Ghetto Mezzanone, da punto di crisi a risorsa di sviluppo

La crisi in cui da anni si dibatte la provincia di Foggia ha innescato tante criticità, che il territorio cerca di affrontare caso per caso, spesso con scarso successo. E se invece provassimo a guardare a queste criticità non tanto come punti di crisi, ma come possibili fattori di sviluppo? Rovesciare la crisi, per trasformarla in sviluppo. Sarebbe un’autentica rivoluzione copernicana. Il Consorzio ASI di Foggia lancia la sfida, in un contesto particolarmente simbolico come quello del ghetto di Borgo Mezzanone, che sorge su un aeroporto che anni fa ha alimentato affascinanti sogni di sviluppo, come la sua trasformazione in un hub per il trasporto aereo di merci ma è poi diventato un polo attrattore negativo.
Il progetto (Il Ghetto di Mezzanone e il suo recupero come Area produttiva territoriale) sembrerebbe sulle prime visionario, ma ha attirato l’attenzione di Urbanpromo, il più grande evento culturale sul grande tema della rigenerazione urbana, intesa come processo di strategie, politiche, azioni, finalizzate alla realizzazione di uno sviluppo urbano sostenibile.
Ecco come il commissario dell’Asi, Agostino De Paolis, e i tecnici che hanno elaborato il progetto, Franco Antonucci e Ilaria De Luca, lo illustrano il progetto nella pagina ad esso dedicata dal sito di Urbanpromo.

“Vogliamo rovesciare in positivo una situazione di degrado territoriale, trasformando la baraccopoli e la tristezza di un Centro di accoglienza per Migranti, sfruttati nell’Agricoltura di Capitanata, in un’Area produttiva agroalimentare di primo livello.
Trasformiamo il sedime aeroportuale di Mezzanone, abbandonato, utilizzato al peggio, in una promessa territoriale di rilancio, che aggancia il grande spazio di Capitanata con le risorse territoriali vaste, soprattutto agricole. Proponiamo un’area industriale, che si innesta dentro il Piano di sviluppo industriale ASI di Area, che, sia pur datato, ha costituito il prodromo di una grande rete organica di sviluppo territoriale omogeneizzante.
La nuova Area di Mezzanone non è casuale ma un focus di innesco, rendendo la Capitanata un grande terreno di sperimentazione. È un Piano di rilancio agricolo locale, ricostruendo l’intera filiera agroalimentare, un Piano-pilota per una nuova Urbanistica AntiCovid, per sperimentare nuovi concetti di ecologia ambientale e Paesaggio industriale, massimizzando il concetto di sostenibilità generale, energia alternativa come parametro conformativo territoriale. Simbolo di riscossa, un’area tematica, integrata alla vicina città di Foggia e alla grande area industriale baricentrica/territoriale ASI-incoronata, organizzando una scala unitaria di un territorio, oggi disarticolato che, utilizza una nuova risorsa territoriale della Capitanata, la sua vocazione verso una Logistica territoriale espansiva.”

Bello e affascinante. Perché, a ben vedere, dietro e dentro questa idea c’è tutto lo sviluppo possibile del Tavoliere di Puglia: un’agricoltura da riscattare e rilanciare, un problema socialmente esplosivo, come quello dell’accoglienza e dell’integrazione degli immigrati extracomunitari, da affrontare con logiche nuove, la mai risolta questione della sinergia tra agricoltura e industria, la creazione di un polo agroalimentare competitivo.
“Vediamo in Borgo Mezzanone – commenta l’ing. Antonucci – un’Area sperimentale del territorio, una sorta di area industriale orientata all’agricoltura, la cui trasformazione affronterebbe in modo originale anche il problema del ghetto. Si tratta di rovesciare le ferite di territorio in nuovo impulso di sviluppo globale innovativo”
L’interesse manifestato verso il progetto foggiano da Urbanpromo è già un successo. L’evento è promosso dall’INU – Istituto Nazionale di Urbanistica, ente di diritto pubblico di alta cultura e di coordinamento tecnico, ed è organizzato da URBIT – Urbanistica Italiana Srl, società strumentale (e no profit) dell’INU per lo svolgimento di eventi culturali e di attività di consulenza. Del progetto di recupero di Borgo Mezzanone si parlerà nella sessione di mercoledì 18 novembre dedicata ai Nuovi ghetti urbani 2020. Stefano Stanghellini, presidente di Urbit, è fiducioso: “la presentazione – da parte del Consorzio ASI di Foggia – del progetto di riconversione dell’Aeroporto di Mezzanone – da anni in primo piano nelle cronache nazionali come il “Ghetto di Mezzanone” – in parco industriale agroalimentare, è l’occasione per riattivare l’attenzione sul tema della comunità degli urbanisti e dei decisori pubblici.”
Ad illustrare il progetto sarà Franco Antonucci: “Urbanpromo focalizza la sua attenzione sui ghetti urbani, che abbia riservato spazio per un ghetto particolare qual è quello di Mezzanone è particolarmente interessante. Ci dà modo di presentare l’idea ad una qualificata vetrina internazionale. Può essere un’opportunità per trovare interlocutori interessati.” Lo speriamo davvero. Speriamo, soprattutto, che i decisori pubblici invocati da Stanghellini, non si facciano sfuggire questa opportunità.

[Nella prima foto, il progetto di riqualificazione del Consorzio ASI. Nella seconda foto, l’ex aeroporto di Borgo Mezzanone com’è oggi.]

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Autore: Geppe Inserra

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