Come Foggia visse la conquista della luna

Tanta voglia di luna, e tanto entusiasmo anche a Foggia, quel fatidico 20 luglio del 1969, quando per la prima volta l’uomo mise piede sulla luna, per merito degli astronauti americani Armstrong e Aldrin.

Martedì, 22 luglio del 1969 (l’edizione del giorno precedente riportava soltanto notizie di carattere nazionale, essendo lunedì), la Gazzetta del Mezzogiorno dedicò l’apertura della pagina di Capitanata allo storico sbarco, con un articolo intitolato “Veglia lunare per trentamila (e molti in ritardo al lavoro)”. La discesa dalla navicella spaziale sul suolo del satellite si verificò infatti in piena notte, riducendo drasticamente le ore di sonno per quanti decisero di seguire la diretta televisiva.

Veglia lunare anche a Foggia, la notte scorsa – scrivono i cronisti della redazione foggiana del quotidiano -. Almeno trentamila persone hanno assistito, attraverso i televisori, allo storico sbarco di Armstrong e Aldrin sul nostro satellite; molte di più — si calcola 80-90mila — avevano seguito durante la giornata e nella serata, sempre tramite i teleschermi, gli emozionanti preparativi dell’impresa e, dopo le 22, avevano esultato per l’allunaggio del «Lem». Dopo la felice conclusione di questa prima fase della conquista della Luna, in molte case i televisori sono stati spenti; era stato infatti annunciato che la «passeggiata lunare» sarebbe avvenuta stamane verso le 8. Stamattina, invece, la sorpresa: lo sbarco era già avvenuto verso le 4,55. La Tv ne ha comunque trasmesso nuovamente le emozionanti fasi; lo spettacolo dei primi lunauti ondeggianti tra i crateri, ha avvinto intere famiglie. Numerose assenze si sono registrate negli uffici; moltissimi gli impiegati che si sono recati in ritardo al lavoro. La città è pervasa da un’atmosfera animata, festosa.”

L’articolo raccoglie le testimonianze di foggiani vip e non, che raccontano come hanno vissuto quella vicenda epocale. La prima dichiarazione è del Presidente della Provincia, l’avv. Berardino Tizzani : “Ho visto anch’io, come tanti, con animo commosso, le riprese televisive dalla Luna ed ho partecipato all’entusiasmo collettivo per la nuova, storica affermazione dell’uomo. Un’altra frontiera è stata abbattuta e, ciononostante, ho avvertito la limitatezza delle possibilità umane rispetto all’Immensità cosmica. “Laudato si’, mi Signore — mi sembra il caso di ripetere, in umiltà con S. Francesco — per sora Luna e le stelle, in cielo l’hai formate, clarite e preziose e belle”. Ho fiducia che la nuova e grande conquista scientifica contribuisca ad affratellare lutti gli uomini, e spero che venga utilizzata esclusivamente a fine di progresso e di pace”.

Segue la testimonianza di  don Mario Checchia, parroco della Cattedrale di Foggia: “La conquista della Luna da parte dell’uomo induce a meditare su due realtà: l’amore di Dio, e il suo senso della fraternità. Tutto è creato da Dio per amore, ed è allora consolante, alla luce di questa verità e alla luce delle bellezze scoperte nel creato con questo viaggio, pensare che anche la Luna ci può avvicinare a Dio. E si può veder simboleggiata la fraternità almeno nel fatto che in questo tempo le attenzioni di tutti gli uomini sono state rivolte ad un unico punto, e la Luna è stata davvero, per loro, un anello di congiunzione”.

Non mancano le testimonianze di persone comuni come Amalia Di Giulio, casalinga: “Emozione, orgoglio, entusiasmo: queste le prime reazioni alla notizia della storica impresa: su tutte predomina però un senso di ansiosa, vibrante curiosità. La conquista della Luna non si ferma certamente a questo punto. Quali altri sensazionali avvenimenti ci riserva il futuro? Forse non è lontano il giorno in cui sulla Luna si fonderanno città e si potrà abitare agevolmente.”

Donato Piazzolla, usciere del Museo civico afferma invece: “Assistere, sia pure attraverso i teleschermi, alla storica impresa, è stata un’esperienza indimenticabile; tanto più emozionante ed entusiasmante, per me, che francamente non credevo in una cosi perfetta riuscita”.

Il cronista riferisce, alla fine dell’articolo, un toccante episodio: “Nella Cattedrale, una vecchina ha portato un cero, da accendere in segno di ringraziamento per la riuscita dell’impresa. Inginocchiata dinanzi al sacro Tavolo della Madonna dei sette veli, ha pregato a lungo: « Madonna mìje. Ti raccumànne tante tante quilli poveri figqhie che stanne sop’à lune… ».

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Autore: Geppe Inserra

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