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Diego Armando Maradona non è mai venuto a Foggia. C’è stato però un momento in cui ha fatto sognare i tifosi foggiani. Avrebbe dovuto calcare il manto erboso dello Zaccheria il 18 agosto 1985, quando il suo Napoli affrontò il Foggia in un’autentica serata di gala.
Per la prima volta nella sua storia, infatti, il campo sportivo dei Satanelli accendeva i riflettori, e poco importa se il Foggia era precipitato in serie C, e l’anno prima la gloriosa U.S. Foggia era fallita, trasformandosi in Foggia Calcio, grazie ad un gruppo di imprenditori capeggiato dall’industriale Lino Lioce.
Quell’amichevole di lusso rappresentava il segno della volontà della nuova dirigenza rossonera di voltare pagina e di tornare ai fasti del passato.
La speranza di vedere all’opera El pibe de oro aveva entusiasmato i tifosi. Il 13 agosto risultavano già venduti 13.000 dei 19.000 biglietti disponibili per l’ingresso allo Stadio (la capienza era limitata in quanto non era agibile la parte superiore della gradinata).
Il giorno di Ferragosto, però, arrivò la doccia fredda. Maradona si infortunò durante la partita che la squadra partenopea giocava con il Twente e fu quindi costretto dunque a disertare l’amichevole foggiana.
Alla fine, sarà record d’incasso, nonostante l’annunciata assenza del campione argentico: 19.500 gli spettatori presenti sugli spalti illuminati a giorno dello Zaccheria per un incasso di oltre 190 milioni di lire, di gran lunga superiore al record precedente che il Foggia aveva fatto segnare il 10 aprile del 1983, quando in serie B affrontò il Milan, con un introito di 168 milioni.
Finì 3 a 0 per il Napoli, con reti messe a segno da Bertoni, Giordano e Caffarelli. Gli azzurri finiranno il campionato, vinto dalla Juventus, al terzo posto ma Maradona segnerà la storica punizione che ad un certo punto arrestò la fuga della squadra bianconera e sembrò riaprire il campionato.
Partito con grandi speranze, il Foggia concluderà il campionato al 7° posto, rendendosi però protagonista di un illecito sportivo che gli costerà cinque punti di penalizzazione che avrebbe scontato nel torneo 1986-87. A fine campionato, Lino Lioce vederà il pacchetto azionario a Pasquale Casillo, che chiamerà sulla panchina rossonera Sdenek Zeman. Ma questa è un’altra storia, e anche per il Foggia sarà tutta un’altra storia.

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