concittadino, il figlio, lo sposo. Il parente, il vecchio compagno di giochi o di scuola che torna rinchiuso in una bara. C’era in quella gente così pietosa una spontanea silenziosa richiesta di diritti conculcati: al lavoro, alla pace, al rispetto degli altri, alle regole di una vita civile e al bene di valori condivisi. Ma quasi opposta a questa pietà c’era l’urlo dei giovani, la collera della storia, la radicalità delle parole d’ordine e perfino, in gruppi minoritari ma consistenti, l’esasperazione dell’intolleranza. Le istituzioni, i partiti, i sindacati, si assumevano il compito di sanare il dolore della morte, di conciliare questi mondi e soprattutto di riparare ai torti della democrazia offesa. Non vi riuscirono che solo in parte”.

L’intensa e commossa testimonianza di De Caro è estratta dal commento che accompagna le immagini del documentario “Il diritto alla verità” di Lello Saracino e Matteo Carella, realizzato dalla Cgil di Foggia. Il cortometraggio si avvale delle eccezionali immagini girate durante i funerali da Franco Carella, con una “Elmo Super 8”, che all’epoca rappresentava una delle migliori cineprese amatoriali.
Il film originale in S/8 è stato depositato presso l’AAMOD (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio Democratico) di Roma.

In occasione del quarantacinquesimo anniversario dei funerali di Pinto, Matteo Carella, tenace e straordinario custode della memoria collettiva e della coscienza democratica di Foggia e della Capitanata, ha voluto ricordare quell’evento che appassionò e mobilitò tutta la città, mettendo a disposizione di Lettere Meridiane le riprese di Franco Carella e alcune fotografie scattate da egli stesso: per ricordare, per fare in modo che la memoria corrobori il nostro esistere di oggi, il nostro resistere.

Ne è nata la video storia che potete guardare qui sotto. Amatela. Condividetela.

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Autore: Geppe Inserra

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