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Vi succede mai di pensare qualcosa e di evitare di dirla ad alta voce, per il timore che venga giudicata male, salvo poi  ad accorgervi che anche gli altri la pensano come voi?
Mi è capitato spesso a proposito delle telecronache del Foggia. Soprattutto  quelle trasmesse dalla RAI sono insopportabili. Più d’una volta, per non dire sempre, mi è successo di “sentire” che il telecronista tifa per la squadra avversaria.
Intendiamoci. Non è che si metta a cantare con i tifosi della curva avversaria. Lo si intuisce da piccole cose. Per esempio dal fatto che il telecronista denota una migliore conoscenza dei giocatori dell’altra squadra. O, com’è accaduto lunedì sera, nel derby con il Lecce che il Foggia ha disputato allo Stadio di via del Mare, dalla reazione alla clamorosa traversa colpita dai satanelli commentata senza enfasi, tradendo anzi un certo sollievo quando dopo il rimbalzo, la palla non è finita in rete.
Avevo sempre tenuto per me questo malessere, limitandomi ad imprecare davanti al televisore. Temevo di essere tacciato del solito foggianesimo, qualora l’avessi esternato. “Eccolo là, il solito foggiano piagnone che non sa fare altro che lamentarsi.”
Ma tra lunedì e martedì la misura si è colmata. A proposito di Lecce – Foggia sembra che i telecronisti di Rai Sport e i giornalisti di Rai 3 Puglia abbiano visto un’altra partita, parlando di un Foggia in difficoltà e facendo intendere che i salentini avrebbero meritato la vittoria.
Per dire quanto sono stati partigiani e faziosi basta pensare che lo stesso allenatore del Lecce, Padalino (e non c’entra nulla che sia foggiano) al termine della gara ha ammesso che il pareggio gli stava bene, perché se il tiro di Rubin fosse finito dentro e non sulla traversa, si sarebbe messa malissimo per la sua squadra.
Insomma, non ce l’ho fatta più e ho affidato la mia rabbia e la mia opinione a una lettera meridiana. Non mi sarei mai aspettato che il mio malessere fosse tanto diffuso e condiviso. Le letture sono state veramente tante, tantissime le condivisioni, i mi piace, i commenti. E quasi tutti positivi. Pensate, almeno fino a questo momento, non c’è stato nessuno che mi ha accusato di foggianesimo.
Se le cose stanno così, vuol dire che i maltrattamenti della Rai ai danni del Foggia,non sono una mia impressione personale: dev’esserci qualcosa che non va nell’atteggiamento che i giornalisti della televisione pubblica nutrono verso il Foggia e, ahimè, in generale verso le cose che riguardano il capoluogo dauno e la sua provincia.
Se la città di Foggia non ha mai potuto contare, non ti dico su una redazione vera e propria, ma almeno su un ufficio di corrispondenza Rai, una ragione deve esserci. Ed è la solita, Quella che i foggiani hanno imparato a conoscere sulla propria pelle, e che non può essere esorcizzata con la logora evocazione della presunto foggianesimo.
In un contesto di esasperato localismo e di accentuata competizione tra le diverse provincie, quale quello che vive la Puglia, o più precisamente, le Puglie, Foggia recita il ruolo della cenerentola. Perfino quando si parla soltanto di pallone. Ma il peggio è che sono tanti foggiani che ancora non se ne accorgono.
Geppe Inserra

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