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Lo confesso, se stamattina non mi avesse chiamato l’amico e collega Antonio Blasotta, avrei dimenticato anche io l’anniversario. Succede così, quando una cosa che ami finisce: ne conservi il ricordo vivo, profondo, ma le date si sbiadiscono.
Vent’anni fa, il 14 dicembre del 2000, nasceva il Festival del Cinema Indipendente, che assieme a Mauro Palma avevamo pensato e sognato qualche anno prima, stanchi di vedere tanto cinema di qualità confinato nel circuito delle sale d’essai e degli addetti ai lavori.
Non a caso avevamo pensato di intitolare la manifestazione “Festival del Cinema Invisibile“. L’idea era quella di alzare il velo: dare visibilità ai tanti autori coraggiosi che rappresentano la linfa dei cinema italiano, e ai loro prodotti. Poi optammo per “Festival del cinema indipendente“.
A sognare con noi furono da subito Antonio Pellegrino e Valeria De Trino, rispettivamente presidente ed assessore alla cultura di quella indimenticabile Giunta provinciale che fece della musica, dell’arte, del cinema uno dei suoi marchi di qualità.
Inevitabilmente, il sogno fu condiviso dal comune amico e maestro Luciano Emmer, il grande regista che solo qualche anno prima aveva girato Foggia, non dirle mai addio, profondamente legato alla nostra terra.
Ricordo con emozione e nostalgia la prima sera. Non avevamo idea della reazione del pubblico foggiano alla novità. Avrebbe risposto? Sarebbe rimasto freddo? Le proiezioni si svolgevano in un contesto a dir poco critico, nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana: il ronzio del proiettore vicino agli spettatori delle ultime file non era il massimo del confort.
Il buon Antonio Pellegrino non sapeva che l’ingresso era a pagamento. Non poteva essere diversamente, perché nei Festival funziona così. Quando lo seppe, sorridente come sempre, ma molto preoccupato mi apostrofò: “A pagamento?! Vuol dire che stasera a vedere il film saremo solo io e te…”
Mi avvicinai trepidante alla tenda che divideva il Salone dall’anticamera della Presidenza. Percepii un insolito brusio. Scostai la tenda e vidi che il Salone era gremito. Il pubblico aveva risposto, eccome! Lo riferii a Pellegrino che con la sua consueta bonomia si complimentò e puntualizzò: “Beh, vuol dire che vedremo lo stesso il film insieme, io e te, ma in piedi.”
La risposta del pubblico si mantenne alta per tutta la durata del Festival, e così sarebbe stato per tutte le edizioni a venire. I foggiani adottarono subito la manifestazione.
Il vincitore della prima edizione su l’indimenticabile Nico D’Alessandria, prototipo del regista indipendente. Dei suoi film venivano stampate una, al massimo due copie. Arrivava con la copia sotto al braccio, guardava il film insieme agli spettatori, si emozionava.
La prima volta che vinse un premio fu proprio a Foggia, nella magica serata conclusiva della prima edizione, condotta da Virginia Barrett. La giuria, presieduta da Luciano Emmer, decretò che il suo Regina Coeli era il miglior film. Si commosse fino alle lacrime, e io con lui (sarò sempre grato al festival, agli autori, ai produttori, a quanti lavorando tra le quinte permettevano il miracolo, per tutte le emozioni che mi hanno regalato).
Da quel 14 dicembre del 2000 è cominciata una storia che ha scritto un capitolo importante nella storia della cultura a Foggia e in provincia.
Delle cose che ricordo con maggior piacere del festival c’era la sua capacità di tessere reti, avviare feconde relazioni. Fin dall’inizio cercammo di portarlo all’esterno, con proiezioni che si svolgevano nei comuni della provincia e nelle scuole. Fu determinante per il successo della rassegna il coinvolgimento di Paolo Cicolella e di suo figlio Francesco, che permise di trasferire, fin dalla seconda edizione, le proiezioni nella loro sede più naturale: le sale. E si rivelò vincente anche l’idea di coinvolgere nella organizzazione giovani volontari che venivano annualmente reclutati con un avviso pubblico.
Nelle sue tredici edizioni, il Festival ha aggregato tanti cineasti, tanti appassionati, tanti amici. Ha fatto innamorare del cinema tanti giovani, ha prodotto un autentico movimento: un nome per tutti, Lorenzo Sepalone, divenuto un affermato e pluripremiato autore.
Sarebbe stato bello poter festeggiare oggi la ventesima edizione, ma la soppressione dell’Ente Provincia ha comportato, di fatto, anche la fine di questa bella esperienza, che si è fermata a 13 edizioni.
Voglio farlo lo stesso, brindando idealmente con quanti hanno permesso che quel sogno si realizzasse, e che mettesse le ali (chiedo scusa per errori o omissioni).

La storia del Festival del Cinema Indipendente di Foggia è stata, prima di tutto, una storia di persone. Una bella storia. Eccone i nomi, in ordine di apparizione.

Gli amministratori che hanno voluto e sostenuto il Festival: Antonio Pellegrino, Valeria De Trino, Carmine Stallone, Giovanni Albanese, Anna Maria Dicesare, Antonio Pepe, Billa Consiglio (come assessore, come amica e come Presidente di Promodaunia).
Gli estimatori: Silvia Godelli, Giuliano Volpe, Saverio Russo, Peppino D’Urso, Eusebio Ciccotti, Antonello Bellomo.
Le “menti” artistiche: Mauro Palma, Mario De Vivo, Fabio Prencipe.
Il “cuore”: Mara Mundi.
L’organizzazione tecnica: Paolo Cicolella, Francesco Cicolella, Ermanno Loco.
Il team organizzativo della Provincia: Sergio dal Maso, Mimmo Dilillo, Iolanda Sferra, Giulia Vizziello, Roberta Faleo, Norma Tancredi.
I volontari: Samantha Berardino, Anna Grazia Chirolli, Berenice Di Matto, Maddalena Zoppoli, Oriana Casiello, Marianna Genovese, Adelmo Monachese.
Gli amici: Michele Sepalone, Euclide Della Vista, Tommaso Campagna, Michele Dell’Anno, Pino Bruno (organizzatore instancabile del FoggiaFilmFestival, avanti così, Pino), Luigi Starace (Cinedonia), Angela Pellegrino.
La giuria popolare: per tutti, Fabio Massimo Benvenuto.

Gli autori “amici”, in ordine alfabetico: Marco Addabbo, Giambattista Assanti, Anna Rita Caracciolo, Angelo Casto, Michele Creta, Ferruccio Castronuovo, Francesco Colangelo, Nico Cirasola, Nico D’Alessandria, Lucio Dell’Accio, Niki Dell’Anno, Federico Di Cicilia, Guido Di Paolo, David Emmer, Luciano Emmer, Carlo Fenizi, Antonio Fortarezza, Alessandro Grande, Edgardo Longo, Giuseppe Piccioni, Giovanni Rinaldi, Umberto Rinaldi, Nicola Scorza, Lorenzo Sepalone, Vincenzo Siesto, Andrea Simonetti, Antonio Silvestre, Mario Tani, Alessandro Valori, Tonino Zangardi, Antonio Zanni.
Protagonisti ed ospiti dei momenti più intensi e partecipati: Giuseppe Sansonna, con Zemanlandia, Vladimir Luxuria (indimenticabile serata alla casa circondariale di Foggia), Michele Placido, Fabrizio Gifuni, Mauro Pulpito, il conduttore più ricorrente delle serate finali, Franco Battiato, Pio e Amedeo, Giovanni Muciaccia, Gioele Dix, Nadia Kibout, Paola Saluzzi, Virginia Barrett, Rocco Granata, Nicola Rignanese, Michele De Virgilio.
Avrò dimenticato sicuramente qualcuno, mi perdonerete: la memoria non è più quella di una volta. Comunque, cin cin.
Geppe Inserra

P.S. : Se volete ricordare ancora un po’, vi suggerisco due link:

Com’è nato e perché è nato il Festival del Cinema Indipendente di Foggia

I titoli di testa e di coda della (purtroppo) ultima edizione

 

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