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Certe volte la guerra regala meravigliose storie di pace, di speranza
e di fede. È successo anche a Foggia nel periodo dell’occupazione
americana, e si deve all’instancabile Tommaso Palermo se questa bella
esemplare vicenda è stata ricostruita.
Palermo ha realizzato un
interessante e toccante cortometraggio, per il sempre più ricco Museo
virtuale dei bombardamenti e dell’occupazione alleata di Foggia
,
allestito su You Tube dal Comitato per il monumento alle vittime dei bombardamenti. [Questo il collegamento al canale, alle fine del post
trovate invece il video].
Protagonista della storia è Louis
Salvatore Libutti
, un singolare italo americano che fu di stanza
all’aeroporto Tortorella, uno dei tanti campi d’aviazione che
punteggiavano il Tavoliere durante la guerra, a una decina di chilometri
dal capoluogo.
Arrivò a Foggia da sergente maggiore, al seguito
delle truppe americane. Era nato il 10.1.1915 da genitori italiani,
originari di Avigliano, piccolo paese della provincia di Potenza.

Cattolico
praticante, frequentava le funzioni religiose a San Michele, la cui
chiesa era stata inaugurata qualche anno prima dell’occupazione, nel
1936, ed era fortunatamente scampata ai bombardamenti.
L’autore del prezioso documentario ha utilizzato quale fonte il Diario di Comunità dell’Opera San Michele.

Durante
l’occupazione americana San Michele divenne luogo d’incontro sia per i
cittadini foggiani che per gli occupanti: e fu un positivo incrociarsi
ed incontrarsi di culture e modi d’essere.
Nel diario recuperato da
Tommaso Palermo sono scrupolosamente annotate le tappe di questo progressivo
avvicinamento: “il 10 ottobre 1943, per la prima volta vengono a
messa da noi i soldati inglesi”, riferisce l’estensore del diario. Qualche mese più tardi, a Natale, ai
soldati inglesi si uniscono anche quelli americani e sono addirittura
500: “una cosa meravigliosa”, è il commento dell’autore del Diario.
Ben presto, Louis, chiamato Luigi dai foggiani, diventò un animatore dell’Opera dedicandosi soprattutto alla formazione e all’educazione di bambini e ragazzi. Applicando il metodo di
padre Flanagan (il fondatore della Città dei Ragazzi, n.d.r.) costruì a San Michele una sorta di oratorio in cui l’attività di apprendimento era integrata da
momenti ludici.
E così San Michele ospitò, a partire dal 3 agosto 1944,
un ciclo di lezioni di inglese. All’inaugurazione si presentarono
addirittura 200 bambini attirati dalla simpatia di Luigi ma anche dal lauto spuntino, a base di pane, salsiccia e
melone che veniva offerto ai partecipanti.
Il Natale
successivo, nel 1944, Luigi si fece promotore di una colletta tra i commilitoni e i militari che frequentavano l’Opera San Michele, grazie alla quale vennero donati  ai bambini foggiani 500 cesti.
I rapporti tra Libutti e la Comunità giuseppina non si limitarono solo alle cose foggiane. Il sottufficiale interpose i suoi buoni uffici affinché i Giuseppini potessero fare il loro ingresso negli USA, e fu così che diventarono cappellani ad Albuquerque nel New Mexico.
L’esperienza foggiana lasciò una traccia indelebile nella vita di Louis Libutti che, nel 1965, entrò come fratello coadiutore
nella Congregazione dei Padri Giuseppini di Albuquerque dove si spense  a causa di un infarto, alla fine del 1971, a soli 56 anni.
Qui sotto il bel documento video realizzato da Tommaso Palermo che ha curato la ricerca storica e il montaggio.

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