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Era destino che, prima o poi, Lorenzo Sepalone facesse un metafilm, tanto è il suo amore per il cinema, la dedizione con cui realizza le sue opere.

Stella di periferia” è però molto di più di un cortometraggio sulla settima arte. È un atto di fiducia sul cinema come possibile strumento di riscatto delle periferie, dei giovani, e sul cinema come possibilità di esprimersi e raccontarsi.

In questo senso, “Stella di periferia“ è un film “politico”, anche se non parla direttamente di politica, almeno nel senso convenzionale del termine. Anzi, come sempre, la narrazione è minimalista, mette al centro la poesia della vita quotidiana: un haiku non fatto di versi, ma di immagini. 

La storia racconta di Stella (splendidamente interpretata da Miriana Favia), una giovane ragazza che vive in periferia, inseguendo il suo sogno di diventare attrice. Per coronarlo si presenta ad un casting, sostenuta dall’affetto della madre (la bravissima Viviana Altieri) e dalla solidarietà di tutto il quartiere (anche se non manca qualche scetticismo, come si intravede nell’ineffabile cameo di Giovanni Mancini) . Riuscirà nell’intento la nostra eroina? Non faccio spoiler, quindi, se volete scoprirlo, andate a guardarvi il corto (che merita davvero), disponibile solo per oggi alla pagina web https://vimeo.com/614553761. Per i dispositivi mobili è consigliabile scaricare prima l’app di Vimeo. 

Il messaggio “politico“ del film è affidato ad un’inquadratura di grande bellezza, da manuale del cinema: Stella e sua madre riprese in campo lungo, circondate dai palazzi popolari del quartiere, sullo sfondo una chiesa, che non è una chiesa qualsiasi.

Qui Lorenzo dà prova di una qualità che solo i grandi registi posseggono: farci vedere cose che non scorgiamo a prima vista, nonostante siano tutti i giorni sotto i nostro occhi.

La chiesa di Sant’Antonio è una delle architetture di maggior pregio esistenti a Foggia. Pochi lo ricordano, ma a firmarla fu l’architetto Davide Pacanowski, allievo di Le Corbusier. Un fiore di bellezza immerso nel grigiore della periferia, che genialmente Sepalone riprende e sublima, collocando sulla stessa linea spaziale Stella, la mamma, la chiesa. Come a dire: qui sta la speranza, il futuro.

L’invito, nemmeno tanto sotteso, è di ritrovare la bellezza nascosta, riconquistare la dimensione comunitaria della vita di quartiere (memorabile la sequenza in cui Stella prova la sua parte davanti agli abitanti del rione).

È ancora più significativo che un tale messaggio di speranza ed impegno civile, giunga da un regista come Sepalone, che già in passato si era cimentato con il tema della qualità della vita nelle aree metropolitane (“Prossima fermata”), ma anche dal mondo della scuola.

“Stella di periferia” è stato prodotto dall’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Foggia, in rete con l’Istituto Tecnico “Notarangelo – Rosati” di Foggia, e realizzato nell’ambito del Piano Nazionale “Cinema per la scuola” promosso da MiBAC e MIUR. Al centro dell’ambizioso progetto, perfettamente riuscito, c’erano proprio il cinema e la sua dimensione civile, utilizzato in ambito didattico con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dei ragazzi sull’importanza dell’audiovisivo come strumento creativo, formativo e comunicativo. Una bella soddisfazione per la dirigente scolastica dott.ssa Marialba Pugliese, che l’ha fermamente voluto e sostenuto l’iniziativa, e  per la  prof.ssa Giusy De Biase che l’ha coordinata.

Assieme alle brave Miriana Favia, studentessa dell’I.C. “Dante Alighieri”, al suo esordio cinematografico e Viviana Altieri, fanno parte del cast artistico anche il già ricordato attore Giovanni Mancini, e le attrici Simona Ianigro e Sara Maldera. 

La fotografia del cortometraggio è stata firmata da Luca La Vopa, il montaggio da Niccolò Notario, la scenografia da Sara Palmieri, i costumi da Vize Ruffo, il suono di presa diretta da Tommaso Danisi, il sound design da Thomas Giorgi, il trucco da Linda Hand. Le musiche originali sono state composte da Francesco Petronelli. 

Alla registrazione della colonna sonora ha partecipato anche il noto bassista, autore e produttore musicale Roberto Costa, storico collaboratore di Lucio Dalla, il cui nome si trova nei credit finali, evidente omaggio all’omonimo, indimenticabile brano del cantautore bolognese. 

Da ottobre “Stella di periferia” prenderà parte a festival e rassegne cinematografiche, in Italia e all’estero. Vista la bellezza dell’opera, e i precedenti di Sepalone (“Ieri e domani” ha conquistato decine di premi) sono sicuro che di strada ne farà parecchia.

Geppe Inserra

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