Post-post scriptum. “Gli alberi di Foggia”. Andando un po’ ad alcuni miei ricordi semi-lontani, mi piacerebbe raccontare, in breve, un mia speciale circostanza di vita, quando, agli inizi anni ‘80, sono diventato uno dei primi Presidenti delle appena nate Circoscrizioni cittadine. Che entusiasmo allora per la città e per i suoi Quartieri pulsanti di vita! Sembrava che dovessimo rifondare tutto, con una gioia che oggi sembra affievolita.
Io ho avuto l’onore di essere il primo Presidente della più grande e popolosa V Circoscrizione Mazzini, quando le prime Circoscrizioni non erano le attuali sezioni delegate per certificazioni o giù di lì. Esaminavamo le questioni interne delle singole parti di città, scendendo in dettagli che oggi potrebbero apparire irrilevanti, e che, invece, rappresentavano, e ancora rappresentano, il tessuto fine della città. Soprattutto “proponevamo” al Comune cose anche fantastiche, con la passione di allora, che, forse oggi è solo un po’ sbiadita, ma brucia ancora e sempre sotto il focolare cittadino.
Io non mi son fatto tanto pregare e mi sono lanciato in una serie di iniziative e proposte nei confronti del Comune centrale, delle quali molte hanno avuto anche successo. Tra tutte ricordo il Concorso internazionale di idee, (in effetti bandito ed espletato, ma poi, come al solito, senza seguito), per una innovativa tipologia circoscrizionale, a vantaggio di Foggia, ma anche come modello esportabile ovunque, in quanto cellula nuova per la rinascita della città di Foggia e delle città in generale.
Ha vinto un Architetto inglese con la proposta “La città sulla Circoscrizione”. Poi il Concorso per il Logo di Quartiere, eccetera… Ma è stato, poi, anche un momento di azione improvvisata (vissuta) sul territorio reale, percorso concretamente lento pede.
Per esempio, ho ottenuto una cortese e preziosa disponibilità del Vivaio comunale (allora esuberante), che mi ha aiutato, poco per volta, a popolare di nuovi alberi alcune principali strade della Circoscrizione. Via Silvio Pellico e limitrofe, e sopratutto la sottolineatura e definizione arborea delle grandi fasce laterali Verdi alla Via Benedetto Croce con la loro continuazione su Via Gaetano Salvemini.
Si voleva mettere in evidenza una particolare tipologia di sezione stradale molto (moltissimo) adatta alla città di Foggia : una doppia via a sedi stradali separate, vieppiù arricchita da un lato da una grande e larga fascia verde alberata (molto di più di un verde alberato di solo arredo stradale) e dall’altra definita da un largo marciapiede pedonale, aperto a ulteriori definizioni.
Una tipologia che potrebbe essere ripetuta ovunque, soprattutto nelle nuove riqualificazioni ed eventuali ampliamenti urbani compatibili, arricchendola di nuovo sapore urbano. Scusate se a volte i ricordi spingono sulle pareti del cervello, e pretendono di uscire. Eustacchiofranco Antonucci