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Per rendersi conto dell’evoluzione della pandemia, i numeri presi da soli servono a poco. Occorrono confronti. Così, per capire come stanno le cose in Puglia, e prendere coscienza della gravità della situazione, basta uno di questi confronti. La Puglia ha sorpassato la Lombardia per quanto riguarda i casi attualmente positivi al Covid-19 (ricoverati in terapia intensiva, ricoverati con sintomi, isolamento domiciliare). Insomma, oggi, o più precisamente ieri, visto che il dato si riferisce all’11 gennaio, ci sono più malati di Covid in Puglia che non in Lombardia, ovvero nella Regione che ha pagato, i termini di morti e di contagi, il prezzo più elevato alla pandemia.
Lo si legge nel sito della Fondazione Gimbe, che produce uno dei più attenti e dettagliati monitoraggi dell’andamento della diffusione del virus.
Rispetto alla prima e forse anche alla seconda fase, la geografia dell’epidemia sta sensibilmente cambiando.
Per quanto riguarda i casi attualmente positivi, la Puglia figura al quinto posto della graduatoria nazionale, con 54.933 casi (circa 400 in più della Lombardia) alle spalle di Veneto (87.540), Lazio (78.881), Campania (74.717) ed Emilia Romagna (61.466).

Di questa curva pericolosa, non sembra esservi un’adeguata e corretta percezione. Dovrebbe destare maggiore attenzione (e preoccupazione) anche la distribuzione dei contagi all’interno del territorio regionale, tutt’altro che omogenea. La pandemia colpisce molto più duramente la Puglia centrosettentrionale rispetto a quella meridionale. La mappa dei contagi rivela due Puglie, il che significa che nell’area maggiormente colpita è ancora maggiore il rischio di un’evoluzione incontrollata del virus.
La provincia che denota la maggiore incidenza tra il numero dei contagi e la popolazione residente è la Capitanata (3,6%), incalzata da Bari (3,2%). Segue la Bat (3%), quindi Taranto (2,2%), Brindisi (1,)%) e infine Lecce (1%).
Desta allarme anche il rapporto tra tamponi effettuati e contagi: 9,11%, che colloca, anche in questo caso, la Puglia al quinto posto della graduatoria nazionale, alle spalle di Val d’Aosta (11,56%), Piemonte (11,9%), Lombardia (9,92%) e Campania (9,31%).

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